Trieste Libera

Richiesta urgente di chiarimenti sul coinvolgimento politico dell’UNRIC nei contenziosi sullo status giuridico di Trieste e del suo porto

AGGIORNAMENTO: il 1 ottobre 2013 La Voce di Trieste ha pubblicato un’analisi approfondita dell’intera operazione: da non perdere!

Leggi QUI l’articolo completo!

18.9.2013: riceviamo e pubblichiamo dal direttore della Voce di Trieste Paolo G. Parovel: LINK

I link sono stati aggiunti da Trieste Libera come approfondimento.

Abbiamo già dimostrato con le nostre analisi che le attuali risposte anomale dell’establishment politico-istituzionale nazionalista di Trieste sulla questione dello status giuridico internazionale della città e del suo porto franco ricorrono principalmente a falsificazioni in diritto e campagne disinformative sul quotidiano monopolista locale il Piccolo, costringendo la Voce ad un superlavoro appunto di analisi, ed i lettori a dotarsi di superpazienza.

Il 17 settembre quegli stessi personaggi e quotidiano, gettati nel panico dall’enorme manifestazione popolare indipendentista del 15 settembre (ricorrenza della proclamazione di Stato del Territorio Libero nel 1947) con 6-7mila cittadini, in maggioranza giovani, a sfilare per le vie, sono ricorsi alla pubblicazione di dichiarazioni minacciose attribuite al Prefetto, e di altre delegittimanti attribuite ad un funzionario italiano del Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite (UNRIC).

È un fatto anomalo nuovo, che dobbiamo perciò commentare subito per il numero della Voce previsto in uscita sabato 21 settembre.

Ma conosciamo i nostri polli locali e le loro disinvolture disinformative, le firme dei due colleghi giornalisti del Piccolo ci sono note per competenze diverse, le affermazioni del Prefetto appaiono quanto meno azzardate ed i protocolli di comportamento dei funzionari delle Nazioni Unite vietano loro ingerenze di questo genere.

Ne abbiamo chiesta perciò doverosamente conferma preliminare diretta alle due fonti: il Prefetto e la Direzione dell’UNRIC, interessandone anche l’ufficio centrale dell’UN Department of Public Information, e per conoscenza riservata altre sedi internazionali opportune.

Pubblichiamo qui di seguito per maggiore chiarezza la mail di richiesta inviata ai due organismi delle Nazioni Unite, con informazioni anche su quella formalizzata contestualmente al Prefetto, che teniamo invece per il momento riservata per motivi di ovvia cortesìa:

Oggetto: richiesta urgente di chiarimenti sul coinvolgimento politico odierno (17.9) dell’UNRIC nei contenziosi sullo status giuridico di Trieste e del suo porto franco internazionale.

Alla cortese attenzione del Direttore Afsané Bassir-Pour e del Vicedirettore Jan Fischer

Sono Paolo G. Parovel, direttore del periodico d’inchiesta a stampa ed in rete La Voce di Trieste.

Mi trovo nell’imbarazzo professionale di dover redigere entro giovedì 18 settembre e pubblicare un’analisi severamente critica su dichiarazioni stampa odierne attribuite a Trieste ad un Vostro funzionario italiano, perché non vi è modo di sapere se si tratti di forzatura od invenzione giornalistica, perciò da rettificare, oppure di violazione effettiva dei codici di comportamento dei funzionari delle Nazioni Unite.

Vi chiedo perciò con urgenza un cortese chiarimento in merito.

La materia riguarda il reclamo qui allegato sub1) che l’organizzazione di cittadini del Free Territory of Trieste – FTT denominata “Movimento Trieste Libera” – MTL, ha notificato nei mesi di giugno e luglio 2013 all’ONU, al Governo italiano e ad altri soggetti statutali ed istituzionali.

Il reclamo è infatti rivolto principalmente al Governo italiano quale amministratore residuo del FTT su mandato fiduciario (trusteeship) internazionale, ed all’ONU (Security Council, Assembly, Trusteeship Council) quale garante specifica dello status giuridico del FTT e del suo Porto Franco internazionale.

Il reclamo imputa al Governo italiano amministratore di avere violato il mandato fiduciario internazionale consentendo che lo Stato italiano, paese terzo, simuli ed eserciti dannosamente la propria sovranità sul FTT, che è Stato membro di diritto delle Nazioni Unite.

