Movimento Trieste Libera

Trieste Libera diffida Roma da Vienna sul Porto Franco internazionale

PRESENTATA A VIENNA ED INVIATA A ROMA E ALL’ONU IL 9 SETTEMBRE
Diffida: l’Italia viola i Trattati bloccando il Porto Franco internazionale di Trieste
PROPOSTA LA REVOCA DEL MANDATO DI AMMINISTRAZIONE FIDUCIARIA

Martedì 9 settembre [2014] il Movimento Trieste Libera (Bewegung Freies Triest – Gibanje Svobodni Trst – Free Trieste Movement) ha inviato al Governo italiano e comunicato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite un «Atto di diffida – Formal Notice» sulla gestione del Porto Franco internazionale di Trieste, e lo ha presentato lo stesso giorno a Vienna in conferenza stampa per i giornalisti austriaci, i corrispondenti esteri e gli addetti stampa delle ambasciate.

Il Porto Franco internazionale di Trieste è stato istituito dal Trattato di pace del 1947 come ente di Stato (State corporation) del Territorio Libero di Trieste (Free Territory of Trieste – Svobodno Tržaško Ozemlje), posto sotto garanzia diretta dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed affidato dal 1954 all’amministrazione fiduciaria provvisoria del Governo italiano, che ha anche l’obbligo di mantenere il Porto Franco internazionale secondo le norme del Trattato (Allegato VIII -articoli da 1 a 20).

Il Trattato di pace dà diritto a tutti gli Stati del mondo di utilizzare senza discriminazioni il Porto Franco di Trieste ed il suo regime di zona franca internazionale per le loro navi, merci, industrie, banche ed assicurazioni.

Svizzera, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia hanno anche il diritto di immatricolare le proprie navi in registri speciali del Territorio Libero di Trieste, e di partecipare alla Commissione internazionale di controllo del Porto Franco di Trieste assieme a Francia, Regno Unito, USA, Russia ed altri Stati successori dell’URSS, Slovenia ed altri Stati successori della Jugoslavia, Italia, Polonia.

Ma il Governo italiano viola il mandato fiduciario internazionale simulando la sovranità dello Stato italiano su Trieste, e paralizza il Porto Franco e i diritti degli altri Stati per deviare i traffici centroeuropei sui porti della penisola italiana a danno dei porti di Trieste, di Koper (Slovenia) e di Rijeka (Croazia).

Il Movimento Trieste Libera, che è la maggiore organizzazione politica dei cittadini di Trieste, ha già formalizzato nel giugno 2013 al Governo italiano, alle Nazioni Unite ed ai Paesi interessati principali un “Atto di reclamo e messa in mora – Complaint and notice of default” che riassume in 20 cartelle di analisi la situazione giuridica ed economica del Territorio Libero di Trieste le violazioni italiane del mandato e le richieste di Trieste Libera, ed ha suscitato attenzione diplomatica internazionale crescente anche se silenziosa.

Ora l’ «Atto di diffida – Formal Notice», ricollegandosi all’atto precedente, chiede in 36 pagine di motivazione giuridica ed economica che il Governo italiano rispetti immediatamente gli impegni del mandato fiduciario sul Porto Franco internazionale, quindi verso il Territorio Libero di Trieste e gli altri Stati interessati, e che in caso contrario il Consiglio di Sicurezza affidi il mandato al Governo di uno Stato che non abbia conflitti di interesse (Austria, Svizzera, USA e Regno Unito) o ad un’Authority delle Nazioni Unite.

L’ «Atto di diffida – Formal Notice» contiene anche le procedure corrette e le proposte articolate di decreto che il Governo amministratore italiano dovrebbe adottare per adempiere al mandato internazionale sul Porto Franco.

Nella conferenza stampa di Vienna, che si è svolta nella sala dedicata a Karl Kraus davanti alla Hofburg, il portavoce dell’organizzazione Paolo G. Parovel ha precisato che il Movimento Trieste Libera non ha rivendicazioni verso Slovenia o Croazia ed esige l’attuazione dei diritti di Porto Franco per Trieste e per tutta la Comunità internazionale, alla quale chiede l’attenzione politico-diplomatica e di stampa che è necessaria per realizzarli.

L’iniziativa di Vienna, pubblicizzata dall’agenzia ufficiale APA ad oltre 14.000 indirizzi stampa di tutto il mondo, ed i documenti distribuiti in tedesco ed inglese a 375 fra giornalisti ed ambasciate, hanno incontrato forte interesse, confermato già dai primi esiti della rassegna stampa. La conferenza stampa è stata affiancata da un info-point esterno con le pubblicazioni a stampa ed in rete “La Voce di Trieste” e “Trieste Libera news”.

Il Presidente di Trieste Libera, Roberto Giurastante ha sottolineato che il gruppo di rappresentanza del Movimento in Austria aumenta e lavora bene, e che ora Trieste non è più isolata perché si incomincia a riparlarne a livello internazionale per la prima volta dal 1954, ma finalmente sulle basi giuridiche ed economiche serie elaborate dal Movimento per un’azione politico-diplomatica internazionale che nessuno aveva mai svolto prima.

Il Movimento Trieste Libera darà altre informazioni ai media di Trieste in conferenza stampa venerdì 12 settembre, alle 11, nella sede di piazza della Borsa 7. La conferenza stampa è riservata ai giornalisti.

Dopo la conferenza stampa verranno pubblicati anche in rete gli atti in tedesco, italiano ed inglese presentati a Vienna. Nell’illustrazione di questo articolo trovate intanto la rappresentazione grafica degli assi di traffico che Roma ed i partiti italiani tentano di dirottare sui porti della penisola italiana.

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2 pensieri su “Trieste Libera diffida Roma da Vienna sul Porto Franco internazionale

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