Trieste Libera

GOLPE

Soci fondatori?

ELIMINATE GLI INDIPENDENTISTI TRIESTINI

Dall’altro sabato [10 maggio 2014] è in corso un violento attacco nei confronti di Trieste Libera. Un gruppo di dissidenti che si riconoscono nel cosiddetto “Collegio dei Soci fondatori” sta cercando di prendere il potere destituendo gli organi democraticamente eletti dall’assemblea generale del Movimento tenutasi il 18 gennaio scorso.

I dissidenti hanno gettato la maschera proprio nel momento i cui il Movimento è impegnato a difendere i diritti dei cittadini di Trieste e la causa del Territorio Libero su molteplici fronti, da quelli interni a quelli internazionali. E mentre è in corso l’importante azione di opposizione alle illegittime elezioni europee che porterà alla denuncia delle stesse con le dichiarazioni che i cittadini di Trieste presenteranno direttamente al seggio elettorale il 25 maggio.

Si tratta di un vero “colpo di Stato” accuratamente preparato e scattato sabato 10 maggio alle 21.56 con l’occupazione dei canali di comunicazione del Movimento. I golpisti hanno così preso possesso dell’account facebook e del vecchio sito internet di MTL dichiarando la decadenza del Consiglio Direttivo in carica e dello stesso Presidente.

Un atto illegittimo portato a compimento da un Collegio dei soci Fondatori (4 persone) che in violazione statutaria si è arrogato i pieni poteri estromettendo i soci del Movimento ed utilizzando le liste degli iscritti violandone gli accessi riservati per iniziare una massiccia propaganda denigratoria contro l’esecutivo in carica ai fini della convocazione di una assemblea straordinaria con cui si vorrebbe dare una parvenza di legalità al “golpe”. Nel miglior stile delle dittature del terzo millennio.

Così il presidente eletto dall’assemblea popolare del 18 gennaio per acclamazione è stato “destituito” da un collegio di soci “onorari” e che peraltro non sono nemmeno organo riconosciuto del Movimento. E che non hanno da Statuto alcun potere per farlo.

L’azione gode pure del supporto “esterno” di improbabili ambienti dell’indipendentismo veneto e lombardo, ma soprattutto della destra ultranazionalista italiana, quella ferocemente contraria alla possibilità che Trieste possa tornare ad essere amministrata come previsto dal Memorandum di Intesa di Londra del 1954 ai sensi dal Trattato di Pace del 1947. Un’amministrazione il cui ripristino sarebbe scomodo per il sistema di potere locale, perché significherebbe il ripristino della legalità e con essa l’impossibilità di distruggere metà del Porto Franco internazionale di Trieste.

Il “golpe” dei “fondatori” invece combacia perfettamente con le esigenze del sistema di malaffare locale: distruggere l’unico Movimento politico che disconosce la simulazione illegittima della sovranità italiana sulla Zona A del Territorio Libero. E questo attraverso un’aggressione interna ben pianificata dai “servizi”. Sfruttando le debolezze umane del gruppo fondatore di MTL. Situazioni difficili da sostenere per persone che vedono il miraggio di un potere da conquistare e che hanno bisogno di protezioni giudiziarie. Una prova insostenibile per i “deboli” dei fondatori. Quattro su cinque. Il quinto è il presidente che non cede e deve essere fatto fuori.

Nei prossimi giorni ci saranno certamente sviluppi. Mente i golpisti si sentono legittimati dal potere agire sotto una cappa di tolleranza istituzionale fin troppo evidente nei loro confronti, i cittadini del TLT che si riconoscono nella legalitaria azione dell’attuale dirigenza di Trieste Libera non cedono. E non cederanno di fronte a nessuna minaccia comprese quelle degli squadristi messi in campo dal gruppo dei golpisti. Quelli che pensano di andare a prendere uno per uno con le loro ronde i cittadini che non si piegano ai loro metodi violenti. O ad occupare con la forza il baluardo di legalità rappresentato dalla sede del Movimento. Qui si fa il TLT o si muore: davvero.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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