Trieste Libera

LE POTENZIALITÀ DI UNA ZONA FRANCA

Movimento Trieste Libera

Mentre a livello globale i mercati rallentano o affrontano una grave crisi, esistono delle felici eccezioni e che attirano investimenti e capitali come magneti.

Sono le zone franche o free zones.

Esistono diversi tipi di zone franche ovvero detassate o con regimi di tassazione agevolata ed alcune tra le più versatili ed  attrattive sono le zone franche portuali.

Questo perché le zone franche portuali diventano crocevia per navi da tutto il mondo, le merci vi sono immagazzinate e lavorate, inoltre possono viaggiare senza essere tassate tra tutti i paesi del mondo.

Alcuni esempio sono Hong Kong, Port Said (Egitto), Jebel Ali (Emirati Arabi) e Singapore, ma una è molto più vicina: si tratta di Trieste.

Dal 1947 Trieste è infatti uno Stato indipendente, il Territorio Libero di Trieste e possiede il solo Porto Franco internazionale al mondo!

Il Porto Franco internazionale è costituito all’art. 34 dell’allegato VI del vigente Trattato di Pace con l’Italia (10 febbraio 1947, entrato in vigore il 15 settembre dello stesso anno) ed è unico perché il suo status, la sua gestione e le sue zone franche sono istituiti e vincolati non per iniziativa di un singolo Stato, ma da un Trattato multilaterale approvato con una Risoluzione delle Nazioni Unite, la S/RES/16 (1947) del 10 gennaio 1947.

Il medesimo Trattato contiene anche lo Strumento internazionale per la sua gestione (allegato VIII):

Articolo 3, allegato VIII:

1. L’area del Porto Franco comprenderà le aree e gli impianti delle zone franche del Porto di Trieste, entro i loro confini del 1939.

Cosa si può fare in queste zone franche?

Articolo 6, allegato VIII:

L’immagazzinaggio, lo stoccaggio, l’imballaggio, il re-imballaggio ed altre attività simili che già erano svolte nelle zone franche del Porto di Trieste saranno consentite nel Porto Franco in conformità con i regolamenti che saranno emessi dal Direttore del Porto.

L’allegato VIII prevede inoltre la costituzione di una Commissione internazionale per la gestione del porto, con rappresentanti da oltre 12 Stati, incluso ovviamente il Territorio Libero:

Articolo 21, allegato VIII:

1. Sarà costituita una Commissione Internazionale del Porto Franco, di seguito solo “Commissione internazionale”, composta di un rappresentante del Territorio Libero e di un rappresentante di ognuno dei seguenti Stati: Francia, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche [Russia e Stati successori dal 1991], Stati Uniti d’America, Repubblica Federale Popolare di Jugoslavia [oggi gli Stati successori], Italia, Cecoslovacchia [Cechia e Slovacchia dal 1991], Polonia, Svizzera, Austria e Ungheria, a condizione che ognuno di detti Stati abbia assunto le obbligazioni di cui al presente Strumento.

2. Il Presidente permanente della Commissione Internazionale sarà il rappresentante del Territorio Libero. In caso di parità di voti, prevarrà il voto espresso dal Presidente.

Ma se le zone franche sono tanto importanti perché Trieste non le utilizza?

Esattamente perché questo potenziale può realizzarsi soltanto con il pieno rispetto della legalità e dunque con il rispetto dell’indipendenza del Territorio Libero di Trieste.

Dal 1954 il Territorio Libero di Trieste è affidato all’amministrazione del Governo italiano, che esercita questo ruolo tramite suoi organi e funzionari locali.

Approfittando delle tensioni della Guerra Fredda, questi funzionari hanno tuttavia costituito un potentato che parassita il degrado di Trieste.

Ammantati di nazionalismo anacronistico, hanno infatti lasciato cadere in rovina metà del Porto Franco internazionale (il Porto Franco Nord, che chiamano con disprezzo “porto vecchio”) per non fare concorrenza ai porti italiani e simulano da decenni che Trieste faccia parte del’Italia, imponendo agli abitanti, ai residenti ed alle imprese anche le rovinose tasse della Repubblica italiana, condannandoli al una grave crisi economica e sociale.

Esiste una soluzione? Naturalmente: possiamo ancora costruire un futuro diverso in cui il nostro Porto Franco internazionale genera ricchezza e lavoro per Trieste e per gli Stati vicini.

Il Movimento TRIESTE LIBERA lavora instancabilmente per ripristinare la legalità e riattivare i pieni diritti del Territorio Libero di Trieste e del suo Porto Franco internazionale!

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