Trieste Libera

Risposta all’aggressione da parte del Piccolo: «la battaglia continua».

Risposta all’aggressione da parte del Piccolo: «la battaglia continua».

Risposta all’aggressione da parte del Piccolo: «la battaglia continua».

Trieste, 4 settembre 2026 – Come sapete, la nostra battaglia legale, informativa e politico-diplomatica per i diritti di Trieste e del suo Porto Franco internazionale si fonda su tre pilastri principali: la legge, il sostegno di cittadini ed imprese e l’attenzione internazionale.

 

Per questo motivo le armi principali dei nostri avversari sono il condizionamento politico dei giudici, il foraggiamento di sabotatori, e la disinformazione sia attiva (notizie false), che passiva (silenzio stampa), in particolare attraverso il quotidiano locale “Il Piccolo” a stampa ed in rete.

 

Martedì primo settembre “Il Piccolo” ha titolato in prima pagina “TLT, da sogno a incubo: conto di 200.000 euro”; ed a pagina 20: “Al sogno TIt un conto di 200.000 euro – La resa: «Verseremo 48 rate in 8 anni»”, ed ancora: “Una richiesta che, di fatto, prende atto della clamorosa sconfitta.”, nonché in locandina “Cause perse arriva il conto – il sogno TLT finisce a rate”.

 

Come i titoli, i relativi articoli si riferivano alle già note pronunce negative scandalose di giudici italiani sulla materia, per scoraggiare le gente facendo credere falsamente che abbiano chiuso la questione, mentre sono soltanto una fase della battaglia legale.

 

Abbiamo inviato al quotidiano una rettifica obbligatoria di legge, che vi riassumiamo qui nel caso non la pubblicassero.

 

In realtà le nostre cause chiedono l’accertamento e l’esecuzione di obblighi internazionali dello Stato italiano che il giudice nazionale (di qualsiasi ordine e grado) ha l’obbligo costituzionale di conoscere ed applicare, ma non ha il potere di modificare né di annullare.

 

E questo significa che nessun provvedimento del giudice nazionale può produrre effetti giuridici sugli obblighi internazionali dello Stato e sui relativi diritti.

 

I provvedimenti negativi in esame sono tutti pronunce surrettizie di difetto assoluto di giurisdizione, che come tale impedisce al giudice di esaminare nel merito la domanda di causa ed implica la compensazione delle spese tra le parti.

 

Quei giudici sono infatti ricorsi a questo espediente perché sanno benissimo che l’accertamento delle leggi vigenti ci darebbe ragione.

 

Ma le opinioni eventualmente espresse nel merito da giudici che si dichiarano privi di giurisdizione sulla materia non possono avere efficacia di giudicato, cioè di decisione esecutiva.

 

E nel nostro caso hanno espresso opinioni e decisioni che violano obblighi internazionali dello Stato costituzionalmente vincolanti (artt. 10 primo comma, 101 secondo comma e 120 secondo comma Cost.).

 

L’esecuzione amministrativa o giudiziaria di quei provvedimenti come se fossero giudizi di merito efficaci costituirebbe perciò atto di violazione autonoma di quegli stessi obblighi internazionali, impugnabile anche come tale.

 

Mentre le pronunce di Cassazione rimangono soggette anch’esse a modifiche per revoca od opposizione di terzi.

 

Per questi motivi la nostra disponibilità a concordare egualmente il pagamento delle spese con rateazioni adeguate e riserva di risarcimento non è un atto di resa, ma di tutela dei cittadini e delle imprese ricorrenti.

 

È inoltre interessante osservare come questa nuova aggressione disinformativa per mezzo del Piccolo sia stata immediatamente rilanciata sui social media con offese, minacce e speculazioni da un assortimento significativo di nostri avversari che include nazionalisti, neofascisti, estremisti di sinistra e persino un noto pluripregiudicato per reati di truffa e falso.

Un pensiero su “Risposta all’aggressione da parte del Piccolo: «la battaglia continua».”

  1. Dario A

    Grazie! Procediamo senza timori con la consapevolezza dei nostri diritti.