Movimento Trieste Libera

NATURA INTRINSECAMENTE E DICHIARATAMENTE EVERSIVA

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La Procura della Repubblica di Trieste ha terminato le indagini preliminari sulla manifestazione a difesa del Porto Franco di Trieste organizzata il 10 febbraio 2014 dal Movimento Trieste Libera.

Diciannove gli indagati per i quali viene ora richiesta la condanna con l’accusa di avere partecipato ad una manifestazione non autorizzata con la quale sarebbero stati bloccati i varchi di accesso al Porto Franco Nord per circa dieci ore.

La manifestazione era stata organizzata da Trieste Libera proprio per denunciare l’illegittima sospensione del regime speciale del Porto Franco di Trieste (ente di Stato del Territorio Libero di Trieste ai sensi del Trattato di Pace del 1947 e della Risoluzione S/RES/16 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite) da parte del Commissario del Governo che rappresenta il governo amministratore italiano nell’attuale TLT.

Il P.M. Federico Frezza ha quindi accusato 19 tra i circa 400 manifestanti di avere organizzato una adunata sediziosa con violazione delle leggi di pubblica sicurezza e, non riconoscendo la sovranità dello Stato Italiano sul porto e sulla città di Trieste, di avere preso parte ad una manifestazione di “natura intrinsecamente e dichiaratamente eversiva”.

Le leggi di pubblica sicurezza in base alle quali viene formulato il capo d’accusa sono sone quelle speciali del Regno d’Italia risalenti al 1931, e quindi leggi dello Stato fascista che sono vietate nell’attuale Territorio Libero di Trieste in virtù della sua indipendenza, del Trattato di Pace che la sancisce e degli Ordini del suo primo governo Britannico-Statunitense.

I reati contestati sarebbero stati inoltre commessi all’interno del Porto Franco di Trieste, che a maggior ragione si trova al di fuori della giurisdizione della stessa autorità giudiziaria italiana (il Memorandum d’Intesa di Londra stabilisce il regime minimo per la sua amministrazione in base agli articoli 1-20 dell’Allegato VIII del Trattato di Pace) e l’Autorità Portuale – ente che amministra provvisoriamente il Porto Franco – non ha presentato alcuna denuncia nei confronti dei manifestanti.

I cittadini del Territorio Libero così ingiustamente accusati per avere difeso la legalità internazionale violata a Trieste dalle autorità italiane stanno per essere sottoposti ad un processo che sul banco degli imputati in realtà non vedrà loro, ma lo Stato italiano. Che per condannarli dovrebbe affermare la sua inesistente sovranità sull’attuale Territorio Libero di Trieste, violando non solo i diritti dei cittadini del TLT, ma soprattutto calpestando i diritti di oltre venti paesi su quello stesso Porto Franco che le autorità italiane vorrebbero dare in pasto alle mafie, e gli imputati stavano difendendo.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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