Trieste Libera

MEMORANDUM DI LONDRA CONGELATO

Presidio di Trieste Libera al tribunale di Trieste.

17 luglio 2013: presidio di Trieste Libera al tribunale di Trieste.

IL TRIBUNALE DI TRIESTE RINVIA L’UDIENZA DELLA DISCUSSIONE DEL DIFETTO DI GIURISDIZIONE AL 22 GENNAIO 2014: PROTESTE DEI CITTADINI IN UDIENZA

Trieste, 17 luglio 2013. – Nessuna sentenza, ma un nuovo rinvio al 22 gennaio 2014. Questo l’esito dell’udienza tenutasi in data odierna ed in cui per la prima volta il tribunale doveva entrare nel merito del difetto di giurisdizione assoluto. Partendo dall’esame del Memorandum di Londra, l’accordo in base al quale l’attuale Territorio Libero di Trieste ed il suo Porto Franco internazionale sono stati sub-affidati all’amministrazione civile provvisoria al Governo italiano.

Un mandato fiduciario speciale vigente, che vincola l’amministratore al rispetto del Trattato di Pace garantendone l’effettiva esecuzione anche ai fini della tutela della popolazione amministrata. I cittadini di Trieste devono essere quindi governati nel rispetto dei loro diritti stabiliti inequivocabilmente nel Trattato di Pace, e non assoggettati ad una simulazione di sovranità dello Stato italiano.

Ed ora il Memorandum di Londra con le sue verità nascoste è depositato in un fascicolo processuale dopo essere stato tradotto dalla versione ufficiale inglese (disponibile sul blog di Roberto Giurastante, la versione in inglese QUI – NDA). Un documento pesante diventato ora prova di accusa determinante contro chi ha cancellato i diritti di Trieste e dei suoi cittadini per sessanta lunghi anni.

L’udienza di oggi è stata movimentata dal comportamento dell’autorità giudiziaria italiana che non aveva comunicato preventivamente il rinvio già deciso. Il Movimento Trieste Libera ha organizzato quindi un a manifestazione davanti al tribunale a cui hanno preso parte centinaia di persone che poi hanno voluto assistere all’udienza.

Ma il giudice Massimo Tommasini, messo in sostituzione del giudice Piero Leanza, a sua volta sostituto del giudice Paolo Vascotto (a cui è stato sottratto il processo dopo la sua decisione di iniziare la valutazione del difetto di giurisdizione), senza alcuna motivazione ha rinviato l’udienza di 45 minuti.

Per comunicare poi il rinvio di ben sei mesi del processo scatenando così le reazioni indignate dei cittadini in attesa da due ore davanti al palazzo di giustizia. Un coro di “vergogna” e di “Trieste Libera” si è così alzato nei confronti degli arroganti rappresentanti dell’autorità giudiziaria. Che cercano di sfuggire alla legalità intimidendo i cittadini di Trieste.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.