Movimento Trieste Libera

QUELL’ULTIMO PONTE: 31 OTTOBRE 1917, CORNINO, HAUPTMANN EMIL REDL

IL 4° REGGIMENTO BOSNIACO OLTRE IL TAGLIAMENTO

 

31 ottobre 1917, le truppe austro-tedesche dilagano nella pianura friulana dopo lo sfondamento di Caporetto. Udine sede del quartier generale italiano capitola senza opporre resistenza. Il comandante in capo dell’Esercito Italiano, il generalissimo Luigi Cadorna e il  suo stato maggiore avevano peraltro già abbandonato, con una fuga precipitosa, il capoluogo del Friuli.

La tappa successiva per gli austriaci è ora il passaggio del fiume Tagliamento per scardinare la seconda linea difensiva degli italiani posta circa 40 km dietro quella dell’Isonzo, e tagliare così la ritirata alla 2ª e 3ª Armata italiane. Ma per ottenere questo è necessario conquistare i ponti sul fiume, che gli italiani ritirandosi sulla sponda occidentale  fanno saltare uno dietro l’altro.

Tranne che a Cornino, dove le avanguardie della 55ª divisione di fanteria austriaca arrivate il 29 ottobre trovano il ponte intatto. Qui il Tagliamento in piena è largo un chilometro e mezzo ed è inguadabile. Le truppe italiane controllano saldamente lo strategico isolotto del Clapat pilastro naturale del ponte metallico a due campate che collega le due sponde del fiume. Una posizione dominante tenuta dal 33° Reggimento di fanteria italiano con numerose postazioni di mitragliatrici che tengono sotto tiro la riva orientale del Tagliamento.

L’attacco viene assegnato alle compagnie 15ª e 16ª del IV Battaglione del 4° Reggimento Bosniaco condotte dall’Hauptmann (capitano) Emil Redl (originario di Gorizia). Alle 4 del mattino del 31 ottobre nel buio della notte i Bosniaken del “goriziano” Redl vanno all’assalto. La lotta è durissima e il fuoco incrociato delle mitragliatrici italiane miete numerose vittime tra le prime fila degli assaltatori che raggiunto il Clapat vengono inchiodati sulla sua sponda sabbiosa. Ma a metà mattina i bosniaci prendono il sopravvento eliminando i nidi di mitragliatrici e costringendo i difensori alla ritirata.

Gli italiani contrattaccano rapidamente impiegando le truppe schierate sulla sponda occidentale del fiume. L’attacco viene condotto con la copertura di autoblindate ma fallisce sotto il fuoco dei conquistatori del Clapat. Le autoblinde vengono distrutte dalle bombe a mano dei Bosniaken e i fanti falciati dal fuoco delle mitragliatrici. Gli italiani si ritirano sull’altra sponda del Tagliamento e fanno saltare l’arcata occidentale del ponte.

Il due novembre alle 6 del mattino una compagnia di genieri e una di zappatori austriaci, che nel frattempo hanno raggiunto i Bosniaken del capitano Redl attestati sul Clapat, iniziano la costruzione di un ponte provvisorio. Alle 12 l’opera è terminata e i reparti austriaci iniziano l’attraversamento sotto l’intenso fuoco degli italiani appostati sull’altra riva. Le perdite sono elevate, ma entro sera il II° e il IV° Battaglione bosniaci si attestano saldamente sulla sponda occidentale del Tagliamento. L’abitato di Cornino viene preso nella notte. All’alba del 3 novembre del 1917 la testa di ponte di Cornino è saldamente nelle mani delle truppe austroungariche. La linea difensiva del Tagliamento è perduta, e l’esercito italiano deve ritirarsi fino al Piave.

L’azione del capitano Redl e dei suoi Bosniaken si è rivelata decisiva per le sorti dell’intera offensiva. Il capitano Redl verrà insignito della Croce di Cavaliere dell’Ordine di Maria Theresa direttamente dall’Imperatore Carlo.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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