Movimento Trieste Libera

NON NEL MIO NOME

Sono iniziate le revoche del mandato per la richiesta della cittadinanza del Territorio LIbero di Trieste affidate alla “Triest NGO”. Le revoche sono state presentate da una ventina di iscritti al Movimento Trieste Libera che contestano la strumentalizzazione politica a favore dell’Italia di una campagna internazionale a difesa dei diritti dei cittadini del Territorio Libero.

La “Triest NGO”, falsamente presentata come organizzazione non governativa e apolitica, si è infatti alleata con i movimenti politici Territorio Libero e Liberazione Triestina per sostenere le elezioni amministrative italiane del 2016 nel Territorio Libero di Trieste.

Elezioni illegittime e che servono ad affermare la sovranità dello Stato italiano sul Territorio Libero e sul Porto internazionale di Trieste. Si tratta di una vera truffa ai danni dei cittadini di Trieste ed a favore esclusivamente dello Stato italiano che continua a depredarli. L’azione della “Trieste NGO” viene sostenuta dal Partito Radicale transnazionale e dall’UNPO diretta dal radicale Busdachin.

Sembra di tornare indietro di quarant’anni quando i radicali di  Pannella cavalcarono l’onda della protesta autonomista condotta  dalla Lista per Trieste. I radicali erano la faccia presentabile del sistema partitocratico nazionalista italiano che doveva ricondurre una pericolosa causa autonomista che avrebbe potuto cambiare il destino di Trieste nell’alveo istituzionale italiano.

Se infatti Trieste avesse acquisito la sua autonomia garantita dai trattati internazionali sarebbe stato difficile per l’Italia annettersi il Territorio Libero, come pianificato da decenni. Il punto d’arrivo finale era quindi la sovranità piena su Trieste e sul Porto Franco Internazionale di Trieste, potenzialmente destabilizzante per l’economia del  Belpaese se la sua amministrazione fosse sfuggita all’Italia. Si rischiava la nascita di una Singapore europea, e di fronte allo sviluppo economico non c’è nazionalismo che tenga: l’Italia rischiava seriamente di dire addio per sempre alla “agognata” Trieste, la città simbolo della riunificazione nazionale.

L’azione dei radicali riuscì a mettere sotto controllo quella spinta autonomista che nasceva da Trieste e che poteva diffondersi a livello nazionale facendo crescere in molte zone critiche la volontà di autonomia sinonimo di indipendenza da uno Stato pseudo democratico quale era ed è l’Italia. Tra queste certamente il Sudtirol austriaco, il Veneto, la Sardegna, la Sicilia. L’unità d’Italia infatti è solo il frutto di sanguinose e lunghe guerre di annessione che hanno lasciato tracce indelebili nella storia dei popoli sottomessi.

La Lista per Trieste venne così corrosa dall’interno e scissione dopo scissione divenne un partito tradizionale italiano accettando un accordo che avrebbe segnato pesantemente il futuro della città-porto. Da movimento che avrebbe potuto rappresentare la diversità di un territorio indipendente divenne portavoce degli interessi dei  potentati locali, i “baroni” triestini che avevano preferito così mantenere il loro potere sacrificando l’intera comunità. La Lista per Trieste fu una goccia d’acqua nel mare della corruzione di uno Stato camorrista.

Trieste ha pagato duramente per quell’accordo venendo travolta dalle ripetute crisi economiche del Paese occupante e perdendo la possibilità di sviluppo che era invece assicurata dal suo Porto Franco, l’unico a livello mondiale. In quarant’anni da quei patti scellerati Trieste è diventata lo scheletro di quella che era la prima città emporiale dell’Impero austroungarico e che ancora negli anni ’50 sotto il GMA (Governo Militare Alleato) raggiunse i suoi massimi storici di traffici marittimi.

Siamo arrivati al 2015, e questa storia non è ancora finita. Perché il trattato di Pace del 1947 è ancora in vigore garantendo per legge tutti i diritti che nel 1976 la Lista per Trieste preferì abbandonare per arrivare a quegli accordi contro gli interessi di Trieste. Ora non possiamo più sbagliare. Ora i triestini non hanno altra possibilità che quella di chiedere l’applicazione integrale dei loro diritti e di difendere senza cedimenti il loro Porto Franco che l’Italia vorrebbe smembrare e dichiarare decaduto.

