Trieste Libera

CHI TENTA DI DANNEGGIARE IL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

CHI TENTA DI DANNEGGIARE IL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

CHI TENTA DI DANNEGGIARE IL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE. Screenshot dal sito del falso Governo provvisorio messo su da un faccendiere (Gian Gaetano Caso). Ne fanno parte: Antonio Furlan, Giorgio Marchesich, Alessandro Valerio, Marino Gori, Graziano Risuglia. Trieste Libera non ha nulla a che fare con questa iniziativa e l'ha denunciata.

Che le cose stiano cambiando nel Territorio Libero di Trieste è certo. Tutti si attendono che accada qualcosa. Nel 2017 lo status legale di Trieste e del suo Porto Franco Internazionale potrebbe essere confermato. È un clima particolare di attesa e speranza quello che si respira di questi tempi.

Ormai tutti sanno che è impossibile negare l’evidenza. Dopo 5 anni di lotte i triestini che si dichiarano apertamente cittadini del Territorio Libero e si rifiutano di assecondare la simulazione di sovranità italiana sul loro Stato sono sempre più numerosi.

Anche chi non si schiera ancora apertamente aspetta la fine di quella che ormai molti considerano alla stregua di una “occupazione” italiana. È un’atmosfera particolare che bisogna toccare con mano.

È come se ci si preparasse alla fine di un’epoca che per Trieste è stata una lunga decadenza, un’agonia inarrestabile, per prepararsi ora a risorgere con le ali di nuovo Stato indipendente che le spettano per legge dal 1947. Un ritorno agli antichi splendori di quella città porto capitale marittima della Mitteleuropa come già con l’Austria-Ungheria.

Ma non sono solo i triestini ad attendono questo momento.

I cittadini italiani, come quelli di molti Stati vicini o confinanti, trarrebbero indubitabili vantaggi economici dal ripristino della corretta amministrazione del Territorio Libero. Uno stato di diritto affermato anche dalle leggi italiane.

L’unico dilemma per la classe politica italiana è quello di porre fine ad un’anacronistica, artificiosa sacralità patriottica. I (sempre meno) nazionalisti italiani identificano Trieste come il punto di arrivo di una faticosa unità nazionale.

D’altro canto, se il Porto Franco internazionale di Trieste si emancipasse del controllo soffocante ed egemone dell’Italia, diventerebbe un pericoloso concorrente per i porti italiani.

Ecco quindi che di fronte al sempre più serio rischio di perdere l’amministrazione fiduciaria speciale di Trieste, alcuni ambienti italiani (ufficiali e non) cercano di riposizionarsi per controllarla.

Magari tramite un governo “gradito”. Per questo è necessario screditare a livello internazionale i sostenitori del Territorio Libero. Anche creando incidenti assurdi.

E di questi incidenti fa parte la recente farsesca costituzione di un preteso ed autoproclamato “governo” del Territorio Libero di Trieste (vedi foto).

A guidarlo, un ex militare e faccendiere e di un ex poliziotto italiani (provenienti dalla Campania e dalla Sicilia) che si auto attribuiscono risibilmente la cittadinanza di diritto del Territorio Libero. Nella pagliacciata sono ovviamente coinvolti alcuni gruppuscoli pseudo indipendentisti già compromessisi per avere partecipato (con esiti fallimentari) alle illegittime elezioni amministrative italiane a Trieste.

Queste iniziative potrebbero far ridere, ma non sono da sottovalutare. Esse danneggiano l’immagine della sacrosanta battaglia per i diritti del Territorio Libero di Trieste sostenuta da tanta parte della popolazione.

Mentre iniziative come la suddetta servono a soddisfare i protagonismi di piccoli gruppi di irresponsabili, arrivisti o ingenui che in realtà non hanno mai fatto nulla di serio e di utile per il Territorio Libero.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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