Movimento Trieste Libera

I BOMBARDAMENTI AEREI ITALIANI SU TRIESTE DAL 1915 AL 1917

La stele eretta dal Comune di Trieste nel cimitero di Servola a ricordo delle vittime del bombardamento aereo del 21 aprile 1916. 

Una pagina poco conosciuta della Prima Guerra mondiale di cui ricorre il centenario riguarda i bombardamenti aerei che la città di Trieste, primo porto dell’Impero austroungarico, dovette subire da parte dell’Italia.

Per Trieste il centenario della guerra di “liberazione” è spostato di un anno. Solo il 24 maggio del 1915 l’Italia scese in campo rinnegando la propria alleanza con gli imperi centrali e schierandosi con le Potenze dell’intesa (Regno Unito, Francia, Russia).

Trieste fu l’obiettivo principale delle offensive italiane. L’occupazione del primo porto austroungarico avrebbe significato mettere in ginocchio l’impero. Coloro che si presentavano come “liberatori” dall’oppressore austriaco non ebbero scrupoli nel procedere ad attacchi terroristici nei confronti di una città “aperta” mietendo numerose vittime tra la popolazione civile indifesa.

Era questo il biglietto da visita di uno Stato che con la violenza brutale della propria politica estera aveva raggiunto una faticosa unità nazionale. Di cui Trieste doveva rappresentare la tappa finale.

Da una cartolina postale dell’epoca (in dialetto) si può evincere il senso dei triestini per l’odiato nemico incarnato dal Re d’Italia (Vittorio Emanule III):

EL RE BOMBA !!!

Vittorio, el re bomba

El sarià ciamà,

Sto nome grazioso 

El ga merità.

Vittorio i canoni

Del suo militar,

Sun done e sun fioi

Ga fato sbarar

Adosso ai Zivili

Le bombe ghe romba,

Le bombe li mazza

Del ludro re bomba !

Vittorio dall’alto

Su cese e ospedali

El fa butar bombe,

Copar amalai !

E dai aeroplani

Adosso le piomba:

Xe degni regali

Del bravo re bomba !

CRONOLOGIA DEI BOMBARDAMENTI AEREI ITALIANI SU TRIESTE DAL 24 MAGGIO 1915 AL 24 OTTOBRE 1917 (dal bollettino di guerra austriaco con commenti dei giornali triestini dell’epoca)

7 luglio 1915. Aviatori italiani lanciarono bombe a Trieste senza recarvi danno rilevante.

Dall“Osservatore triestino” del 7 luglio 1915:

Avvertimento

Essendosi ripetuti in questi ultimi tempi attacchi di veicoli aerei nemici, è assolutamente necessario che venga osservata nel modo più scrupoloso l’ordinanza già emanata e che impone di tenere oscure di sera tutte le finestre della città.

Contravventori a questa disposizione si espongono alla più severa punizione.

Si avverte pure che all’apparire di aerei nemici è assolutamente necessario, nell’interesse della sicurezza della popolazione, di astenersi da ogni grido o esclamazione.

26 ottobre 1915 … attacco aereo italiano (su Trieste) che il 24 corrente senza fare danni materiali, uccise tre persone e ne ferì parecchie…

29 ottobre 1915. Un aeroplano italiano ha gettato bombe sul castello di Miramar.

5 novembre 1915. Un dirigibile italiano ha lanciato nuovamente bombe su Miramar.

15 marzo 1916. Aviatori italiani lanciarono bombe su Trieste senza causarvi danno.

18 aprile 1916. Sopra Trieste incrociarono due aviatori nemici che con getto di bombe uccisero due persone del ceto civile e altre cinque ne ferirono.

21 aprile 1916. Ieri nel pomeriggio sette aeroplani italiani lanciarono su Trieste venticinque bombe. Nove persone del ceto civile, fra le quali cinque bambini, furono uccise e cinque ferite. Il Convento dei Salesiani, nella chiesa del quale assistevano all’ufficio divino 400 bambini, è distrutto. Con questo attacco aereo il nemico ha perduto ogni diritto a pretendere riguardo qualsiasi per le sue città.

26 maggio 1916. Nella notte un’aeronave nemica lanciò numerose bombe su Trieste, ma esse né ferirono alcuno né arrecarono danni.

