Movimento Trieste Libera

CODICE ACP 104 NATO

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IL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE SOTTO LA TUTELA DELL’ALLEANZA ATLANTICA

Quando il 5 ottobre del 1954 venne firmato il Memorandum di intesa di Londra tra i Governi del Regno Unito, degli Stati Uniti d’America, e dell’Italia per il passaggio dell’amministrazione civile provvisoria del Territorio Libero di Trieste dal Governo Militare Alleato (G.M.A.) al Governo italiano si pose il problema della neutralità e della smilitarizzazione del nuovo Stato che doveva continuare ad essere assicurata nel rispetto del Trattato di Pace.

Il Territorio Libero di Trieste quale Stato indipendente (art. 21 del Trattato di Pace del 1947) si trovava ad essere garantito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che dovevano farne rispettare la neutralità e la smilitarizzazione stabilite dall’Allegato VI del Trattato di Pace.

Tali obblighi vennero assunti prima dal G.M.A. e poi dal Governo italiano subentrante nell’amministrazione temporanea del nuovo Stato. Amministrazione che riguardava peraltro esclusivamente la parte civile, avendo Regno Unito e U.S.A. mantenuto (a tutt’oggi) quella militare del Territorio Libero.

Con il ritiro delle truppe statunitensi e inglesi, la tutela del Territorio Libero di Trieste da ogni aggressione divenne competenza della NATO di cui l’Italia era tra i fondatori. Le Forze Armate italiane non potevano infatti entrare nel Territorio Libero di Trieste senza autorizzazione dell’Alleanza Atlantica, e la loro presenza nel Territorio Libero di Trieste serviva solo a garantirne l’esistenza.

Questo era il preciso mandato ricevuto, reso ben chiaro fin dall’ingresso delle truppe italiane a Trieste, dalla NATO che nel febbraio del 1955 precisava nelle proprie comunicazioni riservate che l’area di Trieste, inclusa nelle zone sotto responsabilità dell’Alleanza Atlantica, doveva essere considerata un territorio sotto semplice “amministrazione italiana”.

Amministrazione appunto, e non sovranità. Ecco perché l’anno successivo la stessa NATO precisava alle autorità italiane che nell’elenco dei propri siti in Italia (ACP 104) non poteva essere inserito il Territorio Libero di Trieste e che anzi qualsiasi riferimento al “Territorio di Trieste” e al “Territorio Libero di Trieste” doveva essere eliminato dalle liste dei siti NATO.

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La NATO doveva infatti solo assicurare la neutralità e l’indipendenza dello Stato “Territorio Libero di Trieste” con le proprie truppe che per praticità, essendo il governo amministratore provvisorio quello italiano, erano garantite dalle Forze Armate italiane. Truppe NATO al posto dei caschi blu ONU, ma con lo stesso compito.

Nulla è mai cambiato da allora. Le Forze Armate italiane schierate nel Territorio Libero di Trieste possono permanervi come reparti della NATO e solo per far rispettare l’amministrazione civile provvisoria del Governo italiano nel pieno riconoscimento dei diritti internazionali del Territorio Libero di Trieste e dei suoi cittadini.

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Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante.

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