Movimento Trieste Libera

NAZIONALISMO ITALIANO E TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

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Una delle reazioni più attive contro il risorgente indipendentismo triestino è stata quella del fronte nazionalista italiano. Si è trattato non tanto di una pura e semplice opposizione totale all’idea del ripristino del Territorio Libero, che di fronte alla condizione sempre più disperata dello Stato italiano in profonda recessione non troverebbe proseliti neanche tra i più ferventi sostenitori del tricolore, ma di un tentativo di fare naufragare le legittime richieste espresse dal Movimento Trieste Libera,  rappresentativo di tutti i triestini che si riconoscono nella validità del Trattato di Pace e da cui sono partite tutte le denunce presentate a livello internazionale sulla questione del Territorio Libero, avviando una intensa campagna di denigrazione allo scopo di screditarlo e di spaccarlo dall’interno.

L’operazione preparata già nel 2012 era stata decisa a seguito dell’adesione sempre più massiccia della cittadinanza alle manifestazioni di Trieste Libera. Si trattava in breve di attivare degli infiltrati inseriti nel Movimento per creare una frattura interna che portasse alla contestazione della linea politica fino a quel momento seguita. Nel contempo bisognava bloccare le fonti di finanziamento distraendo, sempre con i propri elementi di fiducia, i fondi da destinare ad un possibile gruppo antagonista. In questo modo si sarebbero rallentate (o auspicabilmente eliminate) anche le azioni legali sostenute dal Movimento e che stavano portando all’avvio di cause internazionali scomodissime per le autorità italiane.

Tutto questo naturalmente coordinato da strutture dello Stato italiano che sono attive ai confini orientali; strutture spesso super segrete e deviate quali la rete di Gladio 2 e che non sono mai state realmente smantellate. Le si sono viste all’opera a più riprese in queste zone e riemergono dalle profondità in cui si nascondono ogni volta che ve ne è la necessità: compito principale destabilizzare l’area dell’ex Jugoslavia sostenendo le rivendicazioni nazionalistiche italiane.

L’analisi qui di seguito è utile per inquadrare quanto accaduto al principale Movimento popolare triestino che si batte per il riconoscimento dei diritti dei cittadini del TLT.

QUESTIONE TRIESTE – TERRITORIO LIBERO

MOVIMENTO TRIESTE LIBERA: SCISSIONE

Il Movimento Trieste Libera (MTL da qui in avanti) è il principale gruppo politico di Trieste. Si batte per il riconoscimento dello status giuridico del Territorio Libero di Trieste deciso dal Trattato di Pace del 1947 quale Stato indipendente in attuale regime di amministrazione civile provvisoria affidata per la Zona A al Governo italiano con il Memorandum di Intesa di Londra del 5 ottobre del 1954 ed estesa al Porto Libero di Trieste (riconosciuto dalla XVIª Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite).

MTL ha basato i suoi interventi su denunce dirette alle autorità italiane e alle Nazioni Unite chiedendo il ripristino del regime di amministrazione civile provvisoria che l’Italia ha sostituito con una propria sovranità di fatto iniziata nel 1963 con l’incorporazione della Zona A del TLT nel territorio della Repubblica italiana (a seguito della costituzione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia).

Nel 1977 la Zona A del TLT diventa secondo le autorità italiane definitivamente territorio sotto sovranità dello Stato italiano a seguito della ratifica del Trattato di Osimo accordo bilaterale con la Jugoslavia.

MTL non riconosce la validità del Trattato di Osimo e la sovranità della Repubblica italiana sulla Zona A del TLT. Le richieste di MTL riguardano la sola Zona A del TLT con il Porto Franco di Trieste, non spingendosi ad affrontare la questione della Zona B a seguito del mutamento dello Status giuridico di quest’ultima avvenuto nel 1992 con l’incorporazione nelle neonate Repubbliche di Slovenia e di Croazia.

MTL ha ottenuto risultati crescenti non riconoscendo la sovranità italiana e facendo sollevare il difetto di giurisdizione da centinaia di cittadini davanti ai giudici italiani. Il 15 settembre del 2013 MTL ha ottenuto la partecipazione di migliaia di persone (circa 8.000) al corteo per l’anniversario dell’indipendenza del TLT.

L’azione di MTL è ritenuta dallo Stato italiano destabilizzante. Il Movimento è costantemente tenuto sotto controllo e dopo il 15 settembre del 2013 sono state intensificate le misure di contrasto per bloccarne o ostacolarne le attività.

Le azioni di contrasto più efficaci sono state condotte prevalentemente dall’interno dello stesso Movimento sfruttandone i punti deboli già individuati e utilizzando a tale scopo persone inserite a vari livelli nel gruppo. Le infiltrazioni sono iniziate fin dalla creazione di MTL e rafforzate poi seguendo la crescita del Movimento.

Sfruttando questi elementi è stata innescata una crisi ai fini di, da una parte, danneggiare pesantemente l’immagine pubblica del Movimento, e dall’altra per aprire la strada alla partecipazione alle elezioni amministrative italiane del 2016. Un duplice obiettivo che si traduce in pratica nel tentativo di smantellamento dell’attuale Movimento indipendentista e nella sua trasformazione in un più morbido gruppo autonomista sul tipo della defunta Lista per Trieste.

MTL risulta collegato ad una charity di diritto inglese denominata TRIEST NGO in cui sono presenti gli stessi fondatori di MTL. A seguito della scissione in corso sono stati estromessi da TRIEST NGO i componenti di MTL che si definiscono “lealisti” ovvero che sostengono la causa dell’indipendenza della Zona A del TLT senza compromessi con l’Italia.

TRIEST NGO registrata a Londra dovrebbe portare avanti a livello internazionale le cause giudiziarie a difesa dei cittadini della Zona A del TLT ma su questo si possono ormai avere fondati dubbi. Dopo la scissione TRIEST NGO risulta infatti essere sotto controllo del gruppo dissidente che punterebbe a riaprire la questione della Zona B in collaborazione con il nuovo gruppo derivante dalla scissione di MTL e chiamato “Movimento Territorio Libero 3” anche organizzando azioni destabilizzanti contro  Slovenia e Croazia.

Gli scissionisti si dissociano dalla posizione non interventista di MTL per la questione della Zona B (di cui è riconosciuta a livello internazionale la sovranità a Slovenia e Croazia) e hanno assunto una linea molto simile a quella dei gruppi nazionalisti italiani finanziati dall’Italia.

Tratto dal blog “Ambiente e legalità” di Roberto Giurastante

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