Si tratta perciò di questione fondata in diritto, che coinvolge quali parti i cittadini del FTT reclamanti, il Governo italiano, lo Stato italiano e l’ONU e dev’essere trattata con le procedure adeguate sul piano giuridico e nel libero esercizio democratico dei diritti politici dei reclamanti.

Le autorità e le rappresentanze politiche locali italiane stanno invece reagendo al reclamo con un’attività coordinata crescente di provvedimenti antigiuridici che negano i diritti reclamati e di aggressioni disinformative e minacciose contro i dirigenti, gli associati ed i simpatizzanti del MTL, allo scopo di reprimerne la protesta democratica. Le attività repressive vengono sollecitate ed appoggiate anche da organizzazioni nazionaliste e neofasciste.

La campagna di disinformazione e minaccia utilizza principalmente il quotidiano monopolista locale di lingua italiana “Il Piccolo” ed appare tracciata da una centrale disinformativa professionale, probabilmente non-giornalistica.

Nell’ambito di tale campagna politica il quotidiano ha pubblicato col massimo rilievo oggi, 17 settembre, l’articolo qui allegato sub 2) che riporta, commenta e strumentalizza ai propri fini dichiarazioni che attribuisce al vostro Desk Officer italiano Fabio Graziosi, come se egli le avesse rilasciate ufficialmente al giornale a nome dell’UNRIC, e dunque delle Nazioni Unite, coinvolgendole così nel contenzioso politico aperto con le autorità italiane, e dalla parte di queste.

Mi astengo qui da commenti sui contenuti invero imbarazzanti delle dichiarazioni così attribuite al Vostro funzionario, ma osservo che appaiono fondate non sul merito della vicenda, che in ogni caso non gli compete, ma su informazioni false o tendenziose create e pubblicate dallo stesso quotidiano Il Piccolo.

Informazioni che l’asserito dichiarante risulterebbe perciò avere accreditato direttamente senza doverosa verifica, ad avere attinto da fonti secondarie politicamente inquinate o comunque non attendibili.

È infatti falsa l’informazione che il MTL utilizzi illecitamente come proprio il simbolo dell’ONU, che usa invece legittimamente, assieme ai propri simboli, come strumento visivo di appello all’ONU quale garante internazionale specifica dei diritti reclamati. Ed è falsa l’informazione che il MTL affermi la competenza delle Nazioni Unite a processare magistrati italiani che emettono provvedimenti in violazione di legge per negare l’esistenza giuridica del FTT.

Faccio osservare che agli stessi scopi il quotidiano sullo stesso numero accompagna tale articolo di coinvolgimento sicuramente improprio delle NU con l’articolo qui allegato sub 3), che coinvolge impropriamente il Governo e lo Stato italiano.

Utilizza infatti a tal fine e nello stesso modo dichiarazioni quantomeno incaute che attribuisce al Prefetto italiano di Trieste, e le presenta ai lettori in modo da attribuirvi significati sia di minaccia da parte dello Stato italiano verso gli aderenti e simpatizzanti di MTL, sia di appoggio, sotto forma di interferenza politica anticostituzionale, del potere esecutivo sul potere giudiziario affinché continui a negare i loro diritti con provvedimenti antigiuridici.

Informo che ho dovuto perciò chiedere anche al Prefetto se tali sue dichiarazioni quale rappresentante del Governo italiano e dello Stato italiano siano confermate oppure frutto di manipolazioni giornalistiche da rettificare.

Vi informo inoltre che i due articoli coordinati dal quotidiano per coinvolgere minacciosamente l’immagine dell’ONU e dello Stato italiano nella campagna politica locale contro il MTL seguono immediatamente una grande manifestazione popolare pacifica di migliaia di triestini (v. foto qui allegata sub 4) il 15 settembre per l’anniversario della proclamazione del FTT quale Stato indipendente da parte del suo governo provvisorio, allora affidato ad un apposito organo militare delle Forze Alleate.

Vi sarò grato del chiarimento urgente richiesto.

Con i migliori saluti

Paolo G. Parovel,
giornalista investigativo
direttore de La Voce di Trieste

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