Trieste Libera

CROLLO DEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO: RIENTRO DEI CAPITALI DEI CITTADINI DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE SOTTO GARANZIA ONU

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La crisi economica del sistema bancario italiano ha evidenti e pesanti ripercussioni anche su Trieste.

Ne ho parlato in un post recente. La situazione è davvero critica, basti pensare che nei primi venti giorni dell’anno nella Borsa di Milano si sono volatilizzati quasi 50 miliardi di euro e mille miliardi a livello europeo.

È una tempesta finanziaria che non risparmia nessuno ma che va a colpire particolarmente le economie dei Paesi più deboli e quindi più esposti. E il sistema bancario italiano, già in forte sofferenza, si è trovato travolto dalla nuova crisi mondiale e con poche speranze di ripresa.

Tra le banche più colpite la Monte Paschi di Siena ha superato il 50% di perdite tra dicembre e gennaio, dopo avere segnato l’anno passato un -71% da Ko. ovvero da default.

Perdono forte anche (per parlare solo dei più grandi) Carige, Unicredit, Banco Popolare, Mediolanum. Notizie che sembrano provenire da un bollettino di guerra.

La paura dei risparmiatori è più che comprensibile. Con l’entrata in vigore della nuova normativa comunitaria del “bail-in” rischiano di dovere rispondere direttamente dei debiti delle banche in cui hanno investito i propri soldi.

Ma come possono difendersi i cittadini del Territorio Libero di Trieste difendersi? Anche se il Trattato di Pace con l’Italia del 1947 assegna al loro Stato la piena sovranità economica, si trovano assoggettati illegalmente al sistema bancario italiano. Cosa possono fare dunque? Semplicemente essere conservativi.

Nell’attesa del ripristino del corretto regime di amministrazione civile provvisoria è necessario che i cittadini del Territorio Libero di Trieste si cautelino ritirando i propri risparmi dalle banche italiane ed europee maggiormente a rischio. Quei risparmi devono rientrare a Trieste, Stato garantito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Una linea difensiva economica necessaria a tutela del risparmio privato e a supporto del rapido ripristino dell’amministrazione provvisoria dell’attuale Territorio Libero.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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