Movimento Trieste Libera

SILENZIO SUI DIRITTI DEI CITTADINI E DELLE IMPRESE DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

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853 TRA CITTADINI E IMPRESE DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE CHIEDONO L’IMMEDIATO RICONOSCIMENTO DEI LORO DIRITTI. MA IL GOVERNO AMMINISTRATORE ITALIANO TACE.

 

“Quando una qualsiasi forma di governo nega i principi della verità, della giustizia e della solidarietà con abusi, malversazioni, torti ed usurpazioni, e diventa perciò tirannica ed insopportabile, il popolo oppresso ha diritto di mutarla o di abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su quei principi, e di organizzarne i poteri nella forma che gli sembri più adatta a garantire la sua sicurezza per l’avvenire e la sua felicità”

 

(Estratto dalla Carta dei Diritti dei Cittadini e delle Imprese del Free Territory of Trieste presentata dal Movimento Trieste Libera il 20.05.2015)

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Il 31 dicembre del 2015 davanti alla sede del Palazzo del Governo di Trieste, nella storica e suggestiva Piazza Grande, il Movimento Trieste Libera ha organizzato una manifestazione non solo simbolica per ricordare la perdurante violazione dei diritti dei cittadini e delle imprese del Territorio Libero di Trieste da parte delle autorità italiane.

 

Il 20 maggio del 2015 il Movimento Trieste Libera aveva presentato al Commissario Generale di Governo un atto che lo impegnava a dare seguito alle tante domande presentate dai cittadini del Territorio Libero di Trieste per il riconoscimento dei loro diritti e contro ogni atto prevaricatorio e persecutorio nei loro confronti da parte delle autorità dello Stato italiano, che a Trieste e sul Porto Franco di Trieste non hanno alcuna competenza essendo il Free Territory of Trieste uno Stato indipendente in regime di amministrazione civile provvisoria.

 

L’atto che veniva depositato il 20 maggio con le prime sottoscrizioni era la Carta dei Cittadini e delle Imprese del Free Territory of Trieste. Da allora quel documento che rappresenta la base del Diritto di ogni cittadino del Free Territory of Trieste è stato sottoscritto da 853 tra cittadini e imprese. La Carta dei Diritti è basata su venti punti di cui i firmatari hanno chiesto il rispetto al Commissario Generale di Governo quale rappresentante del Governo amministratore italiano.

 

Dopo sette mesi nessuna risposta alle legittime richieste dei cittadini è stata ancora data dal Commissario di Governo che ha rifiutato di intervenire anche a difesa di cittadini sottoposti ad espropri forzosi illegittimi da parte delle autorità italiane.

 

Situazioni sempre peggiorative di una situazione che diventa di giorno in giorno sempre più ingestibile. La negazione del diritto porta infatti alla certezza del disordine sociale. E questo è un fatto che non sfugge certo allo Stato italiano che cerca così di coprire le proprie responsabilità provocando le reazioni dei cittadini privati dei loro diritti per poterli reprime accusandoli di eversione. Una situazione simile all’Argentina anni ’70 della dittatura militare.

 

Nella manifestazione del 31 dicembre del 2015 Trieste Libera ha voluto denunciare pubblicamente le pesanti responsabilità del Governo italiano. Un governo amministratore che sta addirittura cercando di cancellare contro i diritti della comunità internazionale il Porto Franco di Trieste. Cento croci simboliche con la scritta “cittadino del Territorio Libero di Trieste (TLT)” sono state posate davanti all’ingresso del Palazzo di Governo sede a Trieste dell’amministrazione provvisoria.

 

Cento croci tombali a testimoniare la violazione continuata dei diritti di tutti i cittadini del Territorio Libero di Trieste da parte del Governo italiano e da parte dello Stato usurpatore, ovvero la Repubblica italiana. Di seguito i venti punti della Carta dei Diritti dei Cittadini del Free Territory of Trieste rimasti senza alcuna risposta da parte del Governo amministratore italiano.

