Trieste Libera

ABUSO DI POTERE

Il 14 dicembre 2011 nel tribunale di Trieste ho contestato l’autorità italiana sulla città di Trieste e sul Territorio Libero di Trieste (TLT).

Non ho fatto nient’altro che esercitare i miei diritti garantiti dal Trattato di Pace con l’Italia del 10 febbraio 1947. Affermando la mancanza di giurisdizione italiana sul territorio riconosciuto come Stato indipendente anche dalla stessa Italia, che invece vi simula illegalmente la propria inesistente sovranità, mi sono dichiarato cittadino del Territorio Libero di Trieste.

Mi trovavo sotto processo, uno dei tanti avviati nei miei confronti, per un reato di opinione. Battersi per difendere la propria terra è già di per sé considerato un reato da chi questa terra l’ha ridotta a ricettacolo dei rifiuti italiani, e ne ha distrutto scientemente il tessuto economico e sociale.

Una dominazione non illuminata che ha ridotto allo stadio larvale il Porto Franco Internazionale di Trieste declassandolo a scalo combustibili. Una dominazione che si regge su una camorra nazionalista italiana fatta di massoneria deviata e associazioni di stampo mafioso che si nasconde dietro ai “miti” dell’irredentismo e del nazionalismo italiano per calpestare i diritti dei cittadini del Territorio Libero di Trieste impunemente e con massimo profitto.

Una dominazione ben espressa dallo stesso rigetto della mia istanza da parte del giudice Paolo Vascotto del tribunale di Trieste con un’ordinanza di misere nove righe… Nove righe di fronte ad un’istanza di 65 pagine basata sul Trattato di Pace di cui si richiedeva il rispetto, e quindi vincolante al di sopra della Costituzione italiana (articolo 10 e 117) e precedente ad essa (il Trattato di Pace è entrato in vigore il 15 settembre 1947, la Costituzione italiana il 1 gennaio 1948).

Nove righe in cui il giudice di fronte alla mia richiesta di trasmissione degli atti alla competente Corte Costituzionale per la valutazione della violazione dell’art. 10 della Costituzione (rispetto dei trattati internazionali) si rifiutava di farlo (!!), e non trovava di meglio che affermare apoditticamente che “è indubbia la sovranità dello Stato nel territorio di Trieste…” e che la sua competenza si baserebbe sul codice di procedura penale italiano “autolegittimandosi a giudice costituzionale…”.

Un colpo di maglio alla legalità che non potrà ovviamente rimanere senza conseguenze.

La pronuncia abnorme di questo giudice costituisce infatti un precedente importante e apre ora il caso a livello internazionale. In ballo le libertà e i diritti fondamentali garantiti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che proprio all’art. 15 stabilisce che “nessun individuo può essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza…”. In discussione il Trattato di Pace del 1947 e la Costituzione della Repubblica italiana che lo recepisce. A rischio la legalità internazionale vìolata da uno degli Stati fondatori dell’Unione Europea.

La “questione Trieste” è più che mai aperta.

Maggiori informazioni sono pubblicate sul sito di Greenaction Transnational: “Processo agli ambientalisti di Greenaction Transnational: sollevata l’eccezione sulla giurisdizione italiana su Trieste“.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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