Trieste Libera

NAZIONALISMO ITALIANO E TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

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Una delle reazioni più attive contro il risorgente indipendentismo triestino è stata quella del fronte nazionalista italiano.

Non si è trattato nemmeno di una pura e semplice opposizione totale all’idea che il Territorio Libero esiste dal 1947, del resto di fronte alla condizione sempre più disperata dello Stato italiano in profonda recessione nemmeno i più accaniti sostenitori del tricolore troverebbero sostenitori per una simile ed anacronistica propaganda.

Quello a cui abbiamo assistito è un tentativo di fare naufragare le legittime richieste del Movimento Trieste Libera, rappresentativo di tutti i triestini che chiedono i loro diritti stabiliti dal Trattato di Pace e da cui sono partite tutte le denunce presentate a livello internazionale sulla questione triestina.

I nazionalisti hanno avviato una intensa campagna di denigrazione per screditare Trieste Libera e spaccarla dall’interno.

L’operazione preparata già nel 2012 era stata decisa a seguito dell’adesione sempre più massiccia della cittadinanza alle manifestazioni di Trieste Libera.

Si trattava in breve di attivare degli infiltrati inseriti nel Movimento per creare una frattura interna che portasse alla contestazione della linea politica fino a quel momento seguita.

Nel contempo bisognava bloccare le fonti di finanziamento del Movimento, che esiste grazie a donazioni e lavoro volontario. Bisognava distrarne i fondi, sempre con gli “elementi di fiducia” possibilmente per destinarli ad un gruppo antagonista.

In questo modo si sarebbero rallentate (o auspicabilmente eliminate) anche le azioni legali sostenute da Trieste Libera, che stavano portando all’avvio di cause internazionali scomodissime per le autorità italiane.

Tutto questo naturalmente coordinato da strutture dello Stato italiano che sono attive ai confini orientali; strutture spesso super segrete e deviate quali la rete di Gladio 2 e che non sono mai state realmente smantellate.

Le si sono viste all’opera a più riprese in queste zone e riemergono dalle profondità in cui si nascondono ogni volta che ve ne è la necessità: compito principale destabilizzare l’area dell’ex Jugoslavia sostenendo le rivendicazioni nazionalistiche italiane.

L’analisi qui di seguito è utile per inquadrare quanto accaduto al principale Movimento popolare triestino. Si tratta di Trieste Libera, che si batte per la legalità e il diritto nell’attuale Territorio Libero.

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QUESTIONE TRIESTE – TERRITORIO LIBERO
MOVIMENTO TRIESTE LIBERA: SCISSIONE

Il Movimento Trieste Libera (MTL da qui in avanti) è il principale gruppo politico di Trieste. Si batte per i diritti del Territorio Libero di Trieste, costituito dal 1947 quale Stato indipendente con un Porto Franco internazionale. Dal 1954 l’amministrazione dell’attuale Territorio Libero (Zona A) è sub-affidata al Governo italiano su mandato dei Governi di Stati Uniti e Regno Unito per conto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

MTL ha basato i suoi interventi su denunce dirette alle autorità italiane ed internazionali.

Le autorità italiane sono interpellate in base al Memorandum di Londra, fonte del mandato di amministrazione civile provvisoria (che i funzionari locali hanno sostituito con una simulazione di sovranità). A livello internazionale il principale interlocutore è il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, garante dell’integrità e dell’indipendenza del Territorio Libero in base alla Risoluzione S/RES/16 (1947).

Secondo le autorità italiane, dal 1977 la Zona A del TLT fa parte dello Stato italiano a seguito della ratifica del Trattato di Osimo accordo bilaterale con la Jugoslavia. MTL tuttavia ha studiato il Trattato di Osimo: all’articolo 7 esso conferma il Memorandum di Londra.

Le richieste di MTL riguardano la sola Zona A del TLT con il Porto Franco internazionale. La questione della Zona B è chiusa a seguito del mutamento dello Status giuridico di quest’ultima avvenuto nel 1992 con il riconoscimento quale territorio sovrano delle neonate Repubbliche di Slovenia e di Croazia.

MTL ha ottenuto risultati crescenti contestando la simulazione di sovranità e facendo sollevare il difetto di giurisdizione da centinaia di cittadini davanti ai giudici italiani. Il 15 settembre del 2013 MTL ha ottenuto la partecipazione di migliaia di persone (circa 8.000) al corteo per l’anniversario dell’indipendenza del TLT.

L’azione di MTL è ritenuta destabilizzante per gli affari della “camorra nazionalista” locale. Il Movimento è costantemente tenuto sotto controllo e dopo il 15 settembre del 2013 sono state intensificate le misure di contrasto per bloccarne o ostacolarne le attività.

Le azioni di contrasto più efficaci sono state condotte prevalentemente dall’interno dello stesso Movimento sfruttandone i punti deboli già individuati e utilizzando a tale scopo persone inserite a vari livelli nel gruppo. Le infiltrazioni sono iniziate fin dalla creazione di MTL e rafforzate poi seguendo la crescita del Movimento.

Sfruttando questi elementi è stata innescata una crisi ai fini di, da una parte, danneggiare pesantemente l’immagine pubblica del Movimento, e dall’altra per aprire la strada alla partecipazione alle elezioni amministrative italiane del 2016.

Un duplice obiettivo che si traduce in pratica nel tentativo di smantellamento del Movimento legalitario e nella sua trasformazione in un più morbido gruppo autonomista sul tipo della defunta Lista per Trieste.

MTL risulta collegato ad una SRL di diritto inglese denominata TRIES in cui sono presenti gli stessi fondatori di MTL. A seguito della scissione in corso sono stati estromessi da “TRIEST NGO” i componenti di MTL che si definiscono “lealisti” ovvero che sostengono la causa dell’attuale Territorio Libero senza compromessi con l’Italia.

TRIEST NGO registrata a Londra dovrebbe portare avanti a livello internazionale le cause giudiziarie a difesa dei cittadini dell’attuale TLT ma su questo si possono ormai avere fondati dubbi. Dopo la scissione TRIEST NGO risulta infatti essere sotto controllo del gruppo dissidente che punterebbe a riaprire la questione della ex Zona B in collaborazione con il nuovo gruppo derivante dalla scissione di MTL e chiamato “Movimento Territorio Libero 3” anche organizzando azioni destabilizzanti contro  Slovenia e Croazia.

Gli scissionisti si dissociano dalla posizione di MTL sulla ex Zona B (di cui è riconosciuta a livello internazionale la sovranità a Slovenia e Croazia) e hanno assunto una linea molto simile a quella dei gruppi nazionalisti italiani finanziati dall’Italia.

Tratto dal blog “Ambiente e legalità” di Roberto Giurastante

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