Trieste Libera

UN MESE CALDO SUL FRONTE GIUDIZIARIO PER IL TLT

10, 17, 24 LUGLIO: TRE UDIENZE PER IL DIFETTO DI GIURISDIZIONE E PER IL FUTURO DI TRIESTE
Bandiera di Stato del Territorio Libero di Trieste.

Foto di Ketty Cesar

Il mese di luglio sarà ad alta intensità per Trieste ed il suo futuro. Un futuro che si discute nelle aule giudiziarie dove i cittadini che si oppongono alla simulazione della sovranità dello Stato italiano sulla loro terra, il Territorio Libero di Trieste, hanno sollevato il difetto di giurisdizione.

Sempre più triestini lo stanno facendo, nei procedimenti penali, civili, fiscali. Centinaia di persone hanno già dichiarato l’incompetenza di giudici che agiscono senza alcun mandato al di fuori del territorio della Repubblica italiana imponendone le leggi in violazione del Trattato di Pace con l’Italia del 1947, e obbligando i cittadini di un territorio dato in semplice amministrazione civile provvisoria al Governo italiano a rispettarle sotto  la minaccia della repressione.

Repressione che significa condanne con spoliazione dei beni e rischio di carcere per i legalitari che si appellano al diritto internazionale. Perché una giustizia alla rovescia non può tollerare che il proprio ordinamento illegale venga messo in discussione dai “ribelli”.

Ma ora i “triestiner” hanno alzato la testa: dopo sessanta anni di sottomissione stanno dicendo basta. E lo fanno con la forza di quel diritto impunemente calpestato da uno degli Stati fondatori dell’Unione Europea. Un anno e mezzo di lotte sul fronte giudiziario stanno ora portando l’Italia a dovere decidere se affermare o meno con le sentenze dei propri magistrati l’invalidità dei trattati internazionali sottoscritti che determinano lo status giuridico di Trieste e del suo porto.

Si tratta con ogni evidenza di una responsabilità pesantissima e di cui si renderebbero pienamente responsabili i giudici che dovessero dichiarare con le loro sentenze l’inesistente sovranità della Repubblica italiana sul Territorio Libero di Trieste. Una decisione gravida di conseguenze sul fronte internazionale e che determinerebbe come in un effetto domino la cessazione del Porto Internazionale di Trieste e dei suoi punti franchi, che esistono solo se esiste il Territorio Libero, del quale sono enti di Stato.

La comunità internazionale potrebbe tollerare questo? Potrebbe tollerare che un singolo Stato, uno Stato sconfitto durante la seconda guerra mondiale riscriva unilateralmente trattati e accordi sottoscritti da tutte le Potenze alleate? Il caso Trieste è un severo banco di prova per l’ordinamento mondiale. Il tentato esproprio dei beni inalienabili e internazionalmente protetti del Porto Franco Nord di Trieste avrebbe ad esempio come conseguenza la modifica delle regole per i punti franchi a livello mondiale. Che non potrebbero essere più garantiti, non essendoci più alcuna certezza di diritto. Qualsiasi Paese potrebbe portare ad esempio il caso Trieste per decidere di muoversi a propria discrezione in ogni conflitto dovesse sorgere: un caos pericoloso per gli equilibri planetari.

Ecco perché sono tanto importanti queste udienze che nella calda estate del 2013 si terranno nella capitale del TLT. Qui i triestini stanno difendendo non solo la propria Patria, ma anche il futuro di un mondo basato sulla ferma difesa della legalità e dei diritti universali.

Ecco di seguito i procedimenti penali e civili con i diritti di Trieste e del mondo in prima linea:

  • 10 luglio alle ore 16 presso la Commissione Tributaria provinciale di Trieste in Via S. Anastasio 12 II° piano, per la prima volta in udienza pubblica il tribunale tributario italiano si esprimerà in primo grado sul difetto di giurisdizione sollevato dal ricorrente;

  • 17 luglio alle ore 12 al Tribunale di Trieste – Foro Ulpiano 1 – (stanza 113 piano terra) per la prima volta la sezione penale con giudice monocratico inizierà la discussione sulla validità del Memorandum di Londra del 1954, ovvero dell’accordo attuativo del Trattato di Pace che determina l’attuale amministrazione civile provvisoria del Governo italiano su Trieste per conto dei Governi di Stati Uniti e Regno Unito;

  • 24 luglio alle ore 10 presso la sezione civile del Tribunale di Trieste prima udienza del procedimento in cui è stata dichiarata l’inesistenza giuridica di una Corte di Appello italiana a Trieste con citazione a giudizio del Governo italiano (quella che esiste è un ente del Territorio Libero).

Appoggiare questi cittadini coraggiosi che si battono, senza timore davanti a giudici che simulano la sovranità di un altro Stato per affermare il diritto della legalità contro il sopruso dei prepoteri di Stato (e di coloro che ne abusano), è un dovere civile per tutti quelli che credono nel riscatto di Trieste. E nel valore assoluto di questa battaglia per i principi fondamentali su cui sono erette le fondamenta degli attuali sistemi democratici.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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