Trieste Libera

HERMADA, LA MONTAGNA SACRA DEL TERRITORIO LIBERO

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Se vi è un luogo che rappresenta perfettamente la sacralità dei confini dell’attuale Territorio Libero di Trieste, questo è certamente il massiccio del Monte Hermada.

È su questa linea di basse colline che digradano dall’altopiano carsico fino al Mare Adriatico che si infransero nel sangue le “spallate”  estive del generalissimo Cadorna nel 1917. La decima e l’undicesima battaglia dell’Isonzo lasciarono sul campo oltre 150.000 morti. Un massacro inutile. La linea difensiva dell’Hermada con le sue potenti fortificazioni in caverna (una vera cittadella sotterranea) fu l’ultimo baluardo invalicabile davanti a Trieste.

Nell’ultimo anno, il “sistema” nazionalista locale, ha voluto dare un segnale “chiaro” per ribadire il concetto che la “questione del Territorio Libero di Trieste” è chiusa.  Lo ha fatto perché è sotto pressione da parte dei cittadini di Trieste che rivendicano i loro diritti in base al Trattato di Pace del 1947.

Naturalmente lo ha fatto con la forza e contro la legge: l’Italia ha da tempo riconosciuto di aver perso la sovranità su Trieste e sul suo Porto Franco internazionale.

Ed ecco quindi le continue esibizioni nazionalistiche e parate militari in ogni ricorrenza, e che a Trieste hanno ormai assunto l’aspetto grottesco dell’ostentazione della forza nel tentativo di intimidire gli indifesi cittadini di uno Stato smilitarizzato e neutrale.

Prove di forza che hanno raggiunto l’apoteosi dell’assurdo quando la Repubblica italiana ha deciso di festeggiare addirittura l’anniversario del 24 maggio 1915. Ovvero della dichiarazione di guerra all’Impero Austroungarico da parte del regno d’Italia. Celebrazioni impossibili in base alla stessa Costituzione repubblicana che all’articolo 11 afferma il ripudio dell’Italia per la guerra.

Ma ovviamente la Costituzione è carta straccia per chi governa il Belpaese. E così la legittimazione costituzionale alle odiose celebrazioni, contestate da Bolzano, a Trento, a Trieste (i territori austriaci annessi dall’Italia al termine della prima guerra mondiale), è arrivata dal fresco presidente della Repubblica Mattarella intervenuto alle commemorazioni sul Monte S. Michele, altro luogo dei massacri della Grande Guerra.

Qui a Trieste hanno preparato un programma con i fiocchi. Simulazioni di sbarchi dei reparti speciali condotte nel Porto Franco internazionale. Lancio di paracadutisti stile operazione “Rösselsprung”. Tutto per rassicurare il sistema locale che Trieste non godrà della legalità internazionale.

Ad assistere a queste esibizioni militariste in una città smilitarizzata sotto tutela delle Nazioni Unite mancavano i triestini.

Molti in questa giornata particolare e triste hanno preferito lasciare la città per non dover assistere ad una ulteriore provocazione. E parecchi si sono ritrovati proprio sul Monte Hermada, la montagna sacra del Territorio Libero di Trieste e suo confine naturale con l’Italia. A testimoniare che la memoria storica di un popolo non può essere cancellata. E che la resistenza civile dei cittadini del Territorio Libero di Trieste prosegue senza sosta.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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