Trieste Libera

TLT ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO

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A STRASBURGO IL RICORSO CONTRO LE SENTENZE DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA ITALIANA  SUL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

È stato presentato alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (CEDU) il ricorso contro le due sentenze della giustizia amministrativa italiana sulle elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia. Le sentenze sono la n. 530/2013 del T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) per il Friuli Venezia Giulia, e la n. 1350/14 del Consiglio di Stato.

Il T.A.R. con sentenza del 28 ottobre 2013 aveva rigettato il ricorso presentato da 57 cittadini di Trieste che avevano impugnato l’atto con cui erano state indette le elezioni della Regione Friuli Venezia Giulia in un altro Stato, il Territorio Libero di Trieste.

Nel ricorso veniva contestata la stessa legge istitutiva della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia (Legge Costituzionale 1/63): 

«per carenza assoluta di titolo e per radicale anticostituzionalità per la parte che aggrega alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “entro l’unità della Repubblica italiana, una e indivisibile” anche i Comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico, che non appartengono al territorio nazionale italiano, e sono soggetti a diverso regime specifico di diritto internazionale».

[NOTA: studi successivi hanno rivelato che la Legge Regionale è stata estesa al Territorio Libero di Trieste dal Commissario Generale del Governo nel 1964. Egli ha quindi esercitato un legittimo potere conferitogli dal Governo amministratore italiano].

La costituzione della Regione (peraltro prevista dalla Costituzione italiana entro i confini nazionali al 1 gennaio 1948, che non includono Trieste) non altera lo status dei sei Comuni così aggregati. Essi sono e restano comuni del Territorio Libero di Trieste, soggetti alla sub-amministrazione civile provvisoria del Governo italiano (Memorandum d’Intesa di Londra del 1954) in esecuzione del Trattato di Pace di Parigi del 1947 tra le Potenze Alleate ed Associate e l’Italia.

All’art 21 ed allegati questo strumento di rango internazionale ha costituito e normato il Territorio Libero di Trieste: una legge regionale di uno dei firmatari non può emendarlo. Soprattutto se è la legge regionale dello Stato sconfitto, vincolato dal suo stesso ordinamento a rispettare quel Trattato.

Trieste, quale nuovo stato indipendente sotto garanzia delle Nazioni Unite, ha proprio territorio, popolazione e Governo, nonché leggi elettorali diverse da quelle degli altri Stati (Italia inclusa).

Il rigetto da parte del T.A.R. (sentenza n. 530/2013) era basato su motivazioni politiche antigiuridiche, sostenendo l’inesistenza giuridica del Territorio Libero di Trieste e denunciando Roberto Giurastante quale ricorrente principale per l’opinione espressa come “eversore” perché concreterebbe reati contro lo Stato italiano punibili con pene sino a 12 anni di carcere.

La denuncia del T.A.R. aveva lo scopo evidente di reprimere il diritto di opinione, di parola e di azione politica e giudiziaria del ricorrente e di ogni cittadino del Territorio Libero. La sentenza del T.A.R. veniva quindi impugnata davanti al Consiglio di Stato che la confermava integralmente con la sentenza n. 1350/14 del 18 marzo 2014.

La sentenza del T.A.R. veniva poi utilizzata dalla magistratura penale italiana che apriva indagini contro il ricorrente ed altri cittadini di Trieste che sostenevano i diritti del Territorio Libero incriminandone 56 in due procedimenti penali.

All’Italia viene ora contestata la violazione degli articoli 6, 7, 9, 10, 13, 14 della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo (violazione dell’equo processo, libertà di espressione e di opinione, divieto di discriminazione e razziale), per avere avviato una vera e propria persecuzione giudiziaria nei confronti di decine di cittadini di Trieste che hanno chiesto il rispetto dei loro diritti sanciti dal Trattato di Pace del 1947.

Tali violazioni di diritti individuali sono inoltre organizzate e commesse da organi politici e giudiziari dello Stato italiano allo scopo di violare con la forza il diritto internazionale, l’ordinamento del Territorio Libero di Trieste, e lo stesso ordinamento italiano, imponendo una simulazione di sovranità al Territorio Libero e privando così i tutti i suoi cittadini dei loro diritti fondamentali e speciali, incluso il diritto di cittadinanza, che derivano dallo status di Trieste.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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