Trieste Libera

Testo dell’Ultimatum per il Porto Franco Internazionale di Trieste

NOTA: questa è una vecchia iniziativa (2013-2014) ampiamente superata.

Le nuove azioni per il ripristino della legalità nel Territorio Libero di Trieste e nel suo Porto Franco internazionale sono elencate ed aggiornate QUI.

Per la difesa del Porto Franco, in particolare, Trieste Libera sostiene (fino al Dicembre 2022) le adesioni ad una causa civile di accertamento. Per aderire o informarsi: LINK

8 dicembre 2013: manifestazione di Trieste Libera "Il futuro va in porto".

Trieste, 8 dicembre 2013. – Centinaia di triestini hanno partecipato alla manifestazione “Il futuro va in porto”. Al termine dell’evento è stato proclamato un “Ultimatum” per il ripristino dello status legale del Porto Franco internazionale di Trieste.

Trieste Libera chiede il ripristino del regime giuridico di questo prezioso strumento per garantire lavoro e benessere non solo a Trieste, ma a tutti gli Stati che vi hanno diritto in base al Trattato di Pace del 1947.

La scadenza dell’Ultimatum è stata fissata al 10 febbraio 2014. Entro allora il Movimento spera di ricevere risposte chiare e vedere azioni concrete da parte delle autorità coinvolte.

Il Trattato di Pace con l’Italia è uno strumento di diritto internazionale, prevalente su qualsiasi norma di diritto nazionale italiana. È questo Trattato a costituire il Territorio Libero, il suo Porto Franco internazionale ed il loro regime di amministrazione.

In base al Memorandum d’Intesa di Londra del 1954, il Governo italiano si è impegnato, in veste di Governo amministratore civile provvisorio del Territorio Libero di Trieste, ad amministrare Trieste in continuità con il precedente Governo Anglo-Americano. Questo impregno include il mantenimento in vigore tutte le leggi triestine ed il rispetto, in particolare, gli articoli da 1 al 20 dell’Allegato VIII (Strumento per il Porto Franco internazionale).

Trieste Libera chiede rispetto di 8 semplici punti:

1. Art.18.2 dell’Allegato VIII al Trattato di Pace con L’Italia: “Il Direttore non deve essere cittadino jugoslavo o italiano.”

Il direttore dovrà essere selezionato quanto prima previo bando internazionale super partes. Dovrà inoltre godere di tutti i poteri conferiti agli artt. 18, 19, 20.

2. Art.2.1: “Il Porto Franco è istituito ed amministrato come una corporazione di Stato del Territorio Libero, avente tutti gli attributi di persona giuridica”.

Dev’essere garantita la completa indipendenza dell’autorità amministrativa per il Porto di Trieste dalle amministrazioni italiane;

3. La sola forza di ordine pubblico consentita all’interno dei confini del Porto Franco potrà essere la Polizia Civile.

4. Art.2.2: “Tutte le proprietà statali e parastatali italiane nei limiti del Porto Franco saranno trasferite, senza pagamento, al Porto Franco”.

Va dunque verificato e completato il passaggio definitivo di tutte le proprietà suddette al Porto Franco, ente di Stato del TLT;

5. Art.17: I firmatari devono “garantire libertà di comunicazione postale, telegrafica e telefonica tra l’area del Porto Franco e tutti gli Stati”.

Il Porto Franco dovrà disporre di un proprio sistema di poste e telecomunicazioni, indipendente e svincolato da quelli del resto della Comunità Internazionale;

6. Art.7.1: “Il Direttore del Porto Franco può anche permettere l’elaborazione di merci”.

Va data con urgenza l’autorizzazione ad avviare elaborazione di merci, attività manifatturiere e di emporialità senza alcun vincolo. In particolare, l’inutilizzato Magazzino 26 dovrebbe essere adibito in tempi brevissimi ad incubatore di start-up nella zona franca;

7. Art.5.2: Le autorità non possono imporre “dazi doganali o pagamenti diversi da quelli imposti per servizi resi”.

Dev’essere quindi predisposta l’eliminazione di qualunque pagamento alle autorità amministrative italiane, ad eccezione di quelli per servizi resi. Questo include l’abolizione della sopratassa discriminatoria di cui all’art. 4 del DPR 107 del 28/5/2009;

8. Art.18.3: “In tutte le assunzioni di personale la preferenza deve essere data a cittadini del Territorio Libero”. A parità di competenze, la priorità è assicurare un lavoro ai cittadini del TLT.

Chiediamo a riguardo un incontro urgente con:

Autorità governative: Presidente del Consiglio dei ministri italiano, prefettura di Trieste, ministero italiano degli Esteri, ministero italiano delle infrastrutture e dei trasporti. Informalmente, capigruppo in parlamento.

Autorità amministrative: presidenza regione Friuli Venezia Giulia, presidenza provincia di Trieste. I sindaci dei Comuni di: Trieste/Trst, Muggia/Milje, Duino-Aurisina/Devin-Nabrežina, Dolina, Sgonico/Zgonik e Repentabor.

Attività produttive: Associazione spedizionieri, Rappresentanze dei lavoratori portuali, Camera di Commercio di Trieste, Confindustria, Confartigianato, CNA Trieste, Confcommercio, Confesercenti, Associazione Imprese Assicurative.

Altre autorità: Autorità Portuale, Ente per la Zona Industriale di Trieste.

Autorità religiose: diocesi cattolica, comunità ebraica, comunità serbo-ortodossa, comunità greco-orientale, comunità islamica, comunità evangelica.

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Il 10 febbraio 2014 Trieste Libera rivelerà i prossimi passi dell’azione legittima per il ripristino della legalità nel Territorio Libero di Trieste. La risposta dipenderà anche dai riscontri (positivo o negativi) delle suddette autorità.

Una non-risposta sarà considerata al pari di una risposta negativa, oltre che una manifestazione di totale disinteresse nel futuro e per lo stato di diritto vigente nell’attuale Territorio Libero di Trieste.

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Aggiornamento: l’iniziativa di Trieste Libera al 10 febbraio 2014. Le foto dell’evento sono pubblicate QUI.

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