Movimento Trieste Libera

PERCHÈ I CRIMINI DI GUERRA ITALIANI SONO RIMASTI IMPUNITI

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Avevano le camice nere e piacevano a Winston Churchill. Perché avevano la naturale ferocia dei colonialisti. Quella con cui si sottomettevano, sterminandoli, i popoli inferiori. E l’Inghilterra era la principale potenza colonialista europea. Potenze colonialiste europee che però avevano anche creato, con le loro persecuzioni, la più grande democrazia del mondo: gli Stati Uniti d’America.

Quei colonialisti dell’ultima ondata che “piacevano” al colonialista Winston Churchill erano i fascisti italiani che assicuravano, con i nazisti,  la difesa in Europa contro il dilagare dell’odiato comunismo. Calcoli sbagliati che portarono a conseguenze disastrose. Perché poi, una volta al potere, i feroci anticomunisti e antisemiti non poterono più essere controllati, e innescarono un nuovo conflitto mondiale (LINK).

Guerra che la Germania nazista combatté fino alla fine soccombendo contro gli Alleati. L’Italia invece si arrese appena le cose volsero al peggio schierandosi con i prossimi vincitori e tradendo così ancora una volta gli alleati tedeschi, come già fatto nel 1915.

Ecco perché alla fine della seconda guerra mondiale nessun criminale di guerra italiano venne mai processato. Era questa la ricompensa per il nuovo tradimento italiano contro la Germania. Si chiama Realpolitik, espressione della filosofia di Bismarck, il cancelliere dell’unità della Germania.

Un politica cinica che significava annientamento dei diritti del singolo nel nome dello Stato e che in pratica è stata il motore delle ingiustizie e delle devastazioni che hanno travolto l’Europa del 20° secolo per garantire gli interessi superiori prevalenti degli Stati  contro i diritti dei popoli.

12 LUGLIO 1942: L’ECCIDIO DI PODHUM (CROAZIA)

“Di fronte alle vittime predestinate si presentò il comandante della stazione dei carabinieri di Jelenje, Luigi Menaldo, estrasse dalla borsa d’ordinanza alcuni fogli e prese a leggere il nome dei morituri dichiarati parenti stretti dei “banditi ribelli” e perciò condannati a morte. Questi, fatti uscire dalle file, vennero successivamente fucilati cinque alla volta.”

(Giacomo Scotti: “Quando i soldati italiani fucilarono tutti gli abitanti di Podhum”)

Dal documentario Fascist Legacy di Michael Palumbo:

“… Di primo mattino arrivarono con i carri armati… razziarono tutto, bruciarono tutto… presero mio marito, gli chiesi dove lo portavano… mi dissero che sarebbe tornato a breve. Ma invece non tornò più. Ne prendevano 5-6 alla volta… li ammazzavano e poi tornavano e prenderne altri.”

“Tutti gli uomini furono portati su questo prato … con i lanciafiamme appiccarono il fuoco su quello che stava alle nostre spalle… gli ordini erano di uccidere tutti gli uomini dai 16 ai 60 anni… io mi salvai perché sembravo più giovane dei miei 16 anni… sistemarono le mitragliatrici sui carri armati e poi uccisero gli uomini una parte per volta. Per errore fu ucciso un ragazzo di 15 anni. Ne uccisero un primo gruppo di 15 e gli altri dovettero seppellirli in un fosso ai piedi di una collina prima che toccasse anche a loro la stessa sorte. Questo avvenne sotto gli occhi delle donne e dei bambini. Quando tutto fu finito quasi nessuno di noi era rimasto vivo”.

“Non potevamo difenderci, i soldati italiani e i carabinieri ci massacravano. Non potete immaginare la sensazione che si prova di fronte a queste esecuzioni… sei li senza potere fare nulla… si è costretti a guardare, ad assistere a cose atroci. Quando diventai partigiano avevo un fucile tra le mani e dicevo: ora sono armato e nessuno mi può più fare nulla… ero sicuro di me. Ma lì… stare lì e non potere fare nulla mentre ammazzavano i tuoi era una cosa terribile.”

“Gli italiani credevano che con il terrore avrebbero rotto la resistenza degli jugoslavi ma si sbagliavano, più cresceva l’oppressione più aumentava la resistenza.”

L’intero paese fu bruciato e la popolazione sopravvissuta mandata nei campi di concentramento italiani nei quali morirono altre 49 persone tra cui 12 bambini.

“Quella di Podhum è soltanto una delle centinaia di crimini di guerra dell’occupatore italiano in Jugoslavia, purtoppo rimasti impuniti.”

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

Podhum, monumento alle vittime dell’eccidio del 12 luglio 1942

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