Movimento Trieste Libera

Testo dell’Ultimatum per il Porto Franco Internazionale di Trieste

Domenica 8 dicembre 2013 migliaia di triestini hanno lanciato all’Italia un “Ultimatum per il Porto Franco Internazionale di Trieste” chiedendo il ripristino del regime giuridico di questa preziosa area internazionale per garantire lavoro e benessere non solo a Trieste, ma a tutti gli Stati che vi hanno diritto in base al Trattato di Pace del 1947. La scadenza dell’Ultimatum è stata fissata al 10.02.2014 entro allora ci aspettiamo delle risposte chiare e soprattutto delle azioni concrete da parte degli enti e delle autorità coinvolte.

Il Trattato di Pace con l’Italia del 1947 uno strumento di diritto internazionale, prevalente su qualsiasi norma di diritto nazionale: considerando le numerose conferme dell’obbligo assunti dal Governo Italiano, che firmando il Memorandum d’Intesa di Londra del 1954 si è impegnato in veste di amministratore civile provvisorio del Territorio Libero di Trieste a far rispettare in particolare gli articoli dall 1 al 20 dell’Allegato VIII, chiediamo il rispetto dei seguenti 8 semplici punti:

1. Art.18.2 dell’Allegato VIII al Trattato di Pace con L’Italia: “Il Direttore non deve essere cittadino jugoslavo o italiano.”
Il direttore dovrà di conseguenza essere selezionato quanto prima previo bando internazionale super partes, inoltre dovrà godere di tutti i poteri conferiti dagli artt. 18,19,20.

2. Art.2.1: “Il Porto Franco è istituito ed amministrato come una corporazione di Stato del Territorio Libero, avente tutti gli attributi di persona giuridica”
Dev’essere garantita quindi la completa indipendenza dell’autorità amministrativa per il Porto di Trieste dalle amministrazioni italiane;

3. La sola forza di ordine pubblico consentita all’interno dei confini del Porto Franco potrà essere essere la polizia civile.

4. Art.2.2: “Tutte le proprietà statali e parastatali italiane nei limiti del Porto Franco saranno trasferite, senza pagamento, al Porto Franco.”
Va dunque verificato e completato il passaggio definitivo di tutte le proprietà entro i suddetti al Porto Franco, ente di Stato del TLT;

5. Art.17: I firmatari devono “garantire libertà di comunicazione postale, telegrafica e telefonica tra l’area del Porto Franco e tutti gli Stati”.
Il Porto Franco dovrà disporre di un proprio sistema di poste e telecomunicazioni, del tutto indipendente e svincolato dai sistemi di comunicazione dell’intera Comunità Internazionale;

6. Art.7.1: “Il Direttore del Porto Franco può anche permettere l’elaborazione di merci”
Va data con urgenza l’autorizzazione ad avviare elaborazione di merci, attività manifatturiere e di emporialità senza alcun vincolo. In particolare, l’inutilizzato Magazzino 26 dovrebbe essere adibito in tempi brevissimi ad incubatore di start-up interno alla zona franca;

7. Art.5.2: Le autorità non possono imporre “dazi doganali o pagamenti diversi da quelli imposti per servizi resi”.
Dev’essere quindi predisposta l’eliminazione di qualunque pagamento alle autorità amministrative italiane, ad eccezione di quelli per servizi resi, anche abolendo la sopratassa discriminatoria di cui al art. 4 del DPR 107 del 28/5/2009;

8. Art.18.3: “In tutte le assunzioni di personale la preferenza deve essere data a cittadini del Territorio Libero.”
A parità di competenze, la priorità è assicurare un lavoro ai cittadini del TLT.

Chiediamo a riguardo un incontro urgente con:

Autorità governative: Presidente del Consiglio dei ministri italiano, prefettura di Trieste, ministero italiano degli Esteri, ministero italiano delle infrastrutture e dei trasporti, (informalmente capigruppo in parlamento).

Autorità amministrative: presidenza regione Friuli Venezia Giulia, presidenza provincia di Trieste, sindaco di Trieste/Trst, sindaco di Muggia/Milje, sindaco di Duino-Aurisina/Devin-Nabrežina, sindaco di Dolina, sindaco di Sgonico/Zgonik, sindaco di Repentabor.

Attività produttive: Associazione spedizionieri, Rappresentanze dei lavoratori portuali, Camera di Commercio di Trieste, Confindustria, Confartigianato, CNA Trieste, Confcommercio, Confesercenti, Associazione Imprese Assicurative.

Altre autorità: Autorità Portuale, ente per la Zona Industriale di Trieste. Autorità religiose: diocesi cattolica, comunità ebraica, comunità serbo-ortodossa, comunità greco-orientale, comunità islamica, comunità evangelica.

Il 10 febbraio Trieste Libera rivelerà i prossimi passi della sua azione legittima per il ripristino della legalità nel Territorio Libero di Trieste in base alle risposte (positive o negative) che giungeranno da ciascun’autorità: una non-risposta sarà considerata al pari di una risposta negativa, oltre che una manifestazione di totale disinteresse nel futuro e per lo stato di diritto vigente nell’attuale Territorio Libero di Trieste.

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