Il Movimento Trieste Libera rappresenta i cittadini in questa nuova, ma antica, lotta per l’indipendenza dallo Stato che ci opprime con il suo sistema di governo malavitoso. Ed ecco che per bloccarne l’azione l’Italia ha adottato lo stesso schema già usato con la Lista per Trieste nel 1976. Creare frizioni e dividere il Movimento dall’interno, portarlo alla scissione e utilizzare l’ala scissionista per condurre una parte degli indipendentisti alle elezioni amministrative italiane del 2016. Tutto come da copione.

Anche questa volta la fase introduttiva dell’azione di distruzione della causa “vera” dei triestini legalitari è affidata al Partito Radicale che ha preso in carico la questione del Territorio Libero di Trieste per portarla sui binari morti di una tentata destabilizzazione internazionale. Così, i movimenti affiliati ai Radicali-UNPO, stanno sostenendo la riapertura della questione della Zona B già sepolta dalla diplomazia internazionale, ed in chiave nazionalista italiana. Ma né sloveni, né croati hanno intenzione di farsi governare dai neofascisti italiani.

I gruppi affiliati o che si riconoscono nell’UNPO e nel Partito Radicale Transnazionale per la questione del Territorio Libero sono Territorio Libero (nome fuorviante di un gruppo nato dalla scissione di Trieste Libera), Triest NGO (o meglio secondo registrazione a Londra Triest agenzia di viaggi), Trieste Libera Impresa (che nulla ha a che vedere con il Movimento Trieste Libera di cui utilizza indebitamente il nome), Liberazione Triestina (Lista civica creata dal movimento Territorio Libero per partecipare alle elezioni italiane del 2016).

Questo proliferare di gruppi indipendentisti pro Italia non deve trarre in inganno: sono formati dalle stesse persone che si intercambiano tra l’uno e l’altro. Una cortina fumogena stesa davanti all’azione di disturbo che le autorità italiane hanno messo in piedi per salvare la loro insostenibile posizione nel Territorio Libero di Trieste: cosa di meglio che far partecipare gli indipendentisti “redenti” alle elezioni indette contro il Trattato di Pace dallo Stato italiano nel Territorio Libero di Trieste? Chi vi partecipa infatti riconosce pienamente la sovranità della Repubblica italiana su Territorio Libero e sul Porto Franco Internazionale di Trieste.

E gli emuli indipendentisti, nella loro marcia di avvicinamento alle agognate poltrone italiche, non fanno più mistero di riconoscere la piena autorità italiana. A partire dalle sentenze di una magistratura che qui opera in spregio di ogni diritto e in violazione dell’ordinamento internazionale. Ecco così che le sentenze dell’illegittimo Tribunale Amministrativo Regionale sono diventate la bibbia per le quattro sigle dell’apocalisse indipendentista triestina, che non fanno mistero di riconoscersi pienamente nella famigerata sentenza n. 530/2013 del TAR regionale che riconosce la piena sovranità allo Stato italiano sul Porto Franco di Trieste e sul Territorio Libero e che dichiara eversori i cittadini di Trieste che la contestano in base al Trattato di Pace in vigore.

Questa volta non sarà come però come quarat’anni fa. I triestini veri, i legalitari del Territorio Libero di Trieste lotteranno fino alla fine. Contro ogni ostacolo, contro ogni nemico. E cominciano da subito a prendere le distanze da chi li sta prendendo in giro agendo contro la causa del Territorio Libero di Trieste: NON NEL NOSTRO NOME.

Di seguito la lettera di dissociazione dalla richiesta di cittadinanza avviata dalla Triest NGO presentata alle Nazioni Unite dagli iscritti del Movimento Trieste Libera.

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To namely said organization  “Triest NGO”

To Mr. Remigiusz Achilles Henczel

Former President of the Human Rights Council

allegedly addressed by namely said “Triest NGO”

To Ms. Navanethem Pillay

High Commissioner for Human Rights

allegedly addressed by namely said “Triest NGO”

To the Security Council of the United Nations

as international guarantor of the Free Territory of Trieste (UNSC Resolution 16/1947)

———————

With this act I, _____________________________________________citizen de jure of the Free Territory of Trieste;

Con la presente io sottoscritto/a cittadino/a di diritto del Territorio Libero di Trieste;

withdraw / revoco

The mandate I had previously assigned to the namely said organization “Triest NGO”, with offices for service in 27 Old Gloucester Street London, WC1N 3AX United Kingdom, to represent me in the action of «Richiesta della cittadinanza del Territorio Libero di Trieste» (Request of the citizenship of the Free Territory of Trieste) with a petition which that said organization claims to have brought before the UNHRC between 2013 and 2014.

