Movimento Trieste Libera

ASSEDIO!!

safe_image-php_

Nella sera del 3 giugno abbiamo assistito all’inizio dell’assedio fisico contro Trieste Libera con la tentata occupazione della sede del Movimento. Il gruppo dissidente, quello guidato dai cosiddetti fondatori e che ha preso il controllo dei canali di comunicazione del Movimento (sito internet e account facebook) avviando una violentissima campagna di aggressione mediatica, ha intensificato l’azione e dopo avere organizzato un’assemblea farsa per dichiarare decaduti gli organi sociali legittimamente eletti nell’assemblea annuale dello scorso gennaio, ha provveduto a sostituire i componenti del Direttivo nominandone di nuovi e con questi un nuovo presidente.

Un golpe in pieno stile. Condotto con le armi di una propaganda menzognera da pura dittatura. Le autorità italiane sono state ad assistere inerti a quanto stava accadendo nonostante le dichiarate intenzioni dei golpisti di riprendersi con ogni mezzo la sede del Movimento da loro ritenuta occupata dai loro “avversari”, coloro che si riconoscono nel Direttivo in carica e non in quello imposto con l’atto di forza da questi dissidenti che usano i metodi delle squadracce fasciste.

Metodi utilizzati pure nel raid condotto il 3 giugno. Una trentina di persone si sono presentate all’ingresso della sede cercando di disattivare il sistema di apertura elettromeccanico della porta della sede. Non riuscendo ad entrare i facinorosi sono rimasti davanti all’ingresso della sede per oltre due ore, bloccando di fatto le persone che in quel momento vi si trovavano. La situazione è rimasta tesa fino all’arrivo dei Carabinieri che hanno fatto sgombrare il gruppo stazionante davanti alla sede.

I tentativi intimidatori in atto mirano a destabilizzare il Movimento Trieste Libera attaccandolo dall’interno e in maniera sempre più violenta. Una situazione ad alto rischio e che sembra volutamente sottovalutata dalle autorità italiane che sembrano attendere gli esiti di questa lotta intestina peraltro innescata ad arte da ambienti esterni.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.