Movimento Trieste Libera

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DI FRONTE ALLA PERSECUZIONE DELLE AUTORITA’ ITALIANE I CITTADINI DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE DA CHI DEVONO ESSERE DIFESI? PRIME IPOTESI DI ASILO POLITICO.

Un anno fa presentavo la denuncia contro magistrati e funzionari dello Stato Italiano resisi responsabili della violazione del Trattato di Pace a danno del Territorio Libero di Trieste e dei suoi cittadini. La denuncia seguiva la sentenza del T.A.R. del Friuli Venezia Giulia con la quale veniva respinto il mio ricorso sulla illegittimità delle elezioni regionali svolte nella Zona A del Territorio Libero di Trieste nel 2013.

Nella sentenza i giudici del T.A.R. mi avevano definito un “eversore” per avere sollevato la questione irrisolta del Territorio Libero di Trieste, occupato dall’Italia in violazione del Trattato di Pace del 1947, e per avere esercitato i miei diritti civili quale cittadino di Trieste.

La sentenza del T.A.R. veniva poi ripresa dall’autorità giudiziaria italiana ed utilizzata come base per disconoscere i diritti dei cittadini di Trieste e per avviare nei loro confronti azioni repressive intimidatorie.

L’atto di denuncia (scarica qui la denuncia), che veniva presentato nelle “ipotesi di reato concretate nell’ordinamento italiano dall’abuso di funzioni giudicanti da parte di alcuni magistrati dello Stato italiano, e di terzi ai fini della commissione. per motivi politici ed in associazione con i terzi, di illeciti ovvero delitti internazionali e di altri delitti ai danni dello Stato del FTT – Free Territory of Trieste/Territorio Libero di Trieste, del suo legittimo Governo provvisorio, dei diritti e degli interessi legittimi dei suoi cittadini e di altri aventi diritto, nonché di reati connessi di calunnia di minaccia, di diffamazione e di pericolo per l’incolumità delle persone e l’ordine pubblico nei confronti dei cittadini medesimi; il tutto in violazione eversiva dell’ordinamento costituzionale democratico della Repubblica italiana e della legge n. 17/1981”, era diretto  all’autorità giudiziaria italiana (Procura di Bologna competente ad indagare sui magistrati del tribunale di Trieste), al Governo italiano, e al Consiglio per le Amministrazioni Fiduciarie delle Nazioni Unite.

Dopo un anno sono ancora in attesa di risposta, mentre l’autorità giudiziaria italiana operante fuori giurisdizione a Trieste ha intensificato le sue inchieste di stampo intimidatorio nei confronti dei cittadini che chiedono solo il rispetto della legalità. Legalità infranta giorno dopo giorno e senza alcun pudore da centinaia di funzionari e amministratori dello Stato italiano che si sentono autorizzati ad agire contro legge grazie alla copertura a loro garantita dalla stessa autorità giudiziaria.

Trasmetterò ora la denuncia ai Paesi firmatari il Trattato di Pace. Chiedendo il loro intervento a difesa di tutti i cittadini del Territorio Libero. E lo farò da perseguitato politico.

Nel silenzio del Governo italiano, amministratore civile provvisoria della Zona A del Territorio Libero,  si sta così permettendo che i cittadini di Trieste vengano perseguitati dalle autorità della Repubblica italiana che hanno esteso i loro poteri ad una terra che è al di fuori del territorio dello Stato, occupando in questo modo anche il prezioso Porto Franco di Trieste.

Un crimine internazionale per il quale non potranno non esserci conseguenze. Ora i cittadini di Trieste hanno il diritto/dovere di chiedere, nel rispetto dell’ordinamento internazionale e della Carta ONU sui diritti fondamentali, anche, oltre a quello del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’intervento delle Potenze alleate firmatarie del Trattato di Pace, al fine di ripristinare la legalità calpestata dal Governo italiano (Presidenza Consiglio dei Ministri).

I cittadini del Territorio Libero perseguitati da uno Stato occupante possono chiedere tutela e asilo politico direttamente alle Potenze alleate firmatarie del Trattato di Pace (l’Italia Paese sconfitto è responsabile della persecuzione ai loro danni), al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e ai Paesi membri delle Nazioni Unite che riconoscono la validità del Trattato di Pace. Ma dovrà essere un asilo politico garantito nello stesso Territorio Libero e fino a che non sarà stata riaffermata la legalità.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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