Trieste Libera

CHI SONO I NEMICI?

Trovarsi sottoposti ad attacchi di ogni tipo è normale quando si svolge disinteressatamente un’attività a difesa dei diritti collettivi. Ne sono ben consapevole avendone ampia esperienza nel corso di anni di battaglie per i diritti civili e per l’ambiente. La macchina del fango è sempre lì pronta per te quando ti trovi a dare fastidio, troppo fastidio, ai poteri forti.

Se però essere sotto il fuoco nemico fa parte della lotta, trovarsi contemporaneamente sottoposti anche al fuoco amico è decisamente spiacevole. È una di quelle situazioni in cui ti chiedi se ne vale la pena, se le battaglie di legalità che stai sostenendo a costo di immani sacrifici meritino ancora di essere portate avanti.

Da tre anni mi trovo impegnato in prima linea per la causa del Territorio Libero di Trieste, e ora anche quale presidente del Movimento Trieste Libera. Sono stato il primo cittadino di Trieste a chiedere il ripristino dell’amministrazione civile provvisoria dell’attuale TLT (ex Zona A) dichiarandomi cittadino del Territorio Libero di Trieste in base al Trattato di Pace in vigore: LINK

Non ho mai avuto alcun timore a sostenere i miei diritti di cittadino del TLT né davanti ai giudici italiani che proteggono chi simula la sovranità dello Stato italiano sul Territorio Libero, né davanti al Parlamento Europeo, alle Nazioni Unite, e alle diplomazie internazionali.

Nessuna minaccia ha potuto scalfire la mia ferma volontà di portare a termine una missione di giustizia per ridare la libertà e la dignità cancellata dalla storia ad un popolo oppresso: il mio popolo.

Negli ultimi tempi alle aggressioni esterne più o meno prevedibili si sono unite quelle interne, queste ultime certamente più pericolose. Scoprire che i tuoi stessi compagni di percorso ti definiscano un nemico per la causa, associandosi agli attacchi di gruppi e personaggi del peggior nazionalismo italiano che invocano la tua eliminazione fisica non può che disgustarti.

Perché mentre sei un probabile bersaglio della ‘ndrangheta per aver bloccato con pochi coraggiosi le speculazione da miliardi di euro che le cosche avevano programmato a danno del Porto Franco internazionale di Trieste, non è certamente piacevole vedersi pugnalare alle spalle da parte di persone che tu conosci e che prendono, apertamente o meno, le stesse posizioni di quelli che ti stanno aggredendo.

Il 18 aprile, nell’ambito di questa campagna del fango, sono stato oggetto di un ulteriore violento attacco pubblico condotto sul social network Facebook. Con me nel mirino Paolo G. Parovel, coraggioso direttore della Voce di Trieste, unico giornale che ha denunciato lo scandalo delle infiltrazioni mafiose nel Porto di Trieste. Gli attacchi incitanti con straordinaria violenza diffamatoria e razzista alla nostra “eliminazione” erano il commento ad una campagna a più voci fortemente aggressiva avviata da un iscritto di Trieste Libera.

Ecco la trascrizione dei duri attacchi:

“BISOGNA LIBERARSI DI QUEI DUE PRIMA POSSIBILE”

“IO PROPENDEREI PER UNA SOLUZIONE… COME DIRE… FINALE”

Chi sono i veri nemici?

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.