Il mandato da me a suo tempo assegnato all’organizzazione cosiddetta “Triest NGO” con sede al 27 Old Gloucester Street London, WC1N 3AX United Kingdom, a rappresentarmi nell’azione di «Richiesta della cittadinanza del Territorio Libero di Trieste» con petizione che l’organizzazione afferma di aver presentato al UNHRC tra 2013 e 2014.

The reason of the withdrawal is that this organization does not act honestly and it uses my mandate, as well as the mandates of many more people, for purposes different when not even opposite to those for which said mandates were assigned.

La ragione della revoca è che questa organizzazione non agisce onestamente e utilizza il mio mandato, assieme a quelli di molti altri, per scopi diversi – persino contrari – a quelli per cui ha ricevuto mandato. 

For instance, the “Triest NGO” was responsible for taking action in the name of the citizens of the current Free Territory of Trieste, established under the Treaty of Peace of Paris of 1947, corresponding to main “Zone A” consisting in the Capital City, Trieste, with its international Free Port and five smaller Municipalities, entrusted to the Italian Government under a special trusteeship mandate, yet, this Government violates its duties of provisional Government.

Precisamente, la “Triest NGO” era responsabile di agire nel nome dei cittadini dell’attuale Territorio Libero di Trieste, istituito con il Trattato di Pace di Parigi del 1947, che corrisponde alla principale “Zona A” che consiste nella capitale, Trieste, con il suo porto franco internazionale e cinque comuni minori, assegnati al governo italiano sotto un mandato di amministrazione fiduciaria, tuttavia, tale governo viola I propri doveri di governo provvisorio.

On the contrary, accessory and former Zone B, previously administered by the Yugoslav Government, has been recognized under the sovereignty of the Republics of Slovenia and Croatia, since the international recognition of the two, new, independent State, which took place in 1991-92, had the effect of amending the Treaty of Peace in regard to that Zone alone, under the principles established with Article 30, sub-paragraph 3 of the Vienna Convention on the Law of Treaties.

Al contrario, l’accessoria ex Zona B, precedentemente amministrata dal governo jugoslavo, è stata riconosciuta in sovranità alle Repubbliche di Slovenia e Croazia, in quanto il riconoscimento internazionale delle due nuove repubbliche indipendenti, avvenuto nel 1991 – 92, ha avuto l’effetto di emendare il Trattato di Pace per quella zona soltanto, sotto i principi stabiliti dall’articolo 30, paragrafo 3, della Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati.

Instead, the “Triest NGO”, consisting in very few people, is using my mandate and those of others for political purposes, to claim former Zone B and this was not envisioned nor authorized, since those claims open useless disputes and are dangerous for peace.

Al contrario, la “Triest NGO”, composta da pochissime persone, sta usando il mio mandato e quelli di altri per motivi politici, rivendicando l’ex Zona B senza che questo fosse previsto o autorizzato, dal momento che tali rivendicazioni aprono dispute inutile e pericolose per la pace;

In facts, namely said “Triest NGO” affiliated with Italian political organizations, with which it brings forward revanchist actions for electoral purposes: this goes as far as supporting illegal operations of Italian nationalist political groups, betraying the cause of the Free Territory of Trieste.

La cosiddetta “Triest NGO” si è infatti affiliata con organizzazioni politiche italiane che portano avanzi azioni revansciste a fini elettorali: queste si spingono fino a sostenere operazioni illegali dei gruppi politici nazionalisti italiani, tradendo la causa del Territorio Libero di Trieste.

On the contrary, the Free Trieste Movement, which I support, carries out a peaceful and legitimate action for the rightful recognition of their rights and to restore the correct special trusteeship, in defense of the Free Territory of Trieste, and without any claim against Slovenia and Croatia upon a written mandate undersigned by more than 15,000 citizens of the Free Territory of Trieste.

Al contrario, il Movimento Trieste Libera da me sostenuto, con mandato firmato da oltre 15.000 cittadini del Territorio Libero di Trieste, porta avanti l’azione pacifica e legittima per il pieno riconoscimento dei loro diritti e per ripristinare il corretto mandato di amministrazione fiduciaria, a difesa del Territorio Libero di Trieste e senza rivendicazioni contro Slovenia e Croazia.

