Movimento Trieste Libera

Trieste Libera: i “golpisti” fanno anche i teppisti

Martedì (3.6.) sera e notte un gruppo “golpista” di ex aderenti a MTL ha tentato per ore, sotto la guida dello pseudo-presidente Vito Potenza, di occupare con la forza, tra grida e insulti, la sede del Movimento pretendendo di esserne il titolare legittimo. Le telecamere di sicurezza hanno anche registrato loro tentativi di effrazione attuati tentando di mandare in corto circuito le serrature elettroniche della porta centrale.

Il Movimento Trieste Libera denuncia i nuovi reati commessi con quest’azione teppistico-squadrista dagli stessi ex-dirigenti che, dopo essere stati sospesi od espulsi per fatti gravi, hanno scatenato in rete un campagna di diffamazione violentissima contro i dirigenti del Movimento, si sono impadroniti illegalmente del suo sito internet e della sua pagina facebook ufficiali, e spacciandosi per esso hanno convocato un’assemblea illegittima di circa 200 persone (la cifra di 400-500 è falsa, ed i soci sono quasi 3000) per farsene eleggere falsi rappresentanti.

Il Movimento Trieste Libera conferma che tra i fatti gravi per i quali quegli ex-dirigenti sono stati espulsi vi sono ammanchi di cassa, atti violenti, processi per truffa e legami con trafficanti di droga ed altro. Occorreva dunque fare pulizia.

Questo loro profilo è confermato dal loro ricorso sistematico non alla legge, ma alla violenza materiale e verbale, anche con linguaggi di minaccia mafiosi. Vito Potenza ha persino definito sulla stampa “un morto che cammina” il giornalista ed esponente di MTL Paolo G. Parovel, che ha scoperto e denunciato per primo quei loro legami equivoci ed i rapporti fra politici, appalti e mafie a Trieste.

I comportamenti incivili teppistico-squadristi di quel gruppo di persone configurano numerosi reati, sono inaccettabili in sé ed a Trieste, e confermano che i responsabili sanno bene che il Tribunale civile, al quale dovrebbero rivolgersi se ritengono di avere dei diritti da far valere, darebbe loro torto per le innumerevoli illegalità che hanno commesso e continuano a commettere.

Il Movimento Trieste Libera, lette le altre dichiarazioni di Vito Potenza alla stampa, precisa inoltre che: le cariche sociali non sono sfiduciate né decadute; il contratto di affittanza della sede non è intestato a Stefano Ferluga ma al Movimento in persona del presidente pro tempore; la seconda relazione d’indagine sugli ammanchi ha confermato quello di circa 60.000 euro stimato dalla prima; l’assemblea di bilancio del 21 giugno non è ordinaria ma straordinaria, convocata e gestita dal Presidente in carica Roberto Giurastante e dal direttivo legittimi escludendone i “golpisti”espulsi.

Il presidente ed il direttivo legittimi invitano perciò tutti i soci e simpatizzanti ad attendere con fiducia e fermezza la fine, tra breve, di questi violenti attacchi interno-esterni portati al Movimento da ambienti evidentemente ostili alla causa di Trieste Libera.

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