16 agosto 1916. La mattina del 15 agosto sette idroplani nemici, la maggior parte francesi, sotto la protezione di tre aeroplani francesi da battaglia e coperti da torpediniere e barche a motore nemiche ferme in alto mare, attaccavano Trieste. Nostri aeroplani salirono a combatterli. In combattimento aereo il tenente di vascello Banfield costrinse un aeroplano nemico a scendere in mezzo al golfo; gli aviatori erano probabilmente feriti. Inseguì poi un secondo aeroplano e lo fece precipitare di colpo a Miramar; gli aviatori giacquero morti; l’aeroplano, Sba 308, interamente sfracellato, fu recuperato da noi. Gli aviatori nemici lanciarono parecchie bombe sul porto senza recarvi danni degni di nota. Per quanto si sa, furono uccise due persone, una ferita gravemente, un’altra leggermente.

14 settembre 1916. Nel pomeriggio del 13 settembre una squadra aerea nemica composta di 18 Caproni, difesa da altri 3 aeroplani, operava un attacco contro Trieste. Per appoggiare l’operazione erano pronti nel golfo 6 torpediniere e due battelli a motore del nemico. Furono lanciate numerose bombe, ma non si arrecarono che lievissimi danni, di militari poi niente affatto. Per quanto è noto, restò lievemente ferito un uomo. Il tenente di vascello Banfield, venuto a combattimento aereo, costrinse un aeroplano di difesa nemico a scendere e ritirarsi dietro la linea nemica. Nostri aeroplani e batterie da difesa colpirono torpediniere nemiche.

14 ottobre 1916. Aviatori nemici lanciarono bombe sul porto vecchio di Trieste e in prossimità di Miramar senza causarvi danno qualsiasi. Furono inseguiti dai nostri idroplani e in tale incontro un aeroplano nemico fu costretto dal tenente di vascello Banfield a scendere a precipizio dietro le linee nemiche.

11 febbraio 1917. Aviatori italiani lanciarono bombe su Trieste…

11 marzo 1917. La notte scorsa aviatori italiani lanciarono bombe sulle città di Muggia, Isola e Pirano.

20 marzo 1917. Trieste fu fatta nuovamente bersaglio a bombe nemiche.

9 aprile 1917. La mattina dell’8 aprile (Pasqua) aeroplani nemici lanciarono bombe su Barcola e Sistiana. Nessun danno.

2 giugno 1917. Dal 31 maggio al 1 giugno… attacchi aerei nemici su Trieste e dintorni uccisero un ragazzo. Danni materiali non furono arrecati. Nell’inseguimento notturno il nostro vittorioso aviatore tenente di vascello Banfield riuscì ad abbattere un aeroplano nemico entro il raggio dell’avversario. Noi non abbiamo perduto alcun aeroplano.

2 giugno 1917. Aviatori italiani bombardarono Trieste e altre piazze istriane. A Trieste furono uccisi una donna e un ragazzo.

20 agosto 1917. Monitori nemici bombardarono la città aperta di Trieste uccidendo parecchi abitanti.

Dal “Lavoratore” del 20 agosto 1917

Trieste domenica

Una magnifica giornata di sole, il cielo splendidamente azzurro, il mare di cobalto, la campagna ridente: una voluttuosa domenica estiva che invitava al passeggio. E le vie formicolavano di gente, spiccavano le vesti chiare delle donne e dei bambini. Verso le 7 pomeridiane un cupo rimbombo, ripetuto dall’eco delle vallate, gettò l’allarme in tutta la popolazione. I colpi si ripeterono ad intervalli almeno 7 volte. La gente si riversò a frotte lungo le rive, i moli, scrutando il mare per vedere donde partivano quei colpi sinistri… si videro salire pennacchi di fumo. Insistente si sparse la voce di incendio, voce che non ebbe a confermarsi. Ma purtroppo ci furono parecchie vittime: due donne adulte, due ragazzine e due fanciulli, morti, dei quali furono identificati soltanto le due sorelline Gisella ed Eleonora Laurencich di 10, rispettivamente 14 anni. Abbiamo veduto la loro madre, pazza di dolore, che non poteva staccarsi dai cadaveri orrendamente mutilati, chiamandole per nome con dolci vezzeggiativi. Una scena straziante.

Parecchi furono i feriti, e precisamente: Carlo Bandas di 9 anni, con una grave ferita al fianco sinistro. Una bambina di 2 anni, di cui si ignora il nome, con gravi lesioni alla faccia e perdita di un occhio. La sedicenne Blasevich, con frattura complicata della gamba destra, amputata all’ospedale; il milite Kancion, con frattura complicata della mandibola e del mascellare; la madre del ragazzino Bandas, con ferite alla coscia destra; una donna di circa 20 anni, della quale si ignora il nome, ferita al cuore, in ostato gravissimo; un i. e .r. Tenente, con ferita gravissima all’addome, penetrante in cavità. Una donna, che spirò appena trasportata all’ospedale e non ancora identificata. Alcune case e ville furono danneggiate.

