Movimento Trieste Libera

LA FORZA DI UNA CAUSA

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Foto: Fabrizio Bidussi

LA DIFESA DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE E DEI DIRITTI DEI SUOI CITTADINI

Il 15 giugno del 2015 iniziava la campagna di liberazione fiscale del Movimento Trieste Libera.

Centinaia di cittadini presentando apposite dichiarazioni al Commissario di Governo italiano, sub-amministratore provvisorio dell’attuale Territorio Libero di Trieste, chiedevano di verificare e ripristinare entro 90 giorni il corretto regime fiscale per il Territorio Libero di Trieste e per il suo Porto Franco Internazionale, dei quali il governo italiano si era anche obbligato a esercitare la rappresentanza internazionale.

Dopo tre mesi, e in mancanza di risposte da parte delle autorità amministratrici italiane, veniva costituita la nuova Rappresentanza Internazionale Provvisoria del Territorio Libero di Trieste (I.P.R. F.T.T. – International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste).

Si tratta di un’agenzia che agisce su delega diretta dei cittadini, dei residenti e delle imprese dell’attuale Territorio Libero di Trieste a tutti i livelli necessari per difendere in ogni sede i loro diritti da violazioni commesse da altri Paesi e da loro organi di qualsiasi grado.

Due anni dopo (maggio 2017) l’I.P.R. F.T.T. promuoveva anche la prima causa di accertamento in materia fiscale (R.G. 1757/17) citando in giudizio il Governo italiano, il suo Ministero dell’economia e delle finanze, le sue Agenzie fiscali e l’INPS, per aver imposto e riscosso tributi in nome, per conto e a bilancio dello Stato italiano, invece che dell’amministrazione provvisoria dell’attuale Territorio Libero di Trieste.

Nei mesi seguenti, Trieste Libera ha organizzato l’adesione di quasi 500 cittadini ed imprese alla causa avviata dalla I.P.R. F.T.T.

La battaglia dei cittadini che chiedono di potere pagare le giuste tasse del proprio Stato al proprio Stato si è rivelata l’azione più determinante per la piena applicazione dei diritti del Territorio Libero di Trieste. Ed è fondamentale per garantire la certezza di diritto anche nel Porto Franco Internazionale di Trieste, che può esistere solo come ente di Stato del Territorio Libero di Trieste (art. 2 allegato VIII del Trattato di Pace) a favore di tutti gli Stati (LINK).

No taxation without representation” questo era il titolo del post con cui commentavo nel giugno del 2015 un momento importante della nostra lotta, quella rivoluzione della legalità che aveva portato quelle prime centinaia di cittadini ad esercitare il loro diritto di pagare le giuste tasse aderendo alla campagna di liberazione fiscale (LINK).

Era il motto dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America quello che stavano proclamando. E quei cittadini non hanno avuto paura neanche quando sono stati, loro che chiedevano il rispetto della legge, additati falsamente come evasori fiscali dagli amministratori che la legge la stavano calpestando (LINK).

Non avevano paura e non hanno ceduto perché sanno di essere forti nei loro diritti, che il Movimento Trieste Libera ha tutelato anche denunciando i responsabili di queste accuse antigiuridiche: LINK.

Quei cittadini si troveranno a testa alta alla seconda udienza, forse conclusiva, della causa fiscale, che si terrà il 15 maggio nel tribunale di Trieste. E fino a questa data molti altri possono ancora unirsi a loro.

Nessuna eversione o evasione fiscale, quindi, da parte di coloro che hanno sostenuto e stanno sostenendo fino in fondo i loro diritti. Perché a Trieste ad evadere dalla legalità sono state solo le autorità amministratrici italiane.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità”di Roberto Giurastante

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