Trieste Libera

IL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE E I DANNI DI GUERRA

La Repubblica italiana riconosce il Territorio Libero di Trieste. Il Governo italiano ha assunto l’amministrazione civile provvisoria dell’attuale TLT in base al Memorandum d’Intesa di Londra del 1954.

Prima ancora, l’Italia, nel rispetto del Trattato di Pace con le potenze Alleate e Associate, che è pienamente ratificato, eseguito ed inserito nel proprio ordinamento, a risarcire i danni di guerra (Parte VII, art. 7).

Nonostante i trasferimenti territoriali, a cui si provvede con il presente Trattato, l'Italia continuerà ad essere responsabile per le perdite o i danni subiti durante la guerra dai beni appartenenti a cittadini delle Nazioni Unite nei territori ceduti o nel Territorio Libero di Trieste.

I risarcimenti, che vanno a coprire il patrimonio pubblico del Territorio Libero e quello privato, sono stati infatti regolati dalla legge n. 955 del 29 settembre 1967 e dalla legge n. 593 del 22 ottobre 1981. Entrambe le leggi sono in vigore.

Leggi che confermano come, contrariamente a quanto si propaganda, il Territorio Libero di Trieste e la sua amministrazione civile provvisoria permangono anche successivamente alla costituzione della Regione Friuli Venezia Giulia ed al trattato politico bilaterale “di Osimo”.

Una prova ulteriore che la simulazione della sovranità italiana sull’attuale Territorio Libero e sul suo Porto Franco internazionale è in conflitto con le leggi della Repubblica italiana. Le stesse leggi di cui è fatto l’obbligo di rispetto a tutti i cittadini italiani, compresi i funzionari pubblici.

La legge n. 955 del 29 settembre 1967 all’articolo 16 stabilisce i criteri per la liquidazione dei danni di guerra verificatisi nel Territorio Libero di Trieste e nei territori non più sottoposti alla sovranità italiana.

La questione dei danni di guerra nel Territorio Libero è certamente utile quale ulteriore prova che Trieste non fa parte dell’Italia in base ai trattati internazionali vigenti.

E come prova che l’incorporazione dei comuni della “Zona A” del Territorio Libero di Trieste nella regione Friuli Venezia Giulia non era un’annessione (cosa che avrebbe violato le stesse leggi della Repubblica italiana), ma una semplice aggregazione amministrativa (v. art. 70 L.cost. 1/63).

La legge n. 593 del 22 ottobre 1981 tratta lo snellimento delle procedure di liquidazione dei danni di guerra riconoscendo all’articolo 9 i risarcimenti per le abitazioni civili.
Ed è entrata in vigore quattro anni dopo la ratifica del Trattato “di Osimo”. Un trattato che all’art. 7 conferma il Memorandum di Londra del 1954. E quindi l’amministrazione civile provvisoria di Trieste.
Il Memorandum del 1954 è infatti uno strumento esecutivo del Trattato di Pace. La parte relativa all’attuale Territorio Libero di Trieste è ancora vigente. Solo il mandato sull’ex zona B è decaduto con la dissoluzione del governo jugoslavo. Gli abitanti di quella zona si sono autodeterminati costituendo le nuove Repubbliche indipendenti e sovrane di Slovenia e Croazia, riconosciute dall’ONU e dalla Comunità Internazionale.
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Considerando queste leggi italiane, che riconoscono pienamente lo status dell’attuale Territorio Libero di Trieste, in che modo la lobby nazionalista locale intende spiegare al suo governo ed ai garanti internazionali la sua simulazione di sovranità italiana… che va contro le stesse leggi italiane?

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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