Movimento Trieste Libera

CENTIMETRO DOPO CENTIMETRO

L’AFFERMAZIONE DEI DIRITTI DEI CITTADINI DEL TERRITORIO LIBERO ATTRAVERSO LA DURA BATTAGLIA GIUDIZIARIA IN CORSO

La recente nuova ordinanza del Giudice Piero Leanza del Tribunale di Trieste sul difetto di giurisdizione dell’autorità giudiziaria dello Stato italiano operante nella Zona A del Territorio Libero di Trieste, consolida un cambio di orientamento sulla “questione Trieste” ovvero sull’irrisolto problema della sovranità della Repubblica italiana su Trieste e sul Porto Libero di Trieste.

Nell’ordinanza del 7 maggio il Giudice Leanza ribadisce quanto aveva già affermato precedentemente il 19 marzo con altra ordinanza sullo stesso argomento: “… le limitazioni della sovranità dello Stato italiano – conseguenti alle vicende che hanno condotto alle pertinenti disposizioni del Trattato di Pace di Parigi, al Governo Militare Alleato ed al Memorandum di Intesa del 5 ottobre 1954 (che aveva constatato l’impossibilità di applicare concretamente le medesime disposizioni) – vanno considerate completamente superate a seguito del Trattato di Osimo del 1975 (divenuto efficace il 3 aprile 1977, al momento dello scambio degli strumenti di ratifica), con il quale l’Italia e la Jugoslavia hanno definitivamente disposto la ‘spartizione’ dell’ex Territorio Libero di Trieste, salvo il rispetto di quanto previsto nel Trattato di Pace del 1947 e nel Trattato di Londra del 1954, per quanto riguarda il porto franco.”…

Trieste sarebbe quindi divenuta parte del territorio della Repubblica italiana solo il 3 aprile del 1977 a seguito della ratifica del Trattato di Osimo da parte di Italia e Jugoslavia e le stesse leggi ed obblighi dello Stato italiano non avrebbero potuto essere imposte nella Zona A del TLT in amministrazione temporanea. Un’interpretazione questa che rischia davvero di riscrivere la storia di Trieste. E che determina per i cittadini del Territorio Libero la possibilità di vedersi riconoscere i danni per le violazioni dei diritti umani subite da parte di uno Stato che senza alcun potere si è sostituito all’amministratore provvisorio del territorio. Tra queste certamente una delle più gravi è quella che riguarda l’imposizione del servizio militare nelle Forze Armate Italiane ai triestini che ne erano esonerati dal Trattato di Pace.

Ma le ordinanze innovative del giudice Leanza non dicono solo questo. Affermano anche che le decisioni dell’autorità giudiziaria italiana che fino ad ora hanno rigettato l’eccezione sul difetto di giurisdizione – dichiarandola infondata – presentata da più cittadini del Territorio Libero non sono vincolanti. E quindi che la questione rimane e rimarrà sempre aperta fino a quando non vi sarà l’intervento di un organo di giustizia superiore e con potere di decidere. Un Tribunale internazionale quindi, oppure lo stesso Tribunale legittimo del TLT costituito ai sensi del Trattato di Pace del 1947, esattamente come è avvenuto durante l’amministrazione provvisoria del GMA (Governo Militare Alleato) dal 1947 al 1954.

Per rendere il giusto merito va ribadito che a questi risultati si è arrivati grazie alle opposizioni esercitate da alcuni cittadini di Trieste davanti all’autorità giudiziaria italiana. Se nessuno avesse avuto il coraggio di contestare l’autorità di quei giudici che si trovano ad esercitare senza mandato la giurisdizione nel tribunale della capitale del Territorio Libero, nessuna causa internazionale per il Territorio Libero di Trieste avrebbe mai avuto alcuna base giuridica.

Sono questi cittadini che stanno difendendo davvero la causa del Territorio Libero portandosi sulle spalle, e per tutti i 200.000 triestini che rimangono in attesa, il peso di una lotta epocale. Centimetro dopo centimetro sono loro che stanno conquistando il diritto al proprio Stato indipendente: ricordiamocelo.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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