Also, the defence of the sovereignty, independence and rights of the Free Territory of Trieste and of the international Free Port, open to all States, falls under the competences of the Security Council of the United Nations (UNSC Resolution 16/1947, Article 21.3 of the Treaty of Peace – UNTS 49) and it represents a relevant economic and moral interest of the whole International Community.

Inoltre, la difesa della sovranità, indipendenza e dei diritti del Territorio Libero di Trieste e del suo porto franco internazionale, aperto a tutti gli Stati, compete al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC Resolution 16/1947, Articolo 21.3 del Trattato di Pace – UNTS 49) e rappresenta un interesse morale ed economico rilevante dell’intera Comunità Internazionale.

Therefore, I disapprove that, in spite of this, the “Triest NGO” has sent – deceptively and upon payment, the petition for the citizenship of the Free Territory of Trieste to the UNHRC of Geneva, since citizenship is an undeniable right established under the Universal Declaration of Human Rights, it has already been recognised to the Triestines under the Treaty of Peace and it must be granted by the Security Council of the United Nations in New York.

Di conseguenza, disapprovo che la “Triest NGO” abbia inviato – con l’inganno e dietro pagamento – la petizione per la cittadinanza del Territorio Libero di Trieste al UNHRC di Ginevra, essendo la cittadinanza un diritto inalienabile secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, riconosciuto ai Triestini in base al Trattato di Pace che deve essere garantito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York.

Also, I did not authorise and disapprove that the “Triest NGO” joined the UNPO – Unrepresented Nations and Peoples Organization without the consent of the Signatories of the «Request of the citizenship of the Free Territory of Trieste» but using their money for that. Also, the sovereign population of the Free Territory of Trieste cannot be regarded to as “unrepresented people”, and the UNPO supports the false thesis of Italian sovereignty over Trieste.

Inoltre, non ho mai autorizzato e disapprovo che la “Triest NGO” abbia aderito all’ UNPO – Unione dei Paesi e Popoli non rappresentati senza il consenso dei firmatari della «Richiesta della cittadinanza del Territorio Libero di Trieste» usando tuttavia il loro denaro. Inoltre, la popolazione sovrana del Territorio Libero di Trieste non può considerarsi “popolo non rappresentato” e l’UNPO sostiene la falsa tesi della sovranità italiana su Trieste. 

I do also disapprove that the “Triest NGO” is represented, in the role of head of civil planning and programmes, by lawyer Nicola Sponza who, as Secretary of the “Territorio Libero” movement, advocates political-electoral, hostile actions against the Free Territory as well as against the nearby Republics of Slovenia and Croatia.

Disapprovo inoltre che la “Triest NGO” si avvalga, nel ruolo di head of civil planning and programmes, dell’avvocato Nicola Sponza il quale, come segretario del movimento “Territorio Libero” promuove azioni politico-elettorali ostili al Territorio Libero di Trieste ed alle vicine repubbliche di Slovenia e Croazia.

For all these reasons;

Per tutte queste ragioni;

warning / diffido

against the namely said organization “Triest NGO” about presenting, in my name, the «Request of the citizenship of the Free Territory of Trieste» to the UNHCR and to any other Office or Body of the United Nations;

l’organizzazione detta “Triest NGO” a presentare in mio nome la «Richiesta della cittadinanza del Territorio Libero di Trieste» a qualsiasi Sede ed Ufficio delle Nazioni Unite;

urgently inviting  / invito urgentemente 

the Security Council and other competent Offices and Bodies of the United Nations to act directly and efficiently to regularize the special trusteeship over the Free Territory of Trieste, entrusted to the Italian Government that is violating it (see document Annex 7), as requested by the Free Trieste Movement, which has already lodged the first 15,000 signatures of the citizens who support this action;

il Consiglio di Sicurezza e gli altri Organi ed Uffici competenti delle Nazioni Unite ad agire tempestivamente per regolarizzare l’amministrazione fiduciaria speciale del Territorio Libero di Trieste affidata al Governo italiano e da esso violata;

I reserve / riservandomi

any legal action, on all levels, to defend my rights and my legitimate interests in case the namely said organization “Triest NGO” refuses to remove my name from the lists of its activities or it refuses to provide an answer to my request within two weeks since reception;

ogni azione legale, ad ogni livello, per tutelare i miei diritti ed i miei interessi legittimi nel caso l’organizzazione cosiddetta “Triest NGO” rifiutasse di eseguire la mia richiesta o non desse risposta alla mia richiesta entro due settimane dal recapito.

 

 

                  QUESTE SONO LE SIGLE DEGLI IMITATORI:
 

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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