Trieste Libera

GIUSTO “BRUCIARE” I RIFIUTI DELLA CAMORRA A TRIESTE: I TRIESTINI “SCIAVI” SONO DEI “SUBUMANI”

La vicenda dello scandaloso traffico di rifiuti dalla Campania a Trieste presenta numerose chiavi di lettura, e tutte poco piacevoli. In sintesi Trieste è stata individuata come luogo perfetto per far sparire grandi quantità degli scomodissimi rifiuti campani. “Luogo perfetto”  in quanto le amministrazioni pubbliche locali si sono messe gentilmente a disposizione ingannando i propri cittadini, e nemmeno informandoli di quanto stava accadendo.

Le quantità di rifiuti fino ad ora arrivati sono imprecisate, almeno 25.000 tonnellate. Ma visto che il “sistema” funziona bene è facile prevedere rapidi incrementi. E infatti il 17 maggio a Trieste è arrivato il primo “treno dei rifiuti” delle ecomafie. Per il Comune di Trieste si tratta di un puro affare, in quanto la società che gestisce l’inceneritore è una controllata (ACEGAS-APS) quotata in borsa che deve fare più utili possibili (visto anche il disastroso deficit pre fallimentare da mezzo miliardo di  Euro accumulato).

Quindi, più rifiuti si bruciano più soldi entrano nelle esauste casse comunali. Almeno così dovrebbe essere (il deficit accumulato dall’ACEGAS-APS è infatti il frutto di una gestione clientelare, in odore di finanziamento illecito ai partiti padri-padroni).

Ecco quindi perché questi pericolosi rifiuti ora arrivano con i treni blocco. Sistema di trasporto più sicuro (si evitano possibili controlli) e quantità enormemente superiori. Il tutto deve avvenire nel massimo silenzio. Tombale (visto l’argomento). Purtroppo per i pianificatori di questo affare, qualcuno con gli occhi aperti nella società civile lo si trova ancora. E così l’affare, assai poco trasparente, è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica.

Il primo treno dei rifiuti campani è stato scoperto dalla nostra associazione (Greenaction Transnational) all’ingresso di Trieste e ne abbiamo divulgato la notizia con tanto di video in cui veniva mostrato fin dove arrivava il treno e come poi i rifiuti in container venissero trasportati all’inceneritore.

Il video, dove il sottoscritto rilascia un’intervista spiegando cosa stava accadendo, è stato poi diffuso su internet venendo ripreso da più parti, portando non solo ad apprezzamenti (si tratta di un servizio giornalistico di denuncia pubblica), ma anche ad offese. Così tale Valter Lot si è espresso nei miei confronti:

“Dalla conformazione cranica questa palla di bigliardo sicuramente è uno sciavo (termine spregiativo utilizzato dalla destra italiana per definire gli sloveni) del cazz. vergognati”.

Ho già ricevuto nel passato intimidazioni (tante), minacce di morte (varie), per la mia attività di difesa dei diritti civili. Chi da queste parti si schiera sul serio per la legalità si trova infatti da subito una barriera insormontabile che è rappresentata dagli strettissimi intrecci tra nazionalismo italiano, inclusa l’estrema desta, e la criminalità nel Territorio Libero di Trieste.

Questa frase razzista esprime peraltro molto bene “l’alta considerazione” italiana per Trieste: una comoda pattumiera per gli scomodi rifiuti nazionali. Una terra di conquista senza diritti dove la Camorra ha più diritti dei “subumani” triestini “sciavi”.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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