Movimento Trieste Libera

EPURAZIONI IN ATTO…

IlPiccolo
LE LEGGI RAZZIALI A TRIESTE E LA PESANTE EREDITA’ FASCISTA

Ricorre il giorno infame della proclamazione delle leggi razziali. Era il 18 settembre del 1938, e la Trieste annessa dall’Italia alla fine della prima guerra mondiale divenne il palcoscenico scelto da Benito Mussolini, il “Duce”, il condottiero della nuova Italia unificata nel sangue per annunciarle al mondo. Trieste venne così violentata da quel regime brutale che voleva cancellarne l’identità di città multietnica e multireligiosa.

Quella era l’eredità lasciata dal tollerante Impero austroungarico che aveva trasformato Trieste da piccolo borgo di pescatori in grande emporio marittimo cosmopolita. Questa fu la ricchezza di Trieste. Alla quale fortemente contribuì la comunità ebraica. Il crollo dell’Impero e l’avvento del fascismo si abbatterono su quest’isola di tolleranza delle etnie europee scuotendone le radici e spazzandone per sempre quell’armonia frutto della convivenza secolare.

Le leggi razziali furono l’inizio di un incubo che terminò solo con la sconfitta delle dittature sanguinarie che si erano potute costituire solo grazie alla fine dell’Impero austroungarico, vero garante dell’equilibrio europeo. Fu come il collasso di una luminosa galassia compressa dall’odio e diventata buco nero della malvagità umana. Così la luce scomparve per anni dall’europa precipitata negli abissi del male assoluto. Tutt’ora dobbiamo fare i conti con l’eredità di quell’odio sempre latente. E Trieste città martire del nazionalismo fascista italiano lo sa bene.

DAL QUOTIDIANO IL PICCOLO DEL 18 SETTEMBRE 1938: EPURAZIONE IN ATTO (i provvedimenti contro gli ebrei dipendenti delle assicurazioni a Trieste)

“Una disposizione di legge che ha pure un’importanza del tutto particolare per Trieste è quella riguardante l’esclusione degli ebrei dalle amministrazioni delle Compagnie private di assicurazione. Questa esclusione non deve meravigliare dato che viene ultima di una serie di esclusioni riguardanti le amministrazioni civili dello Stato, le cariche fasciste, le amministrazioni delle provincie e dei comuni, della pubblica assistenza, delle aziende municipalizzate, delle aziende parastatali di diritto pubblico ecc.

Le imprese private di assicurazione oggi rivestono un carattere quasi parastatale perciò esse debbono essere trattate alla stregua delle istituzioni similari. Ma mentre lo Stato, il Partito, l’Esercito, le amministrazioni provinciali, comunali ecc., non possono avere alle proprie dipendenze persone appartenenti alla razza ebraica, ancorché discriminate, per le imprese private di assicurazione invece vale il principio discriminante. E cioè dal punto di vista pratico, potranno continuare a far parte delle Assicurazioni Generali, della Riunione Adriatica di Sicurtà e delle società da queste dipendenti, tutti coloro che rientrano nell’articolo 13 della legge e precisamente cittadini italiani di razza ebrea che appartengano alle famiglie dei Caduti nella guerra libica, mondiale, etiopica e spagnola e dei Caduti per la Causa fascista…

Le nostre società di assicurazione hanno già iniziato la revisione del personale su queste basi prima ancora che fossero note le disposizioni ora chiaramente fissate dal Consiglio dei Ministri. Naturalmente i provvedimenti procederanno con la necessaria gradualità, ma anche con la massima intransigenza. Il provvedimento governativo esclude dagli impieghi e da ogni attribuzione di lavoro gli ebrei che appartengono agli uffici o ai servizi di Stato come l’Intendenza di Finanza, Ferrovie, ecc.; l’amministrazione della provincia e del comune comprese le loro aziende. Nessun impiegato ebreo potrà avere posto nelle opere di assistenza quali gli ospedali, la Croce Rossa, la Congregazione di Carità ecc. Eguale misura verrà applicata in seno alle organizzazioni del Partito e organizzazioni dipendenti. Ma in questo campo tutto quello che doveva essere fatto è già stato fatto. Non restano che singoli cui verrà provveduto nei prossimi giorni. La presenza degli ebrei viene esclusa dalle grandi banche come la Banca d’Italia, il Banco di Sicilia, il Banco di Napoli, la Banca Commerciale Italiana, la Banca Nazionale del Lavoro, il Credito Italiano ecc.”… 

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