Il Lugotenente accompagnato dal cons. aulico dott. Mahkovec, si recò sul luogo, confortando i feriti, tra cui la povera Laurencich, che perdette le due figlie, lasciandole un importo di denaro.

I feriti furono tutti trasportati al civico ospedale, dove ebbero le prime cure dal primario dott. Gortan ed operati poi dal dott. D’Este.

Fra i feriti non gravi c’e pure la nipote del Console svedese signor de Lessow.

Esortiamo la popolazione a rimanere tranquilla ed a non allarmarsi. TRIESTE E’ UNA CITTA’ APERTA, cioè non fortificata e non può essere obietto di bombardamento.

27 agosto 1917. Trieste è stata nuovamente bombardata stamane alle 9 da una squadriglia di aeroplani italiani. Nella città interna caddero una ventina di bombe che arrecarono guasti materiali non irrilevanti. Due abitanti furono uccisi. Parecchi feriti.

29 agosto 1917. Trieste è stata nuovamente funestata da aviatori nemici. Le bombe lanciate sulla città non arrecarono danni degni di nota.

30 agosto 1917. Trieste veniva bombardata iermattina per la seconda, stamane per la terza volta in 48 ore da aeroplani nemici. Parecchi abitanti caddero vittime degli attacchi. Parecchie case private subirono guasti.

31 agosto 1917. Trieste fu attaccata ieri al meriggio per la quarta volta da aviatori nemici senza che ne venisse però danno degno di nota.

1 settembre 1917. Trieste fu fatta nuovamente bersaglio ad attacchi di aviatori italiani. Fu danneggiato il palazzo vescovile.

2 settembre 1917. Anche ieri la città aperta di Trieste fu più volte funestata da aviatori italiani che vi gettarono in tutto 70 bombe.

3 settembre 1917. Una squadra aerea che s’avanzava contro Trieste fu messa in fuga dai nostri idroplani prima di giungere alla meta.

Dall’”Osservatore triestino” del 5 settembre 1917

Notificazione

Torno a invitare istantaneamente gli abitanti di Trieste a osservare scrupolosamente, in caso di attacchi di aeroplani nemici, le seguenti misure di precauzione:

All’apparire di aeroplani nemici che ognuno può tosto discernere dal subentrare del fuoco di difesa le persone che trovanti sulla via si metteranno al riparo nei portoni delle case. Questi portoni saranno tenuti aperti fino all’ora di chiusura in modo da essere senz’altro accessibili. A persone che cercano riparo si concederà l’accesso in qualsiasi momento. In caso di minaccia immediata chi non fa in tempo a mettersi al sicuro si stenda al suolo.

Durante attacchi aerei sono assolutamentevietati agglomeramenti su vie e piazze.

Non si salga sui tetti né si vada sui balconi. Lo stare alle finestre è pericoloso per la dispersione obliqua ascendente prodotta dall’esplosione delle bombe.

I più esposti essendo le abitazioni di soffitta e i piani superiori, quegli inquilini scenderanno, durante l’attacco aereo, nei piani inferiori o nell’atrio della casa. In case di bassa struttura si approfitti delle esistenti cantine.

In modo corrispondente si insegni ai piccini come debbano comportarsi sulla via e in casa.

Bombe non esplose si lascino a terra senza toccarle e si comunichi tosto al prossimo appostamento di guardia di sicurezza il luogo dove si sono trovate. Io mi attendo che, attenendosi esattamente alle disposizioni che di caso in caso verranno prese dagli organi dell’Autorità, la popolazione di Trieste concorrerà a ridurre al minimo possibile il pericolo sovrastante in caso di attacchi aerei.

Trieste, il 1 settembre 1917

L’I.r. Luogotenente

Dr. barone de Fries-Skene m.p.

4 settembre 1917. Trieste è stata di nuovo attaccata da aviatori italiani.

5 settembre 1917. Trieste fu riattaccata due volte da aviatori italiani.

6 settembre 1917. Trieste è stata nuovamente bersaglio a due attacchi aerei italiani.

7 settembre 1917. Gli attacchi di aeroplani nemici alla città aperta di Trieste vengono facendosi l’avvenimento di ogni giorno.

12 settembre 1917. Giorno per giorno vengono ripetendosi gli attacchi aerei italiani contro Trieste.

24 settembre 1917. Su Trieste fu tentato un nuovo attacco aereo, ma fu sventato da nostri aeroplani e cannoni antiaerei.

Il 24 ottobre con lo sfondamento austro-tedesco di Caporetto (Kobarid) e la conseguente disfatta dell’esercito italiano in precipitosa ritirata fino al Piave, finisce l’incubo dei bombardamenti italiani a Trieste.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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