Movimento Trieste Libera

Trieste Libera: le prime azioni per il riconoscimento dei diritti del Territorio Libero di Trieste (2012)

Trieste Libera:
le principali azioni per il riconoscimento dei diritti del Territorio Libero di Trieste

Denuncia alla Commissione Europea sulla devastazione ambientale della provincia di Trieste – ente del Territorio Libero di Trieste, sulla violazione del regime internazionale del Porto Franco internazionale di Trieste, e sulla violazione dei diritti fondamentali (diritti civili, cittadinanza), commessi dalle autorità italiane. Presentata l’11 luglio 2011 alla Commissione Europea da Roberto Giurastante, fondatore di “Trieste Libera”. Il procedimento avviato dalla Commissione Europea è il CHAP(2011)02184.

Contestazione della sovranità italiana  sul Territorio Libero di Trieste, (eccezione del difetto di giurisdizione) presentata il 14 dicembre del 2011 al Tribunale di Trieste nel corso di processo pubblico da parte di Roberto Giurastante. Dopo il rigetto dell’eccezione senza motivazioni da parte del Tribunale di Trieste (giudice di primo grado e Corte d’appello) Giurastante ha impugnato i provvedimenti in Cassazione. Giurastante si è dichiarato davanti al giudice italiano “cittadino del Territorio Libero di Trieste” (primo caso): LINK

Contestazione e opposizione ad Equitalia in quanto agenzia di riscossione dello Stato italiano che non ha mandato ad agire nel Territorio Libero di Trieste, presentata il 29 dicembre 2011 da Roberto Giurastante. In base al Trattato di Pace del 1947 (Allegato X) il Territorio Libero di Trieste è esentato dal pagamento del debito pubblico italiano ed ha diritto quindi al proprio bilancio separato: LINK

Petizione al Parlamento Europeo per denunciare le violazioni dei diritti civili subite dai cittadini del TLT (a partire dalla privazione della loro cittadinanza). La petizione è stata presentata da Roberto Giurastante il 31 dicembre 2011.

Seconda eccezione del difetto di giurisdizione italiana su Trieste e sul Territorio Libero presentata il 2 gennaio 2012 dall’avvocato Livio Bernot di Gorizia davanti al giudice di pace di Trieste.

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