Trieste Libera

ATTENTI A QUEI DUE

Collage: una foto di Roberto Giurastante davanti al tribunale di Trieste ed una di Paolo G. Parovel in conferenza stampa a Vienna.

Se vi fosse stato ancora qualche dubbio sull’operazione in corso da parte del “sistema” locale per bloccare Trieste Libera questo è ora fugato.

Sono giunti i risultati delle indagini della Polizia postale italiana sulla sottrazione dei canali di comunicazione del nostro Movimento, ad opera di un gruppo di dissidenti guidato da una parte dei soci fondatori.

Si era trattato di un’azione di forza il cui obiettivo era di mettere sotto controllo il combattivo movimento legalitario che con le sue azioni stava mettendo in difficoltà la simulazione di sovranità italiana sul Territorio Libero di Trieste e sul suo Porto Franco Internazionale.

Per fare questo era necessario disinnescare l’arma principale di Trieste Libera: il diritto. Diritto che era stato alla base di un’intensa azione di denuncia pubblica basata sull’esercizio massivo dei propri diritti da parte dei cittadini di Trieste. Un tipo di opposizione di fronte alla quale la lobby nazionalista locale non ha alcun tipo di difesa.

Bersaglio principale dell’aggressione, attuata utilizzando persone infiltrate allo scopo nel movimento indipendentista ed altre ricattabili in posizione di vertice, erano e sono il presidente Roberto Giurastante e il giornalista Paolo G. Parovel, responsabile degli organi stampa.

Decapitare il vertice di MTL è necessario per potere assorbire il movimento e per condurlo nell’alveo istituzionale italiano cancellando così ogni rivendicazione di Trieste alla sua legittima indipendenza.

Giurastante e Parovel sono (da molti anni) fieri oppositori del sistema della camorra locale, una lobby nazionalista che, in violazione delle stesse leggi italiane, sfrutta Trieste e ne soffoca il Porto Franco internazionale.

Un sistema parassitario e nazionalista ad alto tasso di corruzione, non molto dissimile da quelli esistenti nei territori italiani a più alta intensità mafiosa. Ma ancora più efficiente nella sua brutale attuazione. Perché qui è completamente compenetrato nelle istituzioni. Di cui rappresenta il motore e l’organo di trasmissione.

Ecco perché due persone che hanno dedicato la loro vita a lottare contro questo sistema di malaffare che ha devastato Trieste non possono che essere pericolose per tutti i rappresentanti del maleodorante impero di illegalità italiano nel Territorio Libero di Trieste.

Ed ecco perché le campagne diffamatorie pubbliche violentissime nei loro confronti possono continuare da dieci mesi indisturbate, anzi ora completamente autorizzate dall’autorità giudiziaria italiana.

Giurastante e Parovel sono “morti che camminano” ha dichiarato più volte pubblicamente, con classico linguaggio mafioso, Vito Potenza presidente del gruppo Territorio Libero, quello dei fuoriusciti da MTL autori del golpe manovrato dall’esterno.

“Occorre eliminarli” dicono senza problemi gli pseudo indipendentisti al servizio dell’Italia. Sono “due loschi individui” che agiscono contro la magistratura italiana continuano gli indipendentisti di fiducia della camorra nazionalista locale.

Attenti ai due pericolosi eversori del sistema di illegalità costituito nel nome, ma contro alle leggi della Repubblica Italiana, nel Territorio Libero di Trieste.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.