Movimento Trieste Libera

LA GIUSTIZIA ILLEGITTIMA: IL CASO DEI MAGISTRATI ONORARI NEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

Con atto da me presentato il 29 aprile 2015 al Commissario di Governo italiano per il Free Territory di Trieste ho richiesto che venga dichiarata l’inefficacia di una sentenza del Giudice di Pace di Trieste ai sensi e per gli effetti del Trattato di Pace del 1947.

Il procedimento in cui ero stato rinviato a giudizio davanti al Giudice di Pace risale al lontano 2003 e riguarda un mio intervento di denuncia pubblica di abusi urbanistici ed ambientali da parte dell’Amministrazione comunale di Muggia da cui venni denunciato per diffamazione aggravata. La storia di quel processo può essere letta in questo blog (http://robertainer.blogspot.it/2011/08/nel-nome-del-cemento.html) e ne ho scritto nel mio libro Tracce di legalità.

Era quella la stagione intensa delle lotte per la difesa del nostro territorio aggredito dalla speculazione edilizia e dallo smaltimento incontrollato dei rifiuti tossici. Trieste, con il consenso di una classe politica corrotta, era stata ridotta a terra di elezione per le potenti mafie italiane e per il loro malaffare.

Eravamo in pochi a batterci contro questo sistema dalle caratteristiche prettamente mafiose e che a Trieste era fortemente coperto per ragioni di Stato, come poi scoprimmo dolorosamente.

Allora eravamo ancora animati dalla fiducia nelle istituzioni ed in particolare nell’autorità giudiziaria. Ma questa sparì molto rapidamente, man mano che emergevano le prove della totale collusione di ogni singola rappresentanza dello Stato italiano nella realizzazione del disastro ambientale di Trieste.

Le nostre denunce vennero rivoltate contro di noi e il nostro gruppo di ambientalisti (Amici della Terra Trieste) venne spazzato via dalla stessa autorità giudiziaria a cui ci eravamo rivolti fiduciosi: nessuno doveva indagare sui rifiuti che l’Italia aveva scaricato a Trieste.

Quel processo davanti al Giudice di Pace era il primo segnale che ci veniva trasmesso per cessare immediatamente la nostra attività considerata molesta per l’Italia. Allora non eravamo ancora informati sui nostri diritti di cittadini di uno Stato occupato dalla Repubblica italiana e amministrato con le leggi speciali dell’antidiritto. In breve una terra senza legge dove i diritti erano garantiti solo alla casta dei nazionalisti italiani fedeli allo Stato occupante.

Quella condanna ingiusta e le successive azioni giudiziarie, che portarono a sgretolare e a distruggere quel movimento ambientalista che si batteva per il riscatto di una terra violentata dall’inquinamento di Stato, rafforzarono in me quello spirito di ribellione nei confronti di chi aveva avvelenato il nostro ambiente e la nostra gente. E decisi di non cedere davanti al prepotere mafioso.

Ho continuato a lottare per affermare la legalità in questa nostra terra e l’ora della nostra liberazione da questa oppressione non è più così lontana. Certo, molto dipenderà anche dagli stessi triestini. Adesso i cittadini di questo Stato occupato che si chiama Territorio Libero di Trieste sono consapevoli dei propri diritti: devono esercitarli  e chiederne il rispetto.

Io lo sto facendo, tutti lo devono fare. E così si avvicinerà la nostra liberazione. Quella stessa sentenza del giudice di pace  simbolo della cancellazione dei nostri diritti viene da me contestata a norma delle nostre leggi: quelle di uno Stato di diritto nel quale non possono essere imposte le leggi – già illegittime – della vicina Repubblica italiana, che qui è solo un Paese terzo senza alcun potere su Trieste e sul suo Porto internazionale.

Tra le leggi illegittime, e quindi non applicabili nel Territorio Libero di Trieste, anche quella che istituisce i magistrati onorari e tra questi il giudice di pace. La Legge è la n. 374 del 21 novembre del 1991 con le successive modificazioni.

Tale legge e le sue modificazioni non possono avere efficacia giuridica nel Free Territory of Trieste poiché non risultano esservi mai state validamente estese con il necessario provvedimento legislativo del Commissario del Governo italiano amministratore fiduciario, o del Governo stesso.

La pronuncia di sentenze da parte di magistrati onorari invece che da parte di magistrati ordinari vìola i principi stabiliti dall’art. 102 della Costituzione italiana che riservano la funzione giurisdizionale ai giudici ordinari e sono stati assunti tra i principi generali dell’ordinamento del Free Territory of Trieste con Decreto commissariale n. 100 del 3 marzo 1955.

La pronuncia di sentenze da parte di magistrati onorari viola perciò, sotto tutti tali profili giuridici, sia l’ordinamento del Free Territory of Trieste affidato in amministrazione alla responsabilità del Governo italiano, sia l’ordinamento della Repubblica italiana.

Ogni applicazione di norme giudiziarie dell’ordinamento dello Stato italiano (come di qualsiasi altro Stato) nell’ordinamento del Free Territory of Trieste senza che esse vi siano state recepite ed adattate con provvedimento legislativo del Governo amministratore fiduciario:

  1. danneggia e minaccia i diritti e gli interessi legittimi non solo delle parti nei singoli procedimenti civili, penali, amministrativi, fiscali, tavolari, ma di tutti i cittadini e le imprese del Free Territory of Trieste;
  2. violando le norme di diritto internazionale sul Free Territory of Trieste viola anche l’ordinamento costituzionale italiano (artt. 10, primo comma, e 117, primo comma Cost.).

Tutte le sentenze dei giudici onorari nel Territorio Libero di Trieste sono quindi nulle in diritto ed impugnabili davanti al Commissario di Governo in quanto tali atti costituiscono violazione plurima di legge nell’ambito della giurisdizione amministrativa civile provvisoria di tipo fiduciario del Free Territory of Trieste affidata al Governo italiano con il Memorandum d’intesa di Londra del 5 ottobre 1954 in esecuzione del Trattato di Pace con l’Italia firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, e dei conseguenti poteri già esercitati dall’Allied Military Government FTT delegati dal Governo italiano con DPR 29 ottobre 1954 al Commissario del Governo nel Territorio di Trieste, e trasmessi con L. Cost. n. 1/1963 al Commissario del Governo nella Regione Friuli Venezia Giulia, il quale continua ad esercitarli.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.