Movimento Trieste Libera

STANISLAU WIERONSKI

Davanti all’Hermada: dal diario di guerra dell’Infanterieregiment nr. 47 (I.R. 47)

Pomeriggio del 25 maggio 1917, è in pieno corso la decima battaglia dell’Isonzo (LINK). Le truppe italiane ora puntano decisamente verso l’Hermada. Lo sforzo maggiore viene concentrato nella lunga Valle di Brestovizza-Brestovica pri Komn, che separa l’altopiano di Comeno-Komen e il Carso isontino dalle contrafforti dell’Hermada e dal Carso triestino.

L’attacco delle Brigate Gaeta e Bergamo fa arretrare le duramente provate truppe austroungariche della 16a divisione fino a Klariči. Ora le ondate d’assalto italiano scavalcano le ultime linee difensive austriache e si inerpicano verso la linea di Quota 146 conquistandola. Sulle ali dell’entusiasmo gli italiani dilagano inseguendo gli avversari in ritirata e oltrepassata la strada per Medeazza-Medja vas si riuniscono con le truppe dell’ala sinistra della 45divisione. Alcune compagnie della Brigata Bergamo raggiungono la Quota 175, il Flondar e davanti a loro si apre la vista della “fortezza” Hermada: la “bestia indomabile” è ormai a mille metri. Ma non ci arriveranno mai: questo è il punto più profondo dell’avanzata italiana verso Trieste.

Nel loro attacco irruento e disorganico le truppe italiane si sono spinte troppo in profondità lasciando scoperti i fianchi. E il contrattacco è immediato, rapido, efficace. E viene condotto, anche questa volta, da reparti austroungarici isolati che  naturalmente non aspettano gli ordini dei comandi superiori.

L’Hauptmann Stanislau Wieronski, esperto ufficiale polacco, guida tre compagnie del III° battaglione dell’I.R. 11 formato quasi interamente da cechi, contrattacca gli italiani. I cechi lanciano le loro bombe a mano prendendo di sorpresa i fanti della Bergamo che iniziano una ritirata precipitosa abbandonando Quota 175. Wieronski non dà tregua e lancia le sue truppe all’inseguimento degli italiani in rotta verso Quota 145. Con le sue tre compagnie ridotte a 240 uomini l’Hauptmann Wieronski riesce a sgominare un reggimento italiano e a capovolgere le sorti della battaglia.

Ora anche altri reparti austoungarici si riorganizzano e si uniscono al contrattacco: sono i fanti superstiti del IV° Battaglione dell’I.R. 77 e del I° Battaglione dell’I.R. 62. Gli italiani vengono ricacciati fino alla linea del Flondar: la prima spallata verso l’Hermada fallisce sanguinosamente.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità”di Roberto Giurastante

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