Movimento Trieste Libera

AREA CONTAMINATA: L’INQUINAMENTO DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

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Attivisti del Movimento Trieste Libera presso l’abisso di Trebiciano dove a 300 metri di profondità scorre il fiume Timavo. L’intera area è stata utilizzata come discarica incontrollata dalle autorità italiane.
E’ iniziata oggi, 5 settembre, la campagna di sensibilizzazione del Movimento Trieste Libera sull’inquinamento del Territorio Libero di Trieste. Prima tappa Trebiciano, il paese sul Carso triestino assurto a simbolo della devastazione selvaggia dell’ambiente attuata per decenni dall’Italia nei confronti dello Stato occupato in violazione del Trattato di Pace del 1947 che ne riconosce l’indipendenza.
Un inquinamento diffuso che ha contaminato il mare, le coste, il Porto internazionale di Trieste, e l’entroterra fino all’altopiano carsico. E proprio l’altopiano carsico ha pagato uno dei prezzi maggiori alle ecomafie di Stato italiane. Centinaia di doline e grotte sono state distrutte e trasformate in comode discariche da chi poteva operare impunito sotto copertura delle autorità italiane.
Fanghi industriali, rifiuti tossico nocivi, armi chimiche e batteriologiche residuati degli arsenali bellici italiani, rifiuti radioattivi. Tutto lecito nel Territorio Libero di Trieste, dove di “libero” in realtà c’è stata solo l’attività delle varie organizzazioni criminali.
Mafie del nord e mafie del sud unite a distruggere uno Stato indifeso. Indifeso perché abbandonato al suo destino dalla comunità internazionale che avrebbe dovuto garantirne l’indipendenza. Indifeso perché rappresentato da una classe di corrotti amministratori locali al servizio dell’Italia.
Su questo inquinamento è sceso così un silenzio assordante imposto dalle autorità occupanti.  Nessun responsabile, solo tante vittime di un crimine che i cittadini del Territorio Libero non devono e non possono dimenticare.

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