Trieste Libera

NO TAXATION WITHOUT REPRESENTATION

TRIESTE: NO TAXATION WITHOUT REPRESENTATION

Aggiornamento: i termini dati al Governo sono scaduti il 15 settembre 2015. Trieste Libera ha presentato in conferenza stampa le prossime azioni.

TRIESTE: NO TAXATION WITHOUT REPRESENTATION

INIZIA LA LIBERAZIONE FISCALE DEL TERRITORIO LIBERO

Lunedì 22 giugno 2015 i cittadini di Trieste hanno iniziato a presentare al Commissario del Governo le prime dichiarazioni di liberazione fiscale. Il Commissario è il funzionario incaricato di esercitare l’amministrazione civile provvisoria dell’attuale Territorio Libero di Trieste.

Le dichiarazioni seguono la presentazione dell’invito formale presentato da Trieste Libera al Governo italiano per il ripristino della legittima amministrazione civile provvisoria di Trieste e del suo porto internazionale entro il 15 settembre del 2015.

Con tale atto presentato il 15 giugno, Trieste Libera ha richiesto al Governo italiano di adempiere agli obblighi di diritto internazionale e di diritto italiano verso il Territorio Libero i suoi cittadini e residenti, le sue imprese e le sue istituzioni, ed in particolare:

  • riconoscere e dichiarare inefficaci entro 90 giorni nell’attuale Territorio Libero di Trieste e nel suo Porto Franco internazionale tutte le norme del diritto civile italiano, sia fiscali sia di altro genere, che vi sono state o vengono applicate senza esservi state validamente estese dal Commissario del Governo a ciò delegato in forza del mandato di amministrazione civile provvisoria affidato alla responsabilità del Governo italiano, o vi siano state estese in violazione degli obblighi di tale mandato, nonché in violazione costituzionalmente rilevante dell’ordinamento della Repubblica Italiana;
  • disporre preliminarmente la SOSPENSIONE IMMEDIATA, sino all’emissione dei provvedimenti di regolarizzazione delle leggi, di tutte le riscossioni fiscali, di tutte le procedure esecutive mobiliari ed immobiliari e di tutte le procedure civili di esproprio, di sfratto od altre che possano comportare effetti lesivi non reversibili a danno di cittadini, di residenti, di imprese e di istituzioni dell’attuale Territorio Libero di Trieste e del suo Porto Franco internazionale per effetto dell’applicazione delle suddette norme di diritto italiano che non vi siano state validamente estese o vi siano state estese in violazione degli obblighi del mandato di amministrazione provvisoria, nonché dello stesso ordinamento italiano;
  • provvedere entro 90 giorni a ricostituire l’amministrazione finanziaria e fiscale dell’attuale Territorio Libero di Trieste e del suo Porto Franco internazionale separata e distinta dall’Amministrazione dello Stato italiano, nella piena e corretta esecuzione degli obblighi del mandato di amministrazione civile provvisoria affidato alla responsabilità del Governo italiano;
  • provvedere contemporaneamente ad intimare e ottenere dalla Repubblica Italiana il pieno rispetto degli obblighi di diritto internazionale e di diritto interno italiano da essa assunti verso il Territorio Libero di Trieste.

Con la dichiarazione di liberazione fiscale depositata oggi dai primi cittadini del Territorio Libero viene comunicato al Governo italiano che gli stessi:

“sospendono per i motivi legittimi esposti propri pagamenti di tutte le imposizioni fiscali dirette ed indirette dello Stato italiano, dei suoi organi, delle sue amministrazioni pubbliche e dei suoi concessionari di pubblici servizi sino a che l’Autorità amministratrice civile provvisoria del Free Territory of Trieste, costituita dal Commissario del Governo delegato all’amministrazione e dal Governo amministratore delegante, non ne abbia verificata, provata e dichiarata con atti formali la legittimità nei termini di prova sopra elencati”.

È questa la prima rivolta fiscale nella storia di Trieste, una ribellione assolutamente legittima e basata sul rispetto dei trattati internazionali in vigore calpestati dalla Repubblica italiana a danno dei cittadini di Trieste privati di ogni loro diritto e obbligati a pagare in violazione delle stesse leggi italiane il mostruoso debito pubblico dello Stato italiano che soffoca il Territorio Libero ed il suo Porto internazionale da settanta lunghi anni.

Settanta lunghi anni di simulazione di sovranità per distruggere l’economia di Trieste e i traffici del principale Porto Franco del Mediterraneo.

È ora di dire basta: i triestini non sono più disposti ad essere servi di Roma.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” – “Tracce di Legalità” di Roberto Giurastante

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