Trieste Libera

UNA SOVRANITÀ SOSPESA

MEMORANDUM DI LONDRA AL VAGLIO DEL TRIBUNALE DI TRIESTE

Il 15 maggio è iniziata presso il tribunale di Trieste la prima valutazione sul difetto di giurisdizione dell’autorità giudiziaria italiana nel Territorio Libero di Trieste. Ad avviarla il giudice Paolo Vascotto su richiesta presentata in un procedimento penale dalla stessa parte offesa, ovvero il sottoscritto.

Sollevando l’eccezione avevo evidenziato l’impossibilità di ottenere giustizia, non avendo un giudice della Repubblica Italiana alcun potere a Trieste, territorio al di fuori della giurisdizione dello Stato Italiano.

L’attuale Territorio Libero di Trieste (ex Zona A) si trova infatti tuttora amministrata dal Governo italiano secondo il mandato fiduciario internazionale ottenuto nel 1954 con il Memorandum di Londra. Tale mandato lo obbliga in particolare, nella sua funzione di Governo amministratore civile provvisorio a: garantire l’indipendenza, la democrazia e la buona amministrazione del Territorio Libero; promuovere l’assetto definitivo del Territorio Libero in regime di autodeterminazione; garantire la parità giuridica dei cittadini amministrati nelle loro varie lingue e culture; conservare e promuovere il Porto Franco internazionale di Trieste nell’interesse del territorio amministrato e della Comunità internazionale; mantenere i conti e le partite fiscali dell’amministrazione fiduciaria separati da quelli dello Stato italiano; rispettare il divieto di estendere al TLT il pagamento del debito pubblico dell’Italia.

Il Governo italiano vìola invece provatamente da tempo tale mandato consentendo arbitrariamente, ed in palese conflitto di interessi, la sumulazione della sovranità italiana sul Territorio Libero, che è invece un altro Stato.

Tale situazione ha esteso a Trieste e a tutto il TLT amministrato il malgoverno della Repubblica Italiana con gravi corruzioni politiche, burocratiche e giudiziarie, unite ad una feroce politica nazionalista di discriminazione  dei cittadini non di lingua italiana.

L’assoggettamento illecito del TLT al pagamento del debito pubblico italiano, espressamente vietato dall’art. 5 dell’Allegato X del Trattato di Pace che il Governo Italiano si è impegnato a far rispettare sottoscrivendo il Memorandum di Londra, ha poi determinato l’estensione del Trattato sulla stabilità (Fiscal compact) UE oltre che al TLT anche al Porto Franco Internazionale di Trieste.

In base alla Legge 243/2012 Trieste e il suo porto internazionale, pur essendo  al di fuori del regime di tassazione comunitario, si trovano a concorrere all’obbligatorio pareggio di bilancio della disastrata Repubblica Italiana.

Il 17 luglio alle ore 12 al Tribunale di Trieste inizia la discussione sulla validità del Trattato di Pace del 1947 e del Memorandum di Londra del 1954: riflettori internazionali puntati sulla “questione Trieste” e sulla predazione fiscale italiana a danno degli Stati membri ONU.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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