Movimento Trieste Libera

I.P.R. F.T.T. – Dichiarazione sulle due azioni legali per il Porto Franco internazionale di Trieste

Conferenza stampa del 31.5.2018

Due azioni legali restituiscono al Porto Franco internazionale di Trieste  60 ettari di infrastrutture portuali sottratte in violazione di legge

 

Dal 29 maggio 2018 la International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste – I.P.R. F.T.T ha avviato due azioni legali a difesa del Porto Franco internazionale di Trieste e dei diritti che hanno su di esso tutti gli Stati.

La prima azione è il ricorso al Tribunale per l’annullamento del decreto tavolare che nel dicembre 2016 ha intestato illegalmente al Comune di Trieste 60 ettari di infrastrutture portuali che appartengono al Porto Franco internazionale del Free Territory of Trieste.

La seconda azione legale è la notifica al Sindaco e ad altre altre autorità locali della diffida ad utilizzare ed a vendere le infrastrutture di Porto Franco in violazione della legge.

Il valore immobiliare di quelle infrastrutture portuali può essere valutato fra i 3 ed i 5 miliardi di euro (fra 3,4 e 5,8 miliardi di dollari) ed il loro valore funzionale, nel tempo, per i traffici internazionali, per la produzione industriale e per le attività finanziarie è incalcolabile.

Il Porto Franco internazionale di Trieste è costituito quale ente di Stato (State corporation) del Free Territory of Trieste dal Trattato di Pace con l’Italia del 10 febbraio 1947 in esecuzione della Risoluzione delle Nazioni Unite S/RES/16(1947), al servizio delle navi e delle merci di tutti gli Stati, senza discriminazioni.

Il Trattato assegna perciò al Porto Franco internazionale di Trieste la proprietà di tutte le infrastrutture portuali che si trovano entro i confini dei suoi punti franchi permanenti, e stabilisce su di essi diritti generali e speciali di tutti gli Stati, con particolare riguardo agli Stati dell’Europa centrale che non hanno sbocco al mare.

La violazione dei diritti di proprietà, di destinazione e di uso dei punti franchi permanenti del Porto Franco internazionale del Free Territory of Trieste viola perciò anche i diritti e gli interessi economici di tutti gli Stati e delle loro imprese a commerciare e produrre beni nel regime fiscale speciale del Porto Franco e del Free Territory, che non è soggetto alle norme dell’Unione Europea.

L’amministrazione civile provvisoria dell’attuale Free Territory of Trieste e del suo Porto Franco internazionale è affidata fiduciariamente alla responsabilità del Governo italiano dai Governi degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, quali amministratori primari per conto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Nell’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana le norme di diritto internazionale che costituiscono e regolano il Free Territory of Trieste ed il suo Porto Franco internazionale sono interamente ratificate ed eseguite quali obblighi internazionali che hanno prevalenza pre-costituzionale e costituzionale su tutte le altre leggi italiane vigenti.

La violazione di diritti di proprietà, di destinazione e di uso di 60 ettari di infrastrutture del Porto Franco internazionale del Free Territory of Trieste non è stata perciò commessa dal Governo italiano, ma da un gruppo di politici e speculatori locali che ha tentato di sottrarre illegalmente quei beni al Porto Franco internazionale per venderli sul mercato immobiliare.

A questo scopo quei politici sono riusciti ad introdurre in una legge italiana alcune norme che prevedono di spostare il regime di porto franco internazionale da quei 60 ettari, sdemanializzare l’area e trasferirne la proprietà al Comune di Trieste con l’incarico di venderli sul mercato e di versare il ricavato ad un’Autorità Portuale italiana.

Quelle previsioni sono giuridicamente ineseguibili, perché le norme prevalenti del Trattato di Pace con l’Italia ratificato ed eseguito nello stesso ordinamento giuridico italiano vietano sia di spostare le aree permanenti del porto franco internazionale, sia di sdemanializzarle, sia di trasferirne la proprietà ad un altro ente, sia di venderle.

In sostanza, si tratta di un tentativo di frode colossale e senza precedenti che alcuni politici e speculatori locali hanno organizzato ai danni di Trieste e dell’intera Comunità internazionale, con una serie lunga e complessa di attività ingannevoli.

Sull’intera vicenda sono state svolte indagini accurate e perfettamente documentate, che hanno segnalato sin dal 2014 anche il rischio di connessioni con interessi delle grandi mafie italiane.

La frode è stata coperta e resa possibile da anni di propaganda e disinformazione. Ma ora è arrivata alla fase in cui il Comune di Trieste tenta di utilizzare e di vendere le aree del Porto Franco internazionale che gli sono state illegalmente consegnate.

La International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste ha constatato perciò che è arrivato il momento di troncare queste operazioni illecite ripristinando su quelle aree i diritti legali esclusivi di proprietà, di destinazione e di uso che il Trattato di Pace assegna al Porto Franco internazionale, a tutti gli Stati ed alle loro imprese.

Per effetto delle due azioni legali convergenti ora avviate a questo scopo, le aree temporaneamente sottratte al Porto Franco internazionale non potranno essere utilizzate dal Comune in proprio o per terzi, non potranno più essere vendute né comperate senza rimanere soggette ad evizione, ed i politici e funzionari che continuassero in tali operazioni sarebbero personalmente responsabili di danni per miliardi di euro.

Con queste due azioni legali la International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste – I.P.R. F.T.T ha provveduto a restituire doverosamente 60 ettari di Porto Franco internazionale all’economia, al lavoro ed alle imprese del Free Territory of Trieste e degli altri Stati, imponendo il rispetto della legge nell’interesse di tutta la Comunità Internazionale.

In quest’operazione di ripristino necessario ed immediato della legalità contro le corruzioni politiche, la International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste confida perciò nel sostegno sia del Governo italiano amministratore provvisorio, sia dei Governi degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord quali amministratori primari per conto delle Nazioni Unite.

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