Trieste Libera

FALSI INDIPENDENTISTI AIUTANO GIUDICE A NEGARE IL TLT

Nell’udienza dell’11 giugno 2015 in cui ero imputato il Giudice di Pace Carla Milocco ha rigettato con ordinanza la mia eccezione di giurisdizione nella quale ho ribadito l’inesistenza della sovranità dello Stato italiano sul Territorio Libero di Trieste.

Il procedimento è stato avviato a seguito di denuncia presentata nei miei confronti dall’avvocato Nicola Sponza, segretario del Movimento  (che si dichiara indipendentista) Territorio Libero, e componente del direttivo della Triest NGO, anomala organizzazione onlus occupata dai collaborazionisti italiani e che afferma di battersi per i diritti dei cittadini del Territorio Libero di Trieste a livello internazionale, mentre si associa alle elezioni illegittime imposte dall’Italia a Trieste.

Il giudice di pace nell’ordinanza ha incredibilmente affermato che:

“… circa il primo punto dell’eccezione, ovvero della mancanza di giurisdzione degli organi giudiziari italiani nel “Territorio Libero di Trieste asseritamente istituito ed oggi in vigore con il Memorandum di Londra del 1954 prima e poi con il Trattato di Osimo del 1975 la questione è stata superata….”.

Nella mia eccezione si dichiarava la costituzione del Territorio Libero di Trieste avvenuta con il Trattato di Pace del 1947 (art. 21) e non certo con il Memorandum di Londra, semplice accordo tra le parti per il trasferimento dell’amministrazione provvisoria dello Stato, e che nessun accordo successivo aveva potuto modificare in alcuna parte il Trattato di Pace tuttora in vigore con il suo articolo 21.

Il Giudice di Pace, di cui era stata contestato il potere e la stessa esistenza per la mancanza dell’atto formale di costituzione, avrebbe dovuto astenersi e rimettere la decisione al Commissario di Governo competente sui magistrati in servizio nel distretto di Trieste.

Il Giudice di Pace infatti è una figura di magistrato onorario prevista dall’ordinamento giudiziario italiano non estendibile al Territorio Libero di Trieste dove i magistrati debbono essere nominati dal Governo amministratore e non possono fare sentenze o istruire i procedimenti non avendo i requisiti necessari.

Altrettanto incredibile che lo stesso denunciante avvocato Sponza, pur essendo segretario politico di un movimento che si dichiara per l’indipendenza di Trieste dall’Italia, abbia richiesto il rigetto dell’eccezione di giurisdizione con la quale l’imputato chiedeva di essere sottoposto a giusto giudizio da parte del giudice legittimo del Territorio Libero. Giudice che deve essere nominato dal Governo amministratore in sostituzione dell’illegittimo giudice di pace.

Ecco dal verbale di udienza le dichiarazioni dell’avvocato Bridda legale di fiducia di Sponza (Sponza era presente in udienza e non ha minimamente mosso alcuna rimostranza di fronte all’intervento con cui il suo difensore riconosceva in un colpo la giurisdizione del giudice di pace e la sovranità della Repubblica italiana sul TLT):

“… Il PM chiede il rigetto dell’eccezione ritenendola infondata…. L’avv. Bridda chiede procedersi oltre riservandosi la produzione di ordinanze emesse dai giudici del tribunale civile e penale di Trieste nelle medesime questioni…”.

Il difensore dell’avvocato Sponza per dimostrare l’infondatezza della mia eccezione si è quindi premurata di fornire allo stesso giudice copia delle decisioni dei giudici italiani nei procedimenti nei quali io avevo sollevato il difetto di giurisdizione negli ultimi tre anni.

Tra queste la “famosa” ordinanza Leanza, fatta in un mio processo penale nel quale avevo ricusato per tre volte il giudice istruttore che aveva rigettato senza motivazioni la mia istanza e venendo per questo punito con pesanti sanzioni pecuniarie per avere esercitato i miei diritti di cittadino del Territorio Libero di Trieste a norma del Trattato di Pace.

Sono proprio queste mie eccezioni presentate dal dicembre del 2011 che hanno aperto il caso giudiziario del Territorio Libero di Trieste anche a livello internazionale. E disconoscerne ora, da parte delle stesse persone che le hanno utilizzate e continuano ad utilizzarle, il valore e la veridicità associandosi all’azione repressiva della magistratura italiana che le ha respinte rappresenta perfettamente il tradimento degli ideali della nostra causa.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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