Movimento Trieste Libera

AMBIENTE E TERRITORIO LIBERO

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Reisiger sbircia verso l’alto. Deve fermarsi. Questo, pensa, è un bosco profanato. Questi sono alberi, betulle, di tre o cinque anni. Che con la guerra non hanno nulla, nulla, nulla a che fare. Che non vogliono scegliere tra francesi e tedeschi. Che non odiano, non uccidono. Che se ne stanno solo lì, e a ogni primavera mettono le foglie, e fioriscono e in autunno perdono la chioma e con grande pazienza se ne stanno a gelare fino alla prossima primavera. Senza fretta. Animate forse da null’altro che dall’impulso di prendere il sole. E ora? – Ora le più grandi bestie che ci sono sulla terra, gli uomini, si sono buttate su queste inoffensive betulle. Un capriccio si è impadronito di questo bosco. Ed esso muore senza parole, e remissivo, come in nessun altro omicidio. Certo, c’è un pò di vento, e per questo gli alberi scrollano ancora un poco il capo. Ma i rami si sono già distesi e piegati. E le foglie starnutiscono e starnutiscono. E tutto questo non durerà più di ventiquatt’ore, poi ci saranno dei pali nudi. E tutto spoglio, perché così gli uomini hanno desiderato.
Edlef Köppen (Bollettino di Guerra)
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Nell’attuale fase della lotta per il riconoscimento del Territorio Libero di Trieste stanno emergendo le diverse anime dell’indipendentismo triestino.

Tutti coloro che si riconoscono nella causa hanno come comune denominatore la ricerca di quella libertà che significa indipendenza dallo Stato italiano visto come oppressore.

Una riscoperta dei propri diritti avvenuta rapidamente negli ultimi tre anni grazie al rifiorire di un indipendentismo molto più maturo capace di formare cittadini responsabili e ben consci dei propri diritti.

Ma l’unione delle forze non può portare al disconoscimento dei valori fondamentali in cui molti cittadini si identificano.

La mia battaglia per il TLT parte ad esempio da radici diverse rispetto ad altri. La difesa dell’ambiente, ovvero di un territorio martoriato da un’aggressione fatta di discariche, inquinamenti, e altre devastazioni ambientali, è sempre stata per me prioritaria.

Inquinamento significa distruzione della vita, anche quella degli uomini. Recuperare l’ambiente del Territorio Libero devastato da decenni di malgoverno in una guerra mai dichiarata ma attuata senza scrupoli è sempre stato, dal mio punto di vista, la base per costruire il futuro di un nuovo Stato della legalità. Uno Stato in cui la Natura sia il bene assoluto e prezioso da tutelare. Uno Stato in cui il cittadino viva in armonia con l’ambiente di cui egli è parte.

Le possibilità di concretizzare questo sogno stanno soltanto nella forza e capacità di azione di quel movimento crescente di reazione spontanea delle persone che nel disorientamento generale riescono a percepire l’essenza e la comunanza reali del problema, ed a reagire impegnandosi in vario modo sia nella difesa della natura che nella riscoperta spirituale di fondamenti etici, senza cadere nell’umoralità incompetente, nella speculazione politica ed economica e nei settarismi.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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