 

 

noi pertanto, Cittadini del Free Territory of Trieste 

 

certi del nostro buon diritto e della rettitudine delle nostre intenzioni, in forza degli strumenti di diritto internazionale in vigore, la Risoluzione n. 16/1947 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947, che già stabiliscono la nostra libertà ed indipendenza, il nostro ordinamento di Stato ed i diritti e doveri reciproci verso tutti gli altri Stati, inclusa l’Italia,

 

richiamando 

 

i principi della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America, della Carta delle Nazioni Unite, della Convenzione di Montevideo sui diritti e i doveri degli Stati, della Convenzione di Vienna sul Diritto dei Trattati, dell’Atto finale della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa e della Carta di Parigi,

 

e facendo appello

 

alla solidarietà, ai poteri ed agli interessi legittimi delle altre Nazioni, dei loro popoli, dei loro Governi e delle istituzioni internazionali

 

d i c h i a r i a m o 

 

che tutti i cittadini dell’attuale Free Territory of Trieste, di ogni origine, etnìa, genere, lingua, fede e nazionalità, liberi ed eguali fra loro e con gli altri popoli del mondo, possiedono e vogliono esercitare, per sé e per le proprie imprese, i seguenti diritti fondamentali stabiliti dall’ordinamento internazionale, dei quali chiedono al Governo amministratore ed al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il rispetto e l’esecuzione immediati, in attesa delle decisioni del Consiglio di Sicurezza sulle modalità di proseguimento dell’Amministrazione provvisoria sino all’instaurazione del Governo permanente dell’attuale Free Territory of Trieste:

 

1) il diritto che il loro status giuridico di cittadini dell’attuale Free Territory of Trieste sia riconosciuto e rispettato dal Governo amministratore provvisorio o dall’Autorità che svolga tale funzione, da tutti gli altri Stati e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, sotto la tutela diretta del Consiglio di Sicurezza (Risoluzione n. 16/1947; Trattato di Pace di Parigi, art. 21 n. 1);

 

2) il diritto ad avere una Amministrazione provvisoria di Stato (art. 21 ed Alleg. VII) che sia onesta e corretta, esercitata in osservanza delle norme del Trattato di Pace ed affidata al Governo di un Paese affidabile che non abbia interessi in conflitto con quelli dell’attuale Free Territory of Trieste e del suo Porto Franco internazionale, oppure ad un Amministratore delle Nazioni Unite;

 

3) il diritto ad ottenere che tale Amministrazione provvisoria sia attuata come già quella dell’Allied Military Government FTT, sotto le insegne ufficiali di Stato del Free Territory of Trieste (Allegato VI, art. 8) e non di altri Stati:

 

4) il diritto ad ottenere che tale Amministrazione applichi nel Regime provvisorio anche tutte le norme compatibili del Regime Permanente del Free Territory of Trieste (Allegato VII, art. 2, terzo e quarto comma), aggiungendovi gli aggiornamenti e le integrazioni necessari in materia tecnica, economica, di cittadinanza, di parità linguistica, ed altre;

 

5) il diritto ad ottenere da tale Amministrazione provvisoria leggi giuste ed adeguate alla realtà ed alle necessità dell’attuale Free Territory of Trieste, con particolare riguardo ai diritti umani e degli altri esseri viventi, alla libertà d’impresa, al lavoro, alla casa, alla sanità, alla previdenza sociale, all’assistenza sociale, alla tutela dell’ambiente;

 

6) il diritto ad essere ufficialmente e correttamente rappresentati nella politica estera da tale Amministrazione provvisoria, come già dall’Allied Military Government Free Territory of Trieste, presso le Nazioni Unite, nelle organizzazioni internazionali e nelle relazioni con gli altri Stati e con l’Unione Europea, e per quanto previsto dall’art. 24 dell’Allegato VI ;

 

7) il diritto ad ottenere che tale Amministrazione provvisoria ed il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite facciano rispettare tutti i diritti e gli obblighi degli altri Stati verso il Porto Franco internazionale e l’attuale Free Territory of Trieste, inclusi gli obblighi dell’Italia in materia di assicurazioni sociali, relative riserve e pagamento delle pensioni (Allegato X, articoli 7 ed 8);

 

8) il diritto ad avere una propria Amministrazione finanziaria e fiscale di Stato onesta, equa, separata da quella di altri Stati (Allegati VI e VII) e non gravata dalle imposizioni fiscali e dal debito pubblico abnormi dello Stato italiano (Allegato X, art. 5) o di altri Stati;

 

9) il diritto di non essere ingiustamente espropriati dei propri beni e della propria casa da organi e per leggi dello Stato italiano, che non ha sovranità né giurisdizione sul Free Territory of Trieste (art. 21, n. 2, del Trattato di Pace);

 

10) il diritto al riconoscimento pubblico immediato ed alla ricostituzione del Demanio e del Patrimonio di Stato dell’attuale Free Territory of Trieste e del suo Porto Franco internazionale secondo le disposizioni del Trattato di Pace (Allegato X, art. 1; Allegato VIII, art. 2 n. 2);

 

11) il diritto di eleggere direttamente i propri rappresentanti con il principio elettorale proporzionale e nel sistema istituzionale indipendente del Free Territory of Trieste, così come stabiliti dal Trattato di Pace (Allegati VI e VII);

 

12) il diritto al pieno e libero sviluppo del Porto Franco internazionale del Free Territory of Trieste in osservanza dell’art. 34 dell’Allegato VI e di tutte le norme dell’Allegato VIII del Trattato di Pace, inclusa la Commissione Internazionale di controllo (articoli 21, 22 e 23), con i necessari aggiornamenti ed in libera concorrenza con i porti degli altri Stati, ma senza subordinazione ai loro interessi e senza azioni di dirottamento artificiale dei traffici a loro favore (Allegato VIII, art. 16, n. 3);

 

13) il diritto di precedenza, a parità di titoli, nei posti di lavoro dipendente del Porto Franco internazionale del Free Territory of Trieste (Allegato VIII, art. 18, n. 3);

 

14) il diritto all’apertura ed all’utilizzo del Registro navale per le navi battenti bandiera del Free Territory of Trieste, e dei Registri navali per l’immatricolazione, su richiesta dei rispettivi Governi, delle navi battenti bandiera della Svizzera, dell’Austria, dell’Ungheria, della Repubblica Ceca e della Slovacchia (Allegato VI, art. 33);

 

15) il diritto all’apertura ed all’utilizzo del Registro aeronavale commerciale del Free Territory of Trieste (Allegato VI, art. 32);

 

16) il diritto alla proprietà ed all’esercizio di Stato della rete ferroviaria dell’attuale Free Territory of Trieste (Allegato VI, art. 31);

 

17) il diritto di riaprire e sviluppare la Borsa Valori di Trieste, illegittimamente chiusa dal Governo italiano amministratore e dallo Stato italiano nel 1996;

 

18) il diritto di ottenere che l’Amministrazione provvisoria avvii nel modo migliore ed in tempi ragionevoli l’entrata in funzione dello Statuto Permanente del Free Territory of Trieste;

 

19) il diritto di ottenere che l’Amministrazione provvisoria compia nel modo più rapido ed efficace la revisione e l’abrogazione di tutte le norme e di tutti i provvedimenti che siano stati attuati nel Free Territory of Trieste sotto la responsabilità del Governo amministratore italiano in violazione delle norme e degli obblighi del Trattato di Pace e del Memorandum d’intesa di Londra del 1954;

 

 

20) il diritto, nel caso in cui l’Amministrazione provvisoria commettesse ulteriori violazioni, attive od omissive, dello status internazionale del Free Territory of Trieste e del suo Porto Franco, di esercitare il diritto di autodeterminazione dei popoli stabilito e riconosciuto dalla Charter of the United Nations (ratificata dall’Italia con L. 848/1957), dalla Declaration of Principles of International Law, Friendly Relations and Co-operation Among States in Accordance with the Charter of the United Nations (UN General Assembly Resolution 2625/1970), dallo International Covenant on Civil and Political Rights (ratificato dall’Italia con L. 881/1977) e dal Final Act of the Conference on Security and Co-operation in Europe.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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