Trieste Libera

MINACCE DI REPRESSIONE: VI FAREMO MALE

CHI TUTELA I CITTADINI DI TRIESTE SOTTO MINACCIA DEI NAZIONALISTI ITALIANI COPERTI DALLE AUTORITÀ?

Sta accadendo a Trieste. Il “sistema” che simula la sovranità italiana non vuole cedere. In diritto non ha alcuna possibilità di contrastare le istanze legalitarie dei cittadini che chiedono il rispetto dei trattati internazionali che stabiliscono lo status giuridico di Territorio Libero per Trieste e delle stesse leggi italiane che li recepiscono.

Le recenti sentenze della giustizia amministrativa ne sono la prova assoluta. I giudici non sanno più che fare per dimostrare l’indimostrabile, ovvero che lo Stato italiano abbia effettiva sovranità sulla “Zona A” del Territorio Libero di Trieste, che comprenderebbe anche il Porto Franco internazionale di Trieste con i suoi punti franchi.

Ma i cittadini non cedono nonostante le intimidazioni di cui l’autorità giudiziaria è stata prodiga in questi due anni di intensa lotta nelle aule di giustizia. Ogni ricorso rigettato è accompagnato da pesanti sanzioni economiche nei confronti dei ricorrenti. Che vengono immediatamente rese pubbliche dal giornale Il Piccolo, quotidiano monopolista e organo di informazione del “sistema”.

La comunicazione in questa battaglia è importante. Le autorità italiane utilizzano i media, quasi tutti sotto loro stretto controllo, per terrorizzare i cittadini di Trieste informandoli delle conseguenze che avrebbero nell’appoggiare Trieste Libera, il movimento che si batte per il ripristino della legalità nel Territorio Libero a partire dal riconoscimento della attuale amministrazione civile provvisoria di Trieste e del suo Porto Franco internazionale.

Nonostante aggressioni mediatiche continuate da più di un anno, Trieste Libera non cede. E la consapevolezza dei triestini nei loro diritti aumenta. Come fermare allora questi ribelli che lottano con gli strumenti pacifici del diritto? Cercando di provocarli e presentandoli come dei terroristi.

Le recenti sentenze della giustizia amministrativa hanno reso ben evidente questo salto di livello.

I ricorrenti si appellano alla validità incontestabile del Trattato di Pace del 1947 (è stato eseguito nell’ordinamento italiano) che all’art. 21 sancisce l’indipendenza di Trieste dall’Italia. I giudici rigettano i ricorsi definendo “eversori” i ricorrenti perché attenterebbero all’unita dello Stato. E la stampa italiana indica il Movimento Trieste Libera – MTL come un gruppo armato pronto ad insorgere contro lo Stato italiano. La fonte? Secondo Limes, che ha dato la notizia, rigorosamente anonima.

Tanto basta peraltro perché venga immediatamente presentata un’interrogazione al Ministro dell’Interno italiano per reprimere MTL: lo ha fatto il senatore Francesco Russo del PD il 18 marzo riprendendo l’allarme di Limes (qui l’articolo di analisi de La Voce di Trieste). Nella sua interrogazione Russo indica direttamente quale “bersaglio” Roberto Giurastante presidente di MTL per avere espresso opinioni non gradite al senatore.

Nella conferenza stampa di MTL del 10 febbraio avevo ribadito che non solo i paesi europei vantano diritti sul Porto internazionale di Trieste, ma anche quelli extra UE, come ad esempio la Russia. La Russia è inoltre potenza vincitrice della seconda guerra mondiale, firmataria del Trattato di Pace che impone la smilitarizzazione e la neutralità del Territorio Libero che l’Italia sta impunemente violando da sessant’anni.

E se il Governo italiano non rispetta gli accordi internazionali sottoscritti, allora l’amministrazione civile provvisoria del TLT dovrà esserle tolta e riaffidata, come dal 1947 al 1954, ad un Governo degli Alleati (cioè delle potenze vincitrici la seconda guerra mondiale). Tutto qui. Ma evidentemente in un regime antidemocratico quale è l’Italia la stessa espressione delle proprie opinioni diventa reato. Se non gradite al potere.

Eliminare Trieste Libera:

Eliminare Trieste Libera con ogni mezzo per mantenere lo “status quo” dell’illegalità sembra una necessità impellente per il sistema trasversale che ora teme di perdere il controllo di questo territorio, e quindi dello strategico porto di Trieste. Se Trieste non vuole più l’Italia, come può lo Stato italiano legalmente opporsi? Qui infatti non si deve dichiarare l’indipendenza, solo rispettare la legge vigente.

Le minacce contro Trieste Libera diventano così sempre più dirette. E le campagne pubbliche che incitano all’odio nei confronti del movimento e alla eliminazione fisica dei suoi dirigenti sono sempre più visibili. E ovviamente tollerate se non “incoraggiate” dalle autorità italiane locali. I nostri aggressori non hanno nemmeno bisogno di nascondersi. Basta che utilizzino il tricolore italiano e hanno il via libera.

A una di queste associazioni patriottiche (Trieste Pro Patria) la questura di Trieste autorizza senza problemi manifestazioni e presidi sotto la sede di MTL (vedi foto). Vorrebbero lo scontro. Le prescrizioni “restrittive” il questore di Trieste valgono solo per i “cattivi” di Trieste Libera.

Ogni causa in cui sono presenti simpatizzanti e aderenti di MTL viene blindata, occorre controllare dei normali cittadini che per lo Stato italiano sono “terroristi”. Nell’ultima udienza del 19 marzo sulla discussione del Memorandum di Londra, la DIGOS di Trieste ha pure chiesto i documenti alle persone che volevano assistere all’udienza.

Nessun intervento naturalmente nei confronti degli “amici” (delle forze dell’ordine) di “Trieste Pro Patria” che possono  tranquillamente minacciare i “nemici pubblici” di MTL, quelli che chi sostiene la simulazione della sovranità italiana vuole far fuori. Così per i “patrioti italiani” Giurastante diventa il “Giudastante” da “levare di torno” con l’appoggio – sperabile – dell’autorità giudiziaria altrimenti dovranno pensarci loro… e mi faranno male.

E così sia.

Qui gli screenshot:

Screenshot di Nino Martelli che aizza i suoi contatti contro Trieste Libera

In risposta a Nino Martelli, tale Luigi Lenardon minaccia Roberto Giurastante, presidente di Trieste Libera.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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