Movimento Trieste Libera

Porto Franco internazionale di Trieste: Trieste Libera al ministro Lupi, all’ONU ed alle ambasciate dei Paesi interessati

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Dopo l’iniziativa di Vienna il Movimento Trieste Libera prosegue in crescendo nell’azione politico-diplomatica internazionale per il Territorio Libero di Trieste, resistendo alle pesanti contromanovre degli ambienti nazionalisti italiani e dei loro collaboratori.

Lunedì 6 ottobre, nella ricorrenza del Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954 che ha affidato al Governo italiano l’amministrazione fiduciaria del Territorio Libero di Trieste, il Movimento Trieste Libera ha contestato con lettera ufficiale al Ministro italiano dei Trasporti e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, l’illegittimità dell’inserimento del Porto Franco internazionale di Trieste nel sistema giuridico e operativo dei porti italiani.

La comunicazione è stata inviata anche al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e alle ambasciate degli Stati che hanno diritti o interessi nel Porto Franco, che è stato creato come ente di Stato del Territorio Libero di Trieste dal Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 (artt. 4, 21, 22, 48 n. 5, 78 n.7 ed Allegati I, VI, VII,VIII, IX, X).

I Governi cui è stata trasmessa la documentazione sono quelli di Stati Uniti, Regno Unito, Russia, Francia, Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania, Bielorussia, Ucraina. Kazakistan, Slovenia , Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Grecia, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Oman, altri Paesi arabi, Messico, Brasile ed altri Paesi del Centro e sud America, Canada, Australia, Cina, Taiwan, Giappone, India ed altri Paesi della regione.

Le norme sull’attuale Territorio Libero di Trieste sono parte costitutiva vigente sia dell’ordinamento internazionale, sotto garanzia diretta del Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite (v. anche: U.S. Department of State – Treaties in force, 2013), sia dell’ordinamento italiano, ove sono poste sotto garanzia costituzionale (L. n. 811/1947; D.L.C.P.S. n. 1430/1947; L. n. 3054/1952; artt. 10, primo comma e 117, primo comma Cost.).

Le stesse norme di diritto internazionale stabiliscono anche il regime del Porto Franco internazionale di Trieste (Allegato VIII al Trattato di Pace), inclusi i diritti di utilizzo e gestione da parte degli altri Stati e l’obbligo del Governo amministratore fiduciario italiano di attuarne nel regime provvisorio di cui all’allegato VII del Trattato gli articoli da 1 a 20 sotto vigilanza di una Conferenza consultiva internazionale (Memorandum di Londra, art. 5 e scambio di lettere).

Il Movimento Trieste Libera contesta che il Governo italiano vìola il mandato di amministrazione fiduciaria simulando sovranità dello Stato italiano e soffoca il Porto Franco di Trieste per favorire i porti italiani.

La lettera al Ministro Lupi è accompagnata perciò dalla “Diffida internazionale” sugli obblighi e i diritti del Porto Franco di Trieste che il Movimento ha presentato a Vienna il 9 settembre 2014 per la stampa austriaca, i corrispondenti stranieri e gli addetti stampa delle ambasciate accreditate in Austria, suscitando vivo interesse (leggi qui notizia e documenti).

Nella comunicazione a Lupi il presidente del Movimento, Roberto Giurastante, chiede ora che il problema venga affrontato senza più equivoci sia dal Ministro che dall’intero Consiglio dei Ministri del Governo amministratore fiduciario italiano.

Qui sotto potete leggere la lettera a Lupi, ai Governi interessati ed al Consiglio di Sicurezza, ed i relativi allegati. Il Governo italiano avrà quindi difficoltà crescenti a non rispondere, od a dare risposte politiche antigiuridiche.

Tutti i materiali sono stati inoltre inviati in italiano e in inglese anche alle agenzie, testate e corrispondenti della stampa internazionale ed alla stampa italiana e locale.

Questo ha consentito anche di valutare i livelli di censura stampa e disinformazione con cui il corrotto sistema politico italiano tenta ancora di coprire le proprie violazioni dei diritti dei cittadini del Territorio Libero di Trieste.

Ancora censure stampa e disinformazione contro Trieste Libera

È da mesi che a fronte dei successi crescenti delle battaglia legale e politico-diplomatica internazionale del Movimento Trieste Libera per i diritti del Territorio Libero di Trieste l’apparato politico italiano sta aumentando la censura stampa, la diffusione di notizie false e la propaganda sulle iniziative marginali di un gruppo d’imitazione creato e finanziato a questo scopo (“Territorio Libero 3”). Questa campagna italiana di censura e disinformazione influenza ora non solo i media italiani, ma anche media della Slovenia.

Il 7 ottobre infatti sia media italiani che quelli sloveni, ed in particolare l’agenzia ufficiale STA, hanno censurato la notizia dell’azione politico-diplomatica del Movimento Trieste Libera verso il Ministro Lupi, il Governo italiano e i Governi dei Paesi che hanno interessi e diritti sul Porto Franco internazionale di Trieste. Gli stessi media hanno invece propagandato una distribuzione di volantini fatta lo stesso giorno a Londra da una ventina di attivisti (spacciati per 150) del gruppo imitatore.

I criteri, gli strumenti e i collaboratori della campagna disinformativa posta in atto dagli interessi italiani contro il Movimento Trieste Libera e contro i diritti della popolazione di Trieste sono quindi sempre più evidenti.

Documenti:

La lettera al ministro, in italiano:  1.lettera_al_Ministro_Lupi

La lettera al ministro, in inglese: 2.letter_to_Minister_Lupi

La diffida in italiano: 3.diffida_internazionale_porto

La diffida in inglese: 4.international_formal_notice_port

Dirottamento italiano dei traffici: 5.Dirottamento_Porti-Port_Deviation

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