Movimento Trieste Libera

Trieste Libera sfida Cosolini e Dipiazza con l’arma dell’astensione attiva e passiva

Trieste Libera sfida Cosolini e Dipiazza con l’arma dell’astensione attiva e passiva

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A sorpresa, il ballottaggio del 19 giugno per la carica di sindaco di Trieste non ha più due soli concorrenti, Roberto Cosolini e Roberto Dipiazza. C’è anche un avversario politico esterno, il Movimento Trieste Libera, che li sfida ambedue con l’arma dell’astensione degli elettori e della successiva richiesta di commissariamento del Comune.

Al primo turno elettorale del 5 giugno Trieste Libera ha consigliato l’astensione passiva, che è stata scelta dal 47% degli elettori, e l’astensione motivata che gli attivisti hanno compiuto depositando al seggio elettorale un modulo che dichiara «l’illegittimità del sistema elettorale italiano nel Free Territory of Trieste sotto amministrazione provvisoria e l’inadeguatezza evidente dei candidati».

Le astensioni del 5 giugno hanno ridotto al 20% e 15% i consensi ottenuti dai due candidati, Dipiazza e Cosolini, ammessi al ballottaggio del 19 giugno, dove Trieste Libera li sfida con l’alternativa totale dell’astensione passiva ed attiva, proponendola così anche agli elettori che al primo turno avevano votato per le liste rimaste escluse.

Per l’astensione passiva infatti basta non andare a votare, mentre il modulo e le istruzioni per l’astensione attiva sono disponibili anche in rete sul sito di Trieste Libera (LINK), che dopo il 19 giugno aprirà la raccolta delle firme dei cittadini per il commissariamento del Comune, con altri moduli già predisposti.

Ufficio Stampa del Movimento Trieste Libera

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