Movimento Trieste Libera

CITTADINI DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

Il 10 marzo si è aperto un nuovo processo a mio carico. Questo è il filone delle inchieste avviate contro il Movimento Trieste Libera sulle denunce di fuoriusciti ed espulsi. Sono quelli che noi consideriamo traditori della causa e che sono ovviamente funzionali al lavoro di logoramento attuato dell’autorità giudiziaria italiana che agisce nel Territorio Libero di Trieste simulando l’inesistente sovranità della Repubblica Italiana in violazione del Trattato di Pace e degli accordi internazionali.

Un lavoro di logoramento che serve a coprire quel sistema di corruzione governativo imposto per ragioni di Stato e che noi soli stiamo combattendo in maniera efficace.

La liberazione di Trieste che noi sosteniamo e che consiste nel ripristino dell’amministrazione civile provvisoria stabilita dal Memorandum di Intesa di Londra del 1954 sarebbe un durissimo colpo per questo sistema di governo massomafioso che gode di solidi innesti delle reti di malaffare dell’Italia meridionale e che qui ha assicurata ampia impunità (si pensi ad esempio all’enorme disastro ambientale di Trieste avvenuto sotto pieno controllo delle autorità italiane, compresa quella giudiziaria).

Il nuovo processo nei miei confronti si è avviato su denuncia di Alessandro Gombac (già Giombi), espulso da Trieste Libera nel 2014, quando lui ed altri avevano cercato con un golpe di prendere il controllo dell’organizzazione per partecipare alle elezioni comunali italiane che si tengono illegalmente a Trieste (e che invece Trieste Libera denunciava già dal 2013).

Ora Gombac dichiara, con altri espulsi, di rappresentare una sedicente organizzazione non governativa (la “Trieste NGO”) che sosterrebbe il diritto alla cittadinanza del Territorio Libero con l’appoggio dell’organizzazione UNPO (vicina al partito radicale italiano) rivolgendosi all’ONU di Ginevra.

La Triest NGO afferma inoltre di avere solidi contatti con la Federazione Russa che arrivano fino al presidente Putin: a parole sarebbero i padroni del mondo.

Stranamente però, mentre all’ONU di Ginevra questo gruppo dichiara di sostenere il diritto di cittadinanza del TLT (anche nell’ex zona B, in un modo che ricorda fin troppo le rivendicazioni del nazionalismo italiano sui territori perduti nel 1947, ne ho parlato dettagliatamente in questo post: LINK) non contesta la giurisdizione italiana sul Territorio Libero e quindi riconosce la piena sovranità su di esso e sul suo Porto Franco della Repubblica Italiana.

Davvero strano, perché invece noi di Trieste Libera, che lottiamo strenuamente per la legalità e per i diritti del Territorio Libero di Trieste senza compromessi, ogni volta che siamo stati in udienza abbiamo sollevato il difetto di giurisdizione, ricordando al giudice procedente che non può esercitare la giurisdizione della Repubblica Italiana nell’attuale Territorio Libero: la sola giurisdizione vigente è quella dello stesso TLT ed il giudice italiano è legittimo soltanto se agisce su mandato e nell’esercizio dell’amministrazione civile provvisoria affidata al governo, non allo Stato italiano.

Questione di coerenza e di serietà: noi non siamo pagliacci al soldo della degradata politica italiana: siamo orgogliosi cittadini del Territorio Libero di Trieste e non abbiamo paura ad esercitare i nostri diritti nel nostro Stato.

E non abbiamo bisogno di andare a chiedere il riconoscimento di una cittadinanza che abbiamo di diritto: la dichiariamo direttamente ai giudici. E così anche questa volta, mentre il denunciante e il suo avvocato, entrambi rappresentanti di questa “strana” Triest NGO che apparentemente difende i diritti dei cittadini del TLT a Ginevra ma non a Trieste, si associano all’autorità giudiziaria Italiana affinché proceda contro un cittadino del TLT (!), tocca a me ricordare a tutti che ci troviamo nel tribunale del Territorio Libero di Trieste, che io son un cittadino del Territorio Libero e che il giudice può procedere solo se rispetta la giurisdizione del TLT.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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