Movimento Trieste Libera

ESECUZIONE FORZATA

La pressione fiscale in Italia è sempre più pesante. Nuove tasse mascherate si abbattono sul cittadino contribuente ormai stremato da anni di una crisi economica senza uscita. Senza uscita perché quelli che stanno venendo ora al pettine sono i nodi di un sistema di corruzione consolidatosi in decenni di malgoverno. Un sistema che sta disperatamente proteggendo se stesso abolendo i diritti dei cittadini. La democrazia italiana è diventata talmente oligarchica da non rendere nemmeno più necessarie le elezioni. Tutto per garantire quella stabilità di governo indispensabile a riforme economiche impopolari e insostenibili. Che servono in definitiva ad alimentare la corruzione.

Se questa situazione di oppressione è per gli italiani insopportabile (basta vedere i suicidi sempre più numerosi di cittadini disperati dai fallimenti delle imprese, delle banche e dalla persecuzione fiscale di Equitalia), ovviamente lo è ancor di più per chi cittadino italiano non è e si trova a vedersi imporre il pagamento del debito pubblico di un altro Stato.

Ed è questa la situazione di tutti i cittadini del Territorio Libero di Trieste – Free Territory of Trieste. L’attuale Free Territory of Trieste è stato costituito il 15 settembre del 1947, all’entrata in vigore del Trattato di Pace di Parigi, quale Stato membro delle Nazioni Unite, tutelato dal Consiglio di Sicurezza e messo in regime di amministrazione civile provvisoria dal 1954 affidata al Governo italiano.

Lo Stato italiano non può quindi imporre la propria sovranità sull’attuale Free Territory of Trieste perché in contraddizione con le leggi vigenti dello stesso Stato italiano che riconoscono sia la sovranità di Stato del Free Territory of Trieste, per obbligo internazionale che la Costituzione italiana rende prevalente sulla legislazione nazionale e regionale, sia l’amministrazione provvisoria del Free Territory affidata al Governo italiano.

L’impossibilità di imporre il pagamento del debito pubblico italiano al Free Territory of Trieste è stabilita dal Trattato di Pace del 1947 all’articolo 5 dell’Allegato X. Tale disposizione è un obbligo che il Governo amministratore fiduciario per conto delle Nazioni Unite deve rispettare e far rispettare a tutti i funzionari che operano nel Free Territory of Trieste.

Le tasse possono essere imposte solo nell’ambito di un bilancio autonomo del Free Territory of Trieste e per la sua corretta amministrazione. Nessuna tassa della Repubblica italiana, che è un Paese terzo, può essere applicata nel Free Territory of Trieste senza che vi sia stato un formale atto di annessione da parte dello Stato italiano nei confronti del Free Territory of Trieste. Annessione d’altronde impossibile perché rappresenterebbe violazione del Trattato di Pace e delle leggi italiane di recepimento.

Nonostante la situazione di diritto sia chiarissima, e chiaramente esplicitata all’attuale Commissario di Governo per il Territorio Libero di Trieste in carica, continuano senza sosta le azioni di riscossione illegittima nel Territorio Libero di Trieste a danno dei suoi cittadini da parte della famigerata Equitalia S.p.A. per conto dello Stato italiano.

Ho assistito recentemente ad una di queste esecuzioni forzate. I funzionari di Equitalia sono arrivati scortati dai Carabinieri per sequestrare la macchina della persona esecutata. La motivazione era che dovevano assicurarsi che tutto si svolgesse in “tranquillità”.

Non è dato sapere quale siano le istruzioni reali ricevute dai carabinieri, ma sembra evidente che la “tranquillità” invocata sia da riferirsi unicamente allo svolgimento senza intralci dell’attività dei funzionari di Equitalia. Vi piombano in casa senza avviso e se vi opponete al sequestro dei vostri beni i militari italiani sono pronti ad intervenire contro di voi. Questa l’impressione che ne riceve la persona sottoposta al pignoramento.

Però quei funzionari di Equitalia stavano agendo contro legge. Abbiamo provato a spiegarglielo,  ma  non si sono fermati. Solo i giudici possono intervenire, dicono. E se i giudici violano le leggi, non è un problema degli esecutori ma solo tuo: sei un piccolo essere indifeso davanti al prepotere di uno Stato mafioso.

Non dovrebbero almeno informarsi alla Prefettura su cosa fare in caso in cui il cittadino abbia presentato istanza al Commissario di Governo? Non è di loro competenza, affermano. Attendono solo istruzioni, ma non si sa da chi. Qualcuno dovrebbe prendersi la responsabilità di intervenire. Ma il Commissario di Governo è “latitante”. Non risponde nemmeno ai cittadini che presentano i ricorsi appellandosi alle leggi del loro Stato: il Territorio Libero, non l’Italia. Anche lei (Francesca Adelaide Garufi) attende istruzioni dai superiori, ovvero il Governo amministratore italiano. Ma da Roma tutto tace. Meglio non compromettersi con risposte che potrebbero creare imbarazzi a livello internazionale.

E così la macchina tritacarne della giustizia italiana continua a macinare migliaia di cittadini e di imprese di un’altro Stato. Vittime inermi di questa guerra non dichiarata ma in corso. La guerra dello Stato più corrotto dell’Europa alla legalità internazionale.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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