Trieste Libera

L’ITALIA CERCA DI IMPORRE I TERMINALI DI RIGASSIFICAZIONE NEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE


Terminal petroli di Trieste e depositi costieri di combustibili: qui dovrebbe essere realizzato uno dei due rigassificatori che l’Italia sta cercando di imporre in violazione dello status giuridico del Porto Franco di Trieste

INTEGRATE LE PETIZIONI SUI RIGASSIFICATORI NEL GOLFO DI TRIESTE

LE INDEBITE PRESSIONI DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA ITALIANO SULLA COMMISSIONE EUROPEA PER FAR APPROVARE I TERMINAL DI RIGASSIFICAZIONE COSTITUISCONO VIOLAZIONE DELLO STATUS GIURIDICO DEL PORTO INTERNAZIONALE DI TRIESTE

Trieste, 5 aprile 2013 – Le pressioni delle autorità italiane sulla Commissione Europea ai fini di ottenere l’inserimento del progetto del terminale di rigassificazione della spagnola Gas Natural nel porto di Trieste tra le infrastrutture energetiche europee prioritarie oltre il 2020 nell’ambito del “Piano per una rete energetica europea integrata” in corso di elaborazione a Bruxelles rappresentano anche una violazione dello Status giuridico del Porto Internazionale di Trieste. E’ questa la denuncia che Greenaction ha presentato in questi giorni all’Unione Europea.

Dopo le recenti risposte ricevute dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea sulle inchieste in corso da parte delle istituzioni comunitarie, a seguito delle denunce e delle petizioni presentate da Greenaction Transnational e da Alpe Adria Green, che confermano l’importanza ora attribuita dall’Unione Europea alla delicatissima questione dei progetti dei terminali di rigassificazione nel Golfo di Trieste, Greenaction ha presentato una urgente integrazione per rendere evidente l’insostenibilità di questi progetti anche dal punto di vista del diritto internazionale.

La questione era già stata sollevata da Greenaction anche nell’intervento del 22 gennaio a Bruxelles durante le discussione delle tre petizioni (483/2007, 1147/2008, 1472/2009) senza peraltro ottenere alcuna risposta dalla Commissione Europea, ma determinando l’inserimento nelle inchieste in corso di due commissioni del Parlamento Europeo (quella per l’industria, la ricerca e l’energia, e quella per la l’ambiente e la sanità pubblica), e il coinvolgimento della Croazia nel procedimento di valutazione.

La realizzazione del rigassificatore on shore della Gas Natural entra pesantemente in conflitto con lo Status giuridico del porto di Trieste stabilito dal Trattato di Pace del 1947 quale ente di Stato del Territorio Libero di Trieste, regolamentato dall’Allegato VIII del Trattato che ne garantisce a tutte le Nazioni (cioè alla comunità internazionale) l’uso libero, indisturbato e senza discriminazioni. L’articolo 2 dell’Allegato VIII del Trattato di Pace stabilisce che:

“L’istituzione di zone speciali nel Porto Franco sotto la giurisdizione esclusiva di uno Stato qualunque è incompatibile con lo status del Territorio Libero e del Porto Franco”.

La questione dello status giuridico del Porto di Trieste si estende naturalmente a Trieste ed al suo territorio come conseguenza della validità dello stesso Trattato di Pace del 1947. Il Porto Franco internazionale di Trieste con le sue Zone Franche esiste infatti unicamente in quando ente di Stato del Free Territory of Trieste – Territorio Libero.

Fonte: Greenaction Transnational

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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