Movimento Trieste Libera

LE SCOMODE VERITA’ DELLA STORIA ITALIANA: LA SECONDA GUERRA DEI TRENT’ANNI

205fdb0fLa storia dell’ultimo secolo ha portato alla scomparsa della mitteleuropa spazzata dai crescenti nazionalismi sfociati in due conflitti mondiali, o meglio in una lunga guerra durata trent’anni (1914-1945). La seconda guerra europea dei trent’anni, la più cruenta perché, in un degrado assoluto dell’umanità, raggiunse nella sua ultima fase, quella del secondo conflitto mondiale (1939-1945), l’apice dell’odio razziale che finì  nel genocidio.

Trieste fu investita da questa follia che trasformò gli uomini in bestie sanguinarie. Trieste, esempio della secolare convivenza multietnica dell’Impero Austro-Ungarico, con l’annessione da parte dell’Italia (1920)si trovò catapultata nell’inferno dei nazionalismi nel quale è tornata dal 1954 come “ultima colonia” italiana (LINK). Non più primo porto della mitteleuropa e punto di incontro e di equilibrio anche per i Paesi balcanici che nella Trieste asburgica si riconoscevano, ma porta di ingresso dell’espansionismo dell’Italia a danno degli odiati slavi del sud considerati “razza inferiore”.

La stessa Germania nazista si trovò poi trascinata nel 1940 sul fronte dei Balcani per sostenere Mussolini, l’amico di Hitler, nell’attuazione dei sogni di grandezza del dittatore fascista che voleva riportare l’Italia ai fasti dell’antico impero di Roma. Ma per arrivare a dichiarare il Mediterraneo “mare nostrum” era necessario l’indispensabile supporto di quelli che 2.000 anni prima erano gli odiati e temuti barbari germanici.

Solo grazie alla Germania nazista l’Italia avrebbe potuto ottenere questo visto che, senza il potente alleato, non era nemmeno in grado di sconfiggere la piccola e debole Grecia dopo averla proditoriamente aggredita.

La sfera di influenza italiana era a sud e pertanto non ostacolava i piani di Hitler che manteneva invece per la Germania il controllo sull’intera Europa centro-orientale. Si trattava di un sogno folle e sanguinoso in una unione “imperfetta” tra i nazisti hitleriani figli della dottrina della superiorità della razza ariana e i fascisti figli della teoria della supremazia della stirpe di Roma: un’unione figlia delle folli rivoluzioni dell’odio razziale.

O meglio l’unione di due popoli vittime di quella rivoluzione razziale, derivante dal collasso degli Imperi centrali, determinata dai calcoli imperfetti delle potenze dell’Intesa (Regno Unito, Francia, USA) e degenerazione ultima dell’Europa dei nazionalismi.

L’Italia, utilizzata per contribuire ad abbattere l’Impero Austro-Ungarico, era in definitiva essa stessa vittima di giochi superiori: una pedina utilizzata da Francia e Inghilterra nella partita contro gli Imperi centrali. Un Stato utile per contrastare Germania e Austria, e che, riportato dopo la guerra dai grandi al suo ruolo marginale di potenza regionale, cercava di ribellarsi per diventare “Potenza” mondiale.

E lo faceva alleandosi alla risorgente Germania Hitleriana del dopoguerra. Tradendo gli alleati per schierarsi con i vecchi nemici. Che erano i suoi alleati prima della “Grande guerra”. Tradendo poi “naturalmente” e nuovamente i nuovi/vecchi alleati (la Germania) appena la guerra volse al peggio.

Questi malfidati italiani non erano peraltro mai riusciti a sconfiggere sul campo di battaglia quei fieri popoli slavi che loro ritenevano inferiori (la città di Lubiana fu interamente recintata di filo spinato diventando un campo di concentramento: LINK) e che per questo massacravano con l’aiuto indispensabile dell’alleato germanico.

Ma l’Italia non ha mai dovuto fare, a differenza della Germania e del Giappone, i conti con i propri crimini di guerra. Ecco perché ancora oggi gli italiani pensano di aver avuto un ruolo importante nel primo conflitto mondiale, di averlo vinto riunificando una “patria” che in realtà non era mai esistita, e di essere poi stati “vittime” delle potenze alleate nel secondo conflitto, affermando pure di essersi liberati da soli dal fascismo.

In definitiva l’Italia avrebbe sempre combattuto guerre giuste per liberare i “popoli oppressi” e per liberarsi essa stessa dagli oppressori. In questa interpretazione il fascismo è solo una conseguenza di interventi esterni atti a minare il giovane Stato creato al termine delle guerre risorgimentali. E l’Italia era già stata precedentemente “tradita” dagli alleati che non ne avevano assecondato le mire espansionistiche a scapito del nuovo Regno di Jugoslavia al termine del primo conflitto mondiale. La famosa “vittoria mutilata” come è stata da sempre insegnata nelle scuole italiane.

Purtroppo questa è una mistificazione della storia che è stata consolidata in decenni di programmi scolastici che hanno formato le generazioni degli italiani del dopoguerra. Vittime anch’essi di questa propaganda nazionalista di stampo fascista mascherata con le leggi della nuova Repubblica.

La stessa Repubblica che ha proclamato giornata di lutto nazionale il 10 febbraio, anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di Pace che ha posto fine alla Seconda Guerra Mondiale e reso Trieste indipendente (LINK) con il nome di “Giorno del Ricordo” (nome volutamente simile a quello della Giornata della Memoria per le vittime della Shoah) per far credere di essere stata perseguitata ingiustamente dai vincitori del conflitto.

In realtà, era stata l’Italia a causare quel conflitto alleandosi con la Germania ed aggredendo i Paesi “più deboli” e quindi prede “facili” – come la Libia, l’Etiopia, l’Albania, la Grecia, la Jugoslavia – o Paesi già sconfitti da altri – come la Francia (peraltro il Paese che più aveva appoggiato l’Italia nella realizzazione di uno Stato unitario) oltre naturalmente ad aver sempre tradito i propri alleati (sia nelle “Guerre d’Indipendenza” che nelle due guerra mondiali). Senza dimenticare le persecuzioni razziali contro gli ebrei. Nessun onore quindi, solo tradimenti alla base dell’esistenza dell’Italia: una verità nascosta che gli italiani preferiscono continuare ad ignorare.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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