Trieste Libera

EQUITALIA NO LIMITS

TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE PREDA DI GUERRA

Continua senza sosta l’opera di predazione dell’Agenzia delle Entrate e del suo braccio operativo Equitalia nell Territorio Libero Trieste. La situazione sta peggiorando di giorno in giorno. Sempre più aggressive le azioni dei riscossori dello Stato italiano: una vera macelleria sociale senza limiti.

I macellai in questo caso possono operare in tutta tranquillità protetti dalla lobby nazionalista locale. Autorità giudiziaria e tributaria per condannare i cittadini di Trieste al pagamento di tasse e sanzioni non dovute. Forze dell’ordine per far rispettare le condanne in appoggio agli esecutori di Equitalia.

Le autorità italiane agiscono a Trieste da decenni in violazione del Trattato di pace di Parigi: la sovranità italiana su Trieste che loro si prodigano di simulare è cessata infatti il 15 settembre del 1947 all’entrata in vigore del Trattato di Pace (art. 21):

Articolo 21 1. È costituito in forza del presente Trattato il Territorio Libero di Trieste, consistente dell’area che giace fra il mare Adriatico ed i confini definiti negli Articoli 4 e 22 del presente Trattato.

Il Territorio Libero di Trieste è riconosciuto dalle Potenze Alleate ed Associate e dall’Italia, le quali convengono che la sua integrità e indipendenza saranno assicurate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

2. La sovranità italiana sulla zona costituente il Territorio Libero di Trieste, così come esso è sopra definito, cesserà con l’entrata in vigore del presente Trattato.

Il Trattato di pace stabilisce che Trieste con il suo circondario (la ex Zona A / attuale Territorio Libero) sia esentata dal pagamento del debito pubblico italiano (art. 5 dell’Allegato X) e goda pertanto di assoluta indipendenza non solo politica, ma anche economica.

I cittadini di Trieste che si stanno organizzando ed ora si oppongono, nonostante intimidazioni e minacce alle arbitrarie azioni di riscossione, stanno sperimentando l’arroganza di un prepotere istituzionale che calpesta queste leggi, peraltro pienamente riconosciute dalla Repubblica Italiana.

Ormai la scelta è tra aspettare l’arrivo dei propri carnefici che ti sottrarranno ogni tuo bene, ti distruggeranno la vita e annienteranno la tua famiglia, oppure lottare e respingere questi invasori, questi predatori dei diritti e della dignità umana. E i traditori che li appoggiano.

I cittadini di Trieste si stanno opponendo con le armi della legalità a questi politicanti nazionalisti che vorrebbero portar via anche la loro terra, cancellandone il passato e distruggendone futuro.

E questo scontro tra il bene e il male è ben visibile davanti all’autorità giudiziaria. Il tribunale di Trieste è stato occupato dai magistrati italiani che vi hanno imposto le leggi della Repubblica italiana invece di esercitare la corretta giurisdizione del Territorio Libero, calpestando il diritto internazionale (e precisamente gli impegni assuntisi dal Governo italiano con il Memorandum di Londra).

I cittadini del Territorio Libero di Trieste per opporsi agli atti delle amministrazioni pubbliche colonizzate dagli “italianissimi” devono quindi rivolgersi ai loro stessi persecutori contestando il difetto di giurisdizione delle autorità italiane.

Nei ricorsi tributari gli avversari sono sempre Agenzia delle Entrate ed Equitalia. I cui avvocati non mancano mai di deridere i cittadini di Trieste dall’alto dell’immunità a loro garantita dai giudici tributari. Giudici che spesso sono essi stessi avvocati, e tra i quali non mancano i triestini anche del gruppo etnico sloveno. Dei veri “patrioti” all’incontrario sempre schierati con il potere contro la legalità e contro il proprio popolo.

Secondo gli avvocati di Equitalia il Trattato di Pace non ha alcun valore perché “troppo remoto”.

Vale la pena ricordare che la Costituzione della Repubblica Italiana, in base alla quale queste persone possono svolgere il loro lavoro, deriva proprio dal recepimento del Trattato di pace e lo segue di pochi mesi.

Sempre secondo loro, la sovranità italiana su Trieste sarebbe frutto di un accordo politico bilaterale tra Italia e Jugoslavia, ovvero due Stati terzi che come tali non avevano alcun potere per attribuirsi titoli sul Territorio Libero di Trieste (ed anzi, nel medesimo accordo confermavano, all’art. 7, che i loro Governi ne erano gli amministratori in base al Memorandum di Londra!).

Come dire: secondo questi avvocati, un Paese sconfitto come l’Italia avrebbe potuto modificare da solo – e grazie ad una annessione concordata con quella che veniva definita come un’odiata dittatura comunista – il Trattato di pace che regola l’attuale ordinamento internazionale, sottraendosi al controllo degli oltre 20 Stati firmatari.

Secondo gli avvocati di Equitalia:

“non vi è alcun dubbio che Trieste sia una città italiana, come del resto, giungendo in città si può dedurre da infinite evidenze, prima che dalla ricerca storica e dei trattati internazionali” e che i triestini si dichiarino cittadini per diritto di nascita del Territorio Libero di Trieste è per loro “il frutto di fine fantasia storico-giuridica”.

Tutto qui. Secondo Equitalia il diritto a riscuotere le inesigibili tasse imposte nei territori occupati del TLT giustifica la violazione dei trattati internazionali e la forzata rimozione della storia. La scomoda storia di uno Stato fascista e dei suoi crimini. Di cui i cittadini di Trieste continuano ad essere vittime.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

Giudici tributari e funzionari dell’Agenzia delle Entrate fin qui responsabili dei rigetti immotivati dei ricorsi dei cittadini del Territorio Libero di Trieste che chiedono il rispetto del Trattato di Pace del 1947 (illegittimità della riscossione Art. 5 Allegato X del Trattato di Pace recepito ed eseguito dall’Italia quale Stato sconfitto, con Legge Costituzionale),  ovvero del diritto internazionale vigente (fonte: Movimento Trieste Libera):

Commissione Tributaria provinciale di Trieste

Dott. Claudio Rovis (presidente Commissione Tributaria Provinciale di Trieste)

Gelsomina Cozzarini (avvocato del Foro di Trieste, componente commissione)

Jan Godnic (avvocato del foro di Trieste, componente commissione, rappresentante della minoranza etnica slovena)

Agenzia delle Entrate

Daniela Pellizzari (direttore provinciale)

Tiziana Argentini (ufficio legale)

Avvocati di Equitalia fin qui operativi nei procedimenti contro i cittadini del Territorio Libero di Trieste che si difendono chiedendo il rispetto del Trattato di Pace del 1947 (illegittimità della riscossione Art. 5 Allegato X del Trattato di Pace recepito ed eseguito dall’Italia quale Stato sconfitto, con Legge Costituzionale), ovvero del diritto internazionale vigente (fonte: Movimento Trieste Libera).

Avvocati

Marino Ferro (foro di Udine)

Sergio Orzan (foro di Gorizia)

Isabella Passeri (foro di Trieste)

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