Movimento Trieste Libera

IN RICORDO DEI NOSTRI CADUTI

Anche quest’anno nel cimitero militare austroungarico di Prosecco, dove sono sepolti  più di 5.000 soldati austroungarici, si è svolta la suggestiva  cerimonia del ricordo dei caduti della prima guerra mondiale. In un mondo dominato da nazionalismi di Stato e dai fanatismi religiosi asserviti ai poteri economici che stanno devastando il nostro pianeta,  questa cerimonia, che a Trieste si svolge ogni anno da quattro decenni a cura del Movimento Civiltà Mitteleuropea, rappresenta una luce nell’oscurità del male.

Il ricordo di quell’Impero Austroungarico che univa nel rispetto e nella tolleranza 13 popoli con le loro religioni e culture è il riferimento per ogni “nuova”Europa dei popoli che sia avulsa dalla decadente e forzata Unione Europea dell’economia. Una rinascita nel valore degli alti ideali di popoli fratelli che debbono e possono ritrovare le proprie radici comuni scacciando i dèmoni del male incarnati dalle sirene di sviluppi economici insostenibili e che riducono in schiavitù gli esseri umani.

Un milione e duecentomila soldati austroungarici persero la vita nella Prima Guerra Mondiale. Di questi un terzo sul fronte meridionale nella guerra di difesa dall’attacco dell’ex alleato italiano. Trieste li ricorda ogni anno, fedele alla loro memoria: i difensori dell’Europa dall’aggressione dei colonizzatori dell’economia capitalista e dagli aberranti nazionalismi sociali di cui questi erano portatori.

L’Impero Austroungarico era quel solido baluardo che per secoli aveva permesso la stabilizzazione dell’Europa. Con il suo crollo l’Europa sprofondò in un abisso di odio etnico religioso e sociale che ancor oggi continua a mietere vittime.

Trieste deve tutto all’Austria in cui essa divenne simbolo di quell’impero multietnico che ne decretò la grandezza trasformandola da piccolo villaggio di pescatori a grande Porto mondiale.

Trieste con i suoi figli combattè nella Prima Guerra mondiale a difesa di quel sogno, realizzato, di pacifica convivenza tra popoli. I triestini servirono lealmente nelle fila dell’esercito austroungarico. Molti di loro non tornarono a casa e sono sepolti nei tanti cimiteri di guerra dalla Galizia, ai Carpazi,  all’Isonzo.

Noi a Trieste li ricordiamo ogni anno andando a visitare i nostri cimiteri militari dove riposano tanti  soldati di altri popoli dell’Impero venuti a difenderci dall’aggressione dell’Italia. Austriaci, ungheresi, cechi, Slovacchi, rumeni, sloveni, ucraini, serbi, croati, sloveni, ruteni, bosniaci. Un Impero con i suoi popoli che uniti difesero Trieste, primo porto austroungarico.

Dal discorso odierno di Paolo G. Parovel, instancabile animatore e organizzatore della cerimonia del ricordo dei nostri caduti, riporto un passo toccante, che deve farci riflettere per comprendere l’importanza della nostra attuale lotta per i diritti del Territorio Libero di Trieste. E’, infatti, anche grazie al sacrificio di quei soldati austroungarici caduti per difenderci che Trieste alla fine della seconda guerra mondiale divenne indipendente con il nuovo Stato Territorio Libero di Trieste costituito il 10 febbraio del 1947 dal Trattato di Pace di Parigi. Sono loro i nostri eroi, baluardo insormontabile, che con il loro sacrificio continuano a difenderci. Da cento anni.

“I nostri Caduti di tante nazionalità e fedi composti in questa dolina del Carso d’autunno, che rifiorisce per loro accarezzata dal vento ad ogni primavera ci testimoniano, assieme a quelli riconosciuti o dispersi da qui sino al Piave, alle piane di Galizia, alle selve dei Carpazi, nei Balcani, o sul mare e su sponde lontane, il punto di frattura di quel filo di civiltà spezzato nel mondo di ieri, che dobbiamo finalmente riannodare nel mondo di oggi e di domani.

Nel nome di una patria antica che é scomparsa dalla geografia politica, ma nei suoi ideali e valori rimane per noi patria dello spirito, la patria dell’anima, luogo di un grande patrimonio storico e morale che è il nostro, e che noi abbiamo il dovere di difendere in forze unite, viribus unitis, per un mondo che sia davvero migliore, per una vittoria dei valori e non più delle armi, della vita e non più della morte, dello spirito e della ragione e non più delle ideologie.

Per tutto questo noi ricordiamo qui oggi, nel dovere di verità e con l’anima ed il cuore riconoscenti, la dignità e le sofferenze di questi nostri padri caduti e delle loro e nostre famiglie, quelle di chi si trovò a dover combattere da parte avversa, e quelle di tutti gli innumerevoli esseri umani impegnati nelle resistenze al male del passato e del presente.”

prosek_15.11.15.2

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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