Movimento Trieste Libera

PROGETTO T.2379: LA DELIMITAZIONE DEL CONFINE DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

Il 10 febbraio 1947 con la firma del Trattato di Pace l’Italia perse la sovranità su Trieste: era nato il Territorio Libero di Trieste – Free Territory of Trieste, la cui amministrazione venne assegnata temporaneamente al Governo Militare Alleato (G.M.A.).

Uno dei primi compiti che spettò al G.M.A. fu di tracciare i confini del Territorio Libero di Trieste con l’Italia come stabilito dall’articolo 4 del Trattato di Pace.

Nell’aprile del 1947 furono così avviati i lavori che dovevano essere completati entro il 15 settembre, giorno in cui con l’entrata in vigore del Trattato di Pace l’Italia avrebbe perso la sovranità su Trieste e sul Territorio Libero. Ai lavori venne assegnato il nome di PROGETTO T.2379.

La frontiera tra l’Italia ed il Territorio Libero di Trieste veniva così fissata:

  1. La nuova frontiera parte da un punto situato sul limite amministrativo fra le Province di Gorizia e Trieste a circa 2 km a nord-est del villaggio di San Giovanni ed a circa 0,5 km a nord-ovest della quota 208, e che costituisce il punto comune delle frontiere della Jugoslavia, dell’Italia e del Territorio Libero di Trieste, e si dirige verso sud-ovest fino ad un punto adiacente alla strada statale n. 14 e situato approssimativamente a 1 km a nord-ovest della giunzione delle strade statali n. 55 e n. 14 che rispettivamente da Gorizia e da Monfalcone vanno a Trieste;
  2. da questo punto la linea si dirige verso sud fino ad un punto situato sul golfo di Panzano; ad eguale distanza da Punta Sdobba, alla foce dell’Isonzo (Soca), e da Castelvecchio a Duino, a circa 3,3 km a sud del punto ove essa abbandona la costa, punto situato approssimativamente a 2 km a nord ovest della città di Duino;
  3. da questo punto la linea raggiunge l’alto mare passando ad eguale distanza dalla costa italiana e dalla costa del Territorio Libero di Trieste.

Questo detta l’articolo 4 del Trattato di Pace del 1947 mai modificato, come recentemente confermato dalle stesse Nazioni Unite con il documento S/2015/809 del Consiglio di Sicurezza, garante del Territorio Libero di Trieste ai sensi dell’articolo 21 del Trattato di Pace.

Si tratta quindi di confini certi, reali, che devono essere fatti rispettare e che determinano l’esistenza del Territorio Libero di Trieste. 

Confini che il Governo amministratore provvisorio italiano, in carica in esecuzione del vigente Memorandum d’intesa di Londra del 5 ottobre del 1954, ha fino ad ora omesso di controllare, ed anzi ha occultato rimuovendo i segnali visivi stradali di demarcazione del breve confine di Stato tra il Free Territory of Trieste amministrato e la Repubblica Italiana.

Il 10 febbraio del 2016 il Movimento Trieste Libera ha chiesto al Governo amministratore il ripristino  dei segnali visivi stradali (entro 90 giorni sulle strade principali ed entro 120 giorni su quelle secondarie) lungo l’intero confine di Stato fra il Free Territory of Trieste e la Repubblica Italiana.

Il 12 e il 13 marzo 2016 inizieranno i primi presidi dei cittadini del Territorio Libero di Trieste al confine con l’Italia: prove di ripristino dello Stato